UNA SOCIETA’ EGUALITARIA POSSIBILE

LA POLITICA MATRIARCALE

Ci tengo a condividere qui integralmente un articolo uscito sullo splendido blog AUTRICI DI CIVILTA’ che riporta un lungo brano tratto da Madri di Saggezza –  di Heide Goettner Abendroth; lungo ma che vale più che la pena leggere e diffondere, e anche rileggere…

Prima di ciò, ci tengo subito a sottolineare che PER MATRIARCATO NON SI INTENDE AFFATTO IL CONTRARIO DI PATRIARCATO.

Che “matriarcato” non è, come erroneamente oggi molti credono, un predominio della donna sull’uomo. Ma che al contrario esso prevede parità e valorizzazione di tutti i membri di una comunità. Cosa che il patriarcato non ci ha dato. Cosa che il matriarcato nell’antichità assicurò per millenni privi di guerre.

Non è desiderio di tutti noi stare meglio? Vivere una vita più sana e meno ansiogena?

Effettivamente, ai nostri tempi dovremmo proprio inventare un nome nuovo. Io chiamerei questo modello sociale semplicemente comunità egualitaria (né matriarcato, né patriarcato). Così fugheremmo qualsiasi malinteso. 

Faccio infine presente che qui non vi è alcuna intenzione di sminuire, denigrare, minimizzare o depotenziare il maschio o l’uomo in alcun modo e maniera

– tanto che l’autrice di questo blog ha appena pubblicato un libro che riguarda proprio IL MASCHILE SACRO:

Dobbiamo ammettere tutti che le caratteristiche di

@ predominio,

@ gerarchia e

@ competizione

insite nel patriarcato NON HANNO FUNZIONATO.

Lo testimoniano le devastazioni ambientali e il grado di miseria a cui abbiamo ridotto i quattro quinti dell’umanità, solo per fare due esempi sui tanti.

Il Maschile può essere ben altro che questo, è a questo che si stanno invitando gli uomini, non si sta cercando in nessun modo di ridurli solo a ciò che ci hanno mostrato fino ad oggi. Che è solo l’ombra di tutti gli archetipi che essi possono incarnare. Potenzialità davvero sacre e illimitate, che stiamo aspettando di vedere emergere ed evolvere con trepidazione in massa, non limitatamente a singoli casi.

Non mi resta che augurarvi buona lettura, e buona messa in pratica.

società egualitarie
Foto di S. Hermann & F. Richter

“Sta diventando sempre più chiaro che per il futuro delle donne e delle madri, e per l’umanità in generale, vari modelli culturali di matriarcato, anche differenti tra loro, avranno un grande peso. Pertanto, sono lieta di poter azzardare alcuni suggerimenti per le società egualitarie con le donne al centro che verranno, e di fornire qualche indicazione utile su come potrebbero essere. Naturalmente non possiamo riprodurre le società matriarcali tradizionali, ma possiamo trovarvi molte stimolazioni e suggestioni contando sul fatto che, diversamente dalle utopie astratte, sono state vissute e collaudate per migliaia di anni. In generale, chi sta cercando di mettere in pratica dei nuovi comportamenti matriarcali può trovare in questi suggerimenti degli spunti di partenza. È infatti necessario avere idee chiare che possano costituire una guida affidabile per rendere queste pratiche durevoli e potenti.

I miei suggerimenti si riferiscono a microstrutture, macrostrutture e strutture globali matriarcali nuove.

  1. Microstrutture [1]

A livello sociale, il modello matriarcale rappresenta una via di fuga dalla crescente frammentazione della società, che costringe gli esseri umani in uno stato di separazione e solitudine che li rende malati e distruttivi. E porta invece a cercare di sviluppare delle strutture che promuovano vari tipi di comunità basate sulle affinità, o sulle intenzionalità, quali le comuni, le alleanze tra comunità vicine e le reti. Tuttavia, le comunità di affinità non sono create a partire da mere comunità di interesse, ossia non sono entità che si mettono rapidamente insieme e altrettanto velocemente si separano. Piuttosto, le comunità basate sull’affinità nascono da una comune base spirituale e intellettuale, attraverso cui può prendere forma un clan simbolico, dando luogo a gruppi che siano più profondamente connessi di quanto lo siano comunità di puro interesse.

