NON DIRE CHE AMI GLI ANIMALI SE…
L’EGOCENTRISMO UMANO APPLICATO
Non dire che ami gli animali se vuoi decidere tu i loro tempi. Le modalità di avvicinamento. Se hai bisogno di coccole e cerchi chi ti soddisfi senza nemmeno conoscerlo.

Non vero che ami i gatti se non hai ancora sentito che il loro tempo è più lento e guardingo del tuo, e che la loro compostezza inossidabile sarà la guida del vostro avvicinamento.
Non ami gli animali se ti imponi, per esempio, con voce alta, carezze, moine, movimenti rapidi: forse non ti sei mai realmente sentito in loro.
Hai provato a sentirti al loro posto? Sei entrata nel loro campo emotivo? Comunichi fisicamente ed emotivamente con il loro linguaggio o credi che usino il tuo? Osservi le loro reazioni, anche minuscole, alla tua presenza?
Rispetti il loro territorio? Sei consapevole del fatto che loro abitano il pianeta da milioni di anni prima che arrivassimo noi?
Tante persone dicono che “amano gli animali” ma non hanno mai realmente empatizzato con la sensibilità sofisticata di un gatto, di un cavallo, di un volatile. Non hanno idea dei loro sviluppatissimi sensori né della gamma di ciò che possono captare, perfino dal tuo modo di respirare e da come ti senti quel giorno.
Purtroppo, la maggioranza delle persone crede di fare bene entrando nello spazio altrui con i propri codici, ma questo significa non ASCOLTARE minimamente l’altro. Per “ascoltare” non s’intende con l’udito, ma con tutti i sensi, sesto incluso.

Sono tantissime, per esempio, le persone che non fanno caso alle reazioni difensive dell’animale quando si avvicinano. Occhi sgranati, code basse, muscoli tesi: la verità è che molte persone non hanno ancora iniziato ad entrare nel mondo animale. Quello che definiscono amore è una pura proiezione verso un mondo immaginario, idealizzato e forse di fiaba, in cui mancano completamente l’umiltà di conoscere e la capacità di sentire e mettersi nei panni dell’altro.
(Leggi anche: “Animalismo e ferite emotive”)
Con la scusa che si tratta di un essere che non può risponderti a parole, si pensa di poterlo trattare da dispensatore di amore di ogni tipo, da spugna delle proprie frustrazioni, da compensatore di tutto, da giocattolo o da pelouche.
Non si entra in contatto con un cane mai visto accarezzandolo sulla testa. Per il cane questo gesto significa volontà di sottomissione, e rischi anche un bel morso.
Se ami veramente il cane, lo rispetti nella SUA natura e rispetti i suoi codici. Entri in contatto con il suo muso avvicinando una mano da sotto, lentamente, e aspettando che lui ti fiuti e ti apra le porte.

Se ami veramente i gatti, non ti avvicineresti mai per primo.
Aspetti i loro tempi, anche ore o giorni se necessario, e se quel tempo non ce l’hai rinunci al contatto. Il gatto viene dal mondo dei felini, un mondo guardingo e pieno di grazia e codici d’onore: non puoi presentarti a un gatto col fare rumoroso, goffo e invadente che magari caratterizza i primati…
E, in generale, ogni volta che ti avvicini a un animale nuovo, sarebbe buona norma abbassarsi, “farsi piccoli”, respirare e osservare. Dare tempo al tempo, un tempo che non è il tuo.
In tutti i casi in cui ti sei imposta su un animale con paradigmi, codici e linguaggi tuoi – soprattutto fisici ed emotivi – stai approcciando il mondo da uno stato di egoismo e sopraffazione, anche se credi che quello sia amore.
E, come nelle relazioni tra umani, l’amore si rivela essere, ancora una volta e sempre, l’ascolto dell’altro e il lasciare essere – senza aspettative, senza imporre bisogni, senza dettare ritmi e modi. Una scuola di umilità e di ricezione. E non una conquista, non un tentativo di controllo, non la presunzione di sapere già tutto e di avere ragione.
Ringrazio la vastità del sentire animale, un viaggio inesauribile.
Il Bosco Femmina, Sonia Serravalli
Chi sono
La donna che scrive nel bosco
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