selvatico

SELVATICO SOTTO ATTACCO

SCACCO MATTO ALLA VITA?

La dimestichezza con il selvatico è, oggi, più sotto attacco che mai.

Hanno lavorato secoli per preparare questo momento.

Inutile che vi ricordi tutti i boschi sacri d’Europa rasi al suolo e tutte le persone bruciate perché avevano dimestichezza con il selvatico.

Ne ho scritto a lungo in questo blog e come me e meglio di me tantissimi autori.

Vi ho parlato a lungo del selvatico quando ho letto il gigante Robert Bly e quando ho scritto i miei libri sul Maschile sacro; quando ho letto l’imperdibile Il Maschio Selvatico di Claudio Risè…

Ma, in realtà, ne parlo da quando sono bambina – cresciuta in campagna con cavallette e lumache sulla pelle, a scrivere poesie sui serpenti e le lucciole con gli occhi pieni di scappate nel bosco e il naso di profumo di fossi e di tabacco selvatico…

Lo ripeto perché questa cosa ha una portata che solo una piccola parte della popolazione ha colto:

La dimestichezza con il selvatico è, oggi, più sotto attacco che mai.

Prima lo spauracchio mondiale e poi i loro rimedi.

Ora strappano via i figli ai genitori che hanno scelto il ritorno al bosco.

I canili e i gattili sono diventati un volano mondiale delle aziende farmaceutiche.

Ad animali sani viene iniettato di tutto per default.

Le persone prendono cani senza minimamente conoscerne la natura.

Generalmente, riversano su di loro ansie di madri mancate o altre paure mai affrontate.

Li imbellettano per sopperire agli squilibri nel loro rapporto con Madre Terra.

Li imprigionano, li parcheggiano, li riempiono di vaccini e farmaci a prescindere.

Li trattano come bambini anziché rispettarne la natura del lupo e la dignità.

Non sanno quasi niente del linguaggio e del lignaggio del cane.

Lo stesso con i gatti, con gli alberi, con il loro stesso corpo – la cui bellezza oggi si misura su quanto assomiglia più alla glabra plastica.

Gli animali sono puri accessori sociali o emotivi.

La funzione di ogni approccio con la natura è reattiva e riparativa, non c’è più niente di autentico, sano, intimo, profondo.

L’istinto, il corpo, il selvatico e ogni ciclo naturale vengono negati e rinnegati ad ogni occasione.

Tutta la vita ormai è protocollo, controllo, cavillo.

Questo non è un discorso moralistico.

È un appello a vedere, a divenire consapevoli dello scacco matto che ci stanno muovendo dopo secoli di manovre per arrivare a questo punto.

Oh! Finalmente prati di plastica negli asili.

Conosco svariati casi di persone pronte ad adottare un gatto dal gattile: per alcune è stato più complicato che adottare un figlio e ad altri è stato negato per ragioni folli. Folli. Folli, nocive e contronatura.

Chiunque voglia compiere una buona azione nella direzione del ripristino del rapporto uomo-natura oggi viene visto come pericoloso.

I paranoici vengono privilegiati – che le paure non sono mai troppe…

Continuiamo a pensare che il Medioevo fosse un’epoca oscurantista.

Ma se qualunque medievale vedesse come ci siamo ridotti oggi – infiammati., fiacchi, malaticci, ansiosi, spaventati dalla vita e qui a trastullarci sfogando le nostre paturnie mentali sull’animale e sull’albero – forse si rifiuterebbe di mettere al mondo eredi, o ci prenderebbe per pazzi da legare.

Continuiamo a pensare che il Medioevo fosse un’epoca piena di tabù. Non è così, i tabù erano due o tre e guai se toccavi quelli. Oggi sono una miriade e li applichiamo su ogni forma di vita.

Chiamiamo questo “civiltà”. Mentre distruggiamo tutto e facciamo soffrire miliardi di esseri di cui non abbiamo ancora capito la natura.

Troppe persone oggi hanno perso la capacità di SENTIRE l’animale.

Di ascoltare senza usare le parole.

Troppe persone oggi non passano neanche un’ora nel bosco, forse da anni. E pretendono di sapere cosa sia un cane, un cavallo, una nutria, un biacco, una quercia…

Non sanno niente.

Hanno mondi iper-complessi e iper-sensibili sotto i loro occhi ma non sono in grado né di vedere, né di sentire.

Continuano solo a creare nuove ansie, nuove regole, nuove norme, nuovi divieti. Non sia mai che ci facciamo un taglietto. Non sia mai che l’Husky abbia freddo, che il gatto esca di casa, che l’albero cada solo perché è cresciuto.

Esseri che hanno milioni di anni su questo pianeta.

Noi la dobbiamo smettere di pensare di saperne qualcosa.

È una presunzione ridicola e anche molto dannosa.

Se non hai trascorso anni con loro, a comunicare con la tua musica interiore con gli alberi e con la terra, ad annusare il sottobosco a piene mani, a sporcarti e scottarti o congelarti con gli elementi;

se non hai passato anni ad annusare la puzza di un cane, a uscire di casa piena di peli e portarli con orgoglio, ad assistere a morti e a nascite, oltre che della vita reale non sai proprio niente, ti stanno portando via il canale vitale.

Ti stanno portando via il fondamento della tua salute.

Ti stanno portando via la base del tuo respiro.

Ti stanno portando via l’unico legame che ti rende vivo. Quello con il selvatico.

Che i giorni di luna nera portino visione.


⇒ ⇒ ⇒ I MIEI LIBRI
(Femminile e Maschile; Fiamme gemelle, viaggi per il mondo, spiritualità, poesie, romanzi, downshifting…)

Sonia Serravalli

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