In questi casi il principio matriarcale si esprime nel fatto che questi gruppi di affinità sono in genere avviati, sostenuti e guidati da donne. I criteri determinanti sono le necessità delle donne e dei bambini, che rappresentano il futuro dell’umanità – piuttosto che le aspirazioni di potere e di virilità degli uomini. Nei nuovi clan matriarcali gli uomini sono perfettamente integrati, ma in base a un diverso universo di valori, su un sistema basato sulla cura reciproca e sull’amore invece che sul potere.

Sostenere in tutti modi lo sviluppo di tali comunità potrebbe essere un obiettivo politico condiviso. Molte di queste esistono già, come ci può mostrare il nuovo Movimento delle Comunità. Comunità di affinità di tipi diversi si stanno diffondendo in Europa e negli Stati Uniti e in altri paesi ma, sfortunatamente, per lo più non sono guidate da donne, e il risultato è che i ruoli tradizionali di genere non sono oggetto di riflessione e stimolo al loro superamento, ossia a prendere il centro sono ancora uomini, sostenitori di idee e fondatori della comunità. Per superare i ruoli tradizionali di genere, sono della massima importanza i nuovi e diversi Movimenti Femministi che cercano di smontare il sessismo patriarcale, profondamente radicato, e di creare modelli capaci di porre fine a questo fattore nelle società di ogni luogo.

A livello economico, non dovrebbe essere più possibile una crescita ulteriore delle industrie su larga scala, del settore militare e del cosiddetto “livello di vita”, avendo presenti i rischi di una completa distruzione della biosfera, cioè della vita sulla terra. In questo campo, è più auspicabile la prospettiva di un’economia di sussistenza alternativa, locale e regionale, dato che la prospettiva di sussistenza significa andare nella direzione dell’indipendenza economica delle popolazioni. Le comunità basate sulla sussistenza si impegnano in attività autosufficienti e indipendenti, nelle quali la qualità della vita ha la precedenza sulla quantità. Ciò non significa soltanto sviluppare una agricoltura e degli orti locali, ma anche rafforzare le economie regionali, il commercio, la tecnologia e le arti. Anche producendo tecnologia avanzata è possibile, a livello regionale, bloccare la sua monopolizzazione da parte delle imprese transnazionali. Queste tentano di rendere i diversi popoli del globo dipendenti non soltanto dalla loro tecnologia, ma anche per i fattori essenziali della vita, come l’acqua e il cibo. E a questo occorre dare definitivamente una fine!

Regionalizzazione dell’agricoltura, del commercio, ecc. per migliorare la vita delle donne e delle loro famiglie o clan è un principio matriarcale, poiché sta alla base della vita umana sulla terra.

Nel contesto moderno, diversi Movimenti Ecologici sono sulla stessa strada per conseguire questo obiettivo. Sono tanti e sono dappertutto; comprendono il Movimento degli Orti e dei Giardini Urbani, e le Città in Transizione; sono collocabili dentro l’area del Movimento dell’Economia del Dono con i suoi numerosi cerchi per lo scambio dei doni; e il Movimento per le Monete Locali, in cui gli abitanti di una regione usano la loro moneta libera da interessi per affrancarsi dal denaro del capitale e dalle manipolazioni delle banche d’affari internazionali.

A livello delle decisioni politiche, il principio del consenso matriarcale è fondamentale per una società realmente egualitaria. Può essere messo in pratica sin da ora, immediatamente e in qualunque luogo e può costituire lo stimolo ispiratore per qualsiasi comunità matriarcale. Rende concreto l’equilibrio tra donne e uomini, e anche tra generazioni, tra gli anziani e i giovani, perché tutti possono prendere la parola. Inoltre, costituisce realmente la base della democrazia poiché rende palpabile ciò che la democrazia formale promette ma non è in grado di garantire.

Seguendo questo principio, le piccole unità di base dei nuovi matri-clan diventano i reali produttori delle decisioni, anche se questa scelta politica difficilmente potrebbe essere attuate oltre il livello regionale.

Tutti i movimenti alternativi prima indicati tentano di applicare più o meno questo principio, e in questo modo stanno accumulando una grande quantità di esperienze. Applicare il principio del consenso in futuro comporterà sviluppare un sistema di consigli, piccoli o grandi, tutti interconnessi al fine di prendere le decisioni a livello comunale, locale e regionale. In questa visione, l’obiettivo politico da perseguire rimane quello di avere regioni fiorenti e indipendenti.

A livello spirituale e culturale, è vincolante che siano rifiutate tutte le religioni gerarchiche con fedi in divinità trascendenti e affermazioni di verità assolute, quelle che hanno radicalmente tagliato le radici con la terra, l’umanità e in particolare le donne. Piuttosto, noi stiamo cercando una nuova sacralizzazione del mondo, coerente con la visione matriarcale in cui l’intero mondo è divino. Ciò porta ad onorare e a celebrare liberamente e in modo creativo la vita e il mondo visibile.

Diversi movimenti sono già su questa via, come ad esempio il Movimento internazionale della Dea e il Movimento della Spiritualità Matriarcale, che si sono sviluppati all’interno dei Movimenti femministi. Molte donne e alcuni uomini hanno iniziato a celebrare i cicli della terra e i cicli della vita in molti modi individuali. Naturalmente non esiste alcun ordine gerarchico o capo spirituale tra di loro e, ovviamente, nessuna forma di missionariato.

Uno dei movimenti più importanti è il Movimento dei Popoli Indigeni attraverso il quale numerosi popoli nativi di ogni continente, partendo dalle loro tradizioni spirituali, che sono molto importanti per loro, rivendicano i propri diritti sulle loro terre, lingue e culture. Molti di questi popoli hanno conservato i loro comportamenti matriarcali o, come minimo, molti elementi del matriarcato e continuano a vivere secondo tali principi, o li riorganizzano in modo molto esplicito.

Valori materni ed elementi matriarcali sono presenti in tutti i movimenti alternativi sopra indicati, e in molti altri che non abbiamo qui menzionato. Ma al contrario di quanto accade nel Movimento dei Popoli Indigeni, spesso non sono espliciti. Quindi è necessario portarli alla consapevolezza e far emergere le differenze esistenti tra questi movimenti in modo che possano cominciare a coordinarsi. È molto urgente che si sviluppi tra di loro qualche forma di cooperazione, e la visione di una nuova società matriarcale, capace di collegare tutti, potrebbe creare i legami necessari.

La crescita di tale consapevolezza sarebbe un fattore molto importante dato che la visione di una nuova società matriarcale è in grado di cambiare radicalmente la prospettiva, in quanto non fornisce soluzioni per i problemi del patriarcato, ma va aldilà del sistema dominante.

2. Macrostrutture

Regionalismo

In una nuova società matriarcale, più grande non è necessariamente sinonimo di migliore. Sono preferibili piccole unità di società, in cui si diventa consapevoli delle relazioni di genere che esistono tra le persone e dove la politica è trasparente. Sarebbe meglio evitare il loro diventare grandi al punto che le persone non possano più incontrarsi e non possano partecipare a tutte le decisioni, come accade ai nostri giorni in così tanti stati nazionali e nelle super-potenze. E tuttavia dovrebbero essere grandi abbastanza da poter salvaguardare l’autosufficienza in un contesto di economia di sussistenza, nonché la differenziazione dei lavori artigianali, delle tecnologie e delle arti.

La dimensione ideale è quella di una regione. I confini di una regione non sono casuali, come le frontiere nazionali; in genere si sono sviluppati in funzione delle condizioni naturali e in base alle tradizioni culturali. I confini regionali si formano per volere dei suoi abitanti che desiderano vivere insieme in base alle comuni tradizioni culturali e spirituali; e questo permette di evitare guerre tra culture o religioni. Spesso il paesaggio corrisponde a questi confini culturali poiché le frontiere naturali sono costituite da catene di montagne, fiumi, grandi laghi, o dal mare, che mantengono unita una popolazione all’interno della sua realtà territoriale.

Anche una nuova società matriarcale non si estende aldilà della sua “regione” in quanto si realizza come una rete di comunità di villaggio o di vicini in una città. Queste comunità sono “repubbliche di villaggi” e “repubbliche di città” reciprocamente dipendenti, e in quanto tali il principio del consenso stabilisce i limiti delle città grandi e piccole. Queste idee sono state formulate dal Movimento per il Regionalismo, creatosi all’interno del Movimento delle Comunità.

La due facce della società

L’umanità è costituita da due esseri, donne e uomini. Tutte le società matriarcali tradizionali hanno tenuto conto di questo dato di partenza al fine di mantenere un ordine sociale basato sull’eguaglianza di generi complementari e su un perfetto equilibrio tra di essi. Una società matriarcale moderna sarà anch’essa costruita nella stessa maniera.

Ciò significa che in ogni sfera della società donne e uomini sono rappresentate/i in egual misura. Nella politica matriarcale si trovano sempre a agire insieme una donna e un uomo, come nel caso dei portavoce scelti da un clan, che lo rappresentano nel mondo esterno. Questo vale anche ai livelli di villaggio, città e regione: anche qui, portavoce del villaggio, della città o dell’intera regione sono sempre una donna e un uomo. Agiscono insieme perché rappresentano le due facce della società.

E ciò vale non solo in politica, ma in ogni aspetto della società: per le funzioni economiche come per le attività spirituali e per i gruppi specializzati o gilde come quelli degli artigiani/e, tecnici/che, artisti/e e scienziati/e. Ogni realtà operativa viene simultaneamente rappresentata da una donna e da un uomo, e quindi è doppiamente rappresentativa.

Cultura e spiritualità a livello interregionale.

Per quanto riguarda la cultura a livello interregionale, è ancora la spiritualità il tessuto connettivo. La spiritualità matriarcale non è istituzionalizzata ed è quindi libera, ma non arbitraria: poggia su una base che tiene insieme tutta l’umanità, Madre Terra e il flusso della vita.

Anche se una società matriarcale, come struttura, non può essere costituita oltre il livello regionale, può invece creare relazioni amichevoli con altre regioni. Queste associazioni interregionali sono di tipo puramente spirituale, e vengono espresse in maniera simbolica. Significa che persone di regioni vicine possono farsi visita reciprocamente, portando doni di amicizia, condividendo le rispettive culture, e celebrando insieme le feste in modo da potersi scambiare le conoscenze, senza alcuna manipolazione diretta a convincere l’altro sulla validità del proprio stile di vita. Si può creare in questo modo una rete libera e orizzontale con le altre regioni, cosa completamente diversa dalle strutture centralizzate e gerarchiche degli stati dei nostri giorni.

Nell’epoca delle moderne tecnologie della comunicazione, queste alleanze culturali e spirituali non sono limitate alle regioni vicine, ma possono stabilire collegamenti con altri paesi e con altri continenti. In questo modo, regioni sorelle dell’Europa possono condividere comunicazioni con regioni sorelle del Sud America o dell’Africa o del Medio Oriente, e possono scambiarsi comunicazioni e doni culturali via internet: associazioni interregionali tra comunità matriarcali, città e regioni possono emergere in tutto il mondo.

3. Strutture globali

Per risolvere i problemi globali, questi passaggi graduali a partire dal basso devono essere integrati da strutture più efficaci, che tuttavia non arrivano “dall’alto” – in quanto non esiste alcun livello superiore nelle società matriarcali: sono solamente più coinvolgenti.

Gli stati nazionali non riescono più a svolgere alcuni compiti e sono troppo grandi per realizzare processi politici umani e trasparenti. Nello stesso tempo, sono troppo piccoli per affrontare i problemi globali creati dal patriarcato del tempo presente e lasciati ai posteri; ciò è particolarmente vero per quanto riguarda i problemi derivanti dalla fase di avanzata distruzione della biosfera terreste. Non è più possibile per i governi nazionali, e nemmeno per quelli regionali, risolvere questo tipo di problemi. Essi colpiscono tutta l’umanità e quindi sono necessarie strategie globali per risolverli.

Gli Stati nazionali non servono più

I governi nazionali esistenti devono sciogliersi in due direzioni: da una parte, in direzione di regioni autonome, che sono la base per la vita; dall’altra parte, verso una struttura globale che abbia poteri puramente esecutivi e non quelli di uno Stato. Una struttura di questo tipo potrebbe essere un Consiglio Globale, formato da due parti, il Consiglio Globale delle Donne e il Consiglio Globale degli Uomini. Attualmente, l’ONU cerca di formare questo tipo di Consiglio Globale, ma non riesce ad affermare i suoi ideali a causa della sua struttura patriarcale che esclude le aspirazioni delle donne e di numerose popolazioni, nonché a causa del potere gestito dai super-poteri a questo livello. Di fatto continua ad andare avanti la situazione patriarcale dominante.

Distribuzione della ricchezza nazionale

Una sfida da affrontare subito in quanto fondamentale è quella di dissolvere la ricchezza finanziaria di ciascuno stato nazionale, distribuirