scuola nel bosco

L’ASILO NEL BOSCO

LA PEDAGOGIA DELLA PACE

Nel nostro Bosco Femmina, non poteva mancare uno spazio dedicato ai più piccoli e alla realtà degli asili nel bosco.

Qui di seguito qualche racconto/testimonianza e la storia di questa innovativa introduzione pedagogica – un’idea che permette all’individuo di crescere al di fuori delle costrizioni scolastiche imposte e che gli permette di ampliare le proprie vedute e regolare i propri limiti in maniera molto più naturale, rilassata, non-coercitiva, non-punitiva e soddisfacente per tutte le parti.

Testimonianza di Sabina Bello (Ostia):

È un mondo semplice quello che racconto, perché così sono le cose dei piccoli che con la loro semplicità affrontano i primi grandi passi sul cammino per imparare ad essere umani. Ammiro il loro coraggio, perché non esitano davanti alla vita, si gettano e fanno, senza scandalizzarsi dei rametti, delle zanzare, parlando con gli insetti, toccando la terra, il mondo, gli alberi con le mani, con i piedi, con il naso e tutto il loro essere. Per questo mi inchino davanti a loro, al loro tocco, alla loro curiosità, invettiva, stupore, gentilezza.

ASILO NEL BOSCO OSTIA ANTICA

 “L’Asilo nel Bosco” una possibilità unica di crescita. […] Quello che regna qui è un clima dal fare sereno.”

È bello giocare senza fretta. Camminare immersi nella natura e vedere quando i bimbi iniziano a correre, ti superano e… continuano. Possono continuare a correre perché non ci sono confini e sono in uno spazio più grande di quanto loro possano riuscire a correre. Può far sorridere, ma è significativo: come una pianta non può crescere bene in un vaso stretto, così una bambina in un mondo vasto e spazioso potrà conoscere le sue capacità e sbocciare in tutti i suoi talenti più che in una stanza dalle pareti anguste! All’aperto un bambino pone le proprie sfide sempre al massimo delle sue capacità. Non solo: nel verde, in contatto con la terra, con il silenzio e con le risa, si impara a respirare, perché nel mondo c’è respiro e questa esperienza è alla base di tutte le altre che faremo.”

“Il primo giorno d’asilo guardandomi intorno ho pensato che non avevo mai visto tanti bambini sorridenti e sereni.”

I CINQUE PRINCIPI DELL’ASILO NEL BOSCO

I cinque principi fondamentali su cui si poggia dall’ inizio e a cui hanno fatto seguito numerosissime altre realtà educative per tutta la penisola sono:

@ lo spazio esterno come aula didattica,

@ una particolare attenzione alle relazioni,

@ l’esperienza diretta come principio della didattica,

@ l’importanza delle emozioni e

@ il gioco come strumento comunicativo più usato.

(Fonte: Buone Notizie)

imparare nel bosco
Photo-Poetry – Sonia Serravalli

STORIA E ORIGINI DELL’ASILO NEL BOSCO

“L’idea di questo format educativo nasce nel secondo dopoguerra in alcuni paesi del Nord Europa, ma è nel 1993 che trova la sua concretezza grazie a due educatrici tedesche: Petra Jäger e Kerstin Jebsen.

Le due donne, dopo aver osservato la scuola nel bosco danese, hanno fondato in Germania il primo asilo nel bosco, riconosciuto ufficialmente grazie al Comitato lavorativo federale Waldkindergärten in Germania nel 1996.”

“L’Asilo nel bosco è una tipologia di scuola dell’infanzia rivolta a bambini di età compresa tra i due e i cinque anni e mezzo, che si svolge quasi esclusivamente all’aperto.

I bambini sono incoraggiati a giocare, esplorare e imparare in un ambiente naturale come è il bosco, in qualsiasi stagione, entrano in contatto con la campagna, ambiente naturale del fanciullo e arrivano ad ottenere un’educazione fisica e morale.

L’Asilo nel bosco crea una cittadinanza attiva e democratica.

È conosciuto anche con il nome di Waldkindergarten (in tedesco), Forest Kindergarten (in inglese), outdoor nursery (Asilo all’aperto), nature kindergarten (Asilo natura) o nature preschool (Scuola d’infanzia naturale).” (Fonte: Wikipedia)

Petra Jäger e Katia Hueso, rispettivamente fondatrici degli asili nel bosco in Germania e in Spagna sono intervenute alla Festa internazionale della Pedagogia viva raccontando il successo formativo del progetto della scuola all’aperto.

I bambini a contatto con la natura “imparano per la vita”, raggiungendo gli obiettivi cognitivi grazie alle esperienze che compiono.

La presenza dei rischi nella natura è un valore aggiunto che li stimola a crescere ma soprattutto li rende felici. Stare all’aperto, a contatto con la natura, ha affermato la Jäger, ci permette di entrare in contatto con noi stessi, con la nostra interiorità.

Gli adulti non sono da meno e dovrebbero ritrovare il proprio “bambino interiore”. La natura lo permette.

Il modello della scuola nel bosco si basa su tre parole chiavi: rispetto, gioco libero e natura.

In questo tipo di didattica, s’impara senza che i concetti siano insegnati: i bambini sviluppano leadership, curiosità, problem solving e non smettono mai di stupirsi e meravigliarsi.”

asilo nel bosco
Photo-Poetry – Sonia Serravalli

NATURA E EDUCAZIONE: EFFETTI PSICOFISICI SUL BAMBINO

“I bambini a contatto con la natura sviluppano meglio il loro quoziente intellettivo. Lo ha evidenziato una recente ricerca condotta dall’Università di Hasselt in Belgio, pubblicata sulla rivista Plos Medicine (qui si possono leggere le conclusioni dello studio).

Il lavoro accademico ha dimostrato che i bambini che crescono in spazi verdi hanno un QI (quoziente intellettivo) più sviluppato e problemi comportamentali notevolmente ridotti. Si tratta della prima ricerca che sperimenta correlazioni dirette tra la vita dei bambini in aree residenziali verdi o rurali e la migliore espressione della loro intelligenza.

Penso che i costruttori di città dovrebbero dare la priorità agli investimenti in spazi verdi perché è davvero un valore creare un ambiente in cui i bambini possano sviluppare il loro potenziale” ha affermato Tim Nawrot, professore di epidemiologia ambientale presso l’università dove è stata condotta la ricerca.” (Fonte: Buone Notizie)

Di recente ho visitato un asilo nel bosco, sui colli bolognesi (presso Loiano) e ho visto come i bimbi vengano spronati al movimento all’aria aperta anche d’inverno e come siano loro stessi a preferirlo.

Ciò li tempra, mentre permette loro di non vivere l’educazione come qualcosa di noioso o di coercitivo che li abitui alla sudditanza invece che a sviluppare le loro doti, i loro talenti innati e la loro ricchissima biodiversità naturale. Oltre che permettere loro lo sviluppo di una grande connessione ed empatia con la terra, con gli alberi e con tutti gli elementi della natura.  

Non parliamo poi della primavera: ho sempre trovato contronatura il costringere un bambino in una stanza per ore (o per tutto il giorno), ma in questo momento dell’anno, con le tipiche energie di marzo, aprile e maggio, trovo la cosa realmente crudele. La pensavo così da bambina e la penso così da adulta.

Invito chiunque stia leggendo questo articolo ad approfondire l’argomento: io non ho figli ma ho trovato sorprendente il mondo che gira attorno all’asilo nel bosco e la quantità di belle persone che si sono già mobilitate in questo senso.

Dunque, buona nuova educazione a tutti e felice percorso nel bosco!


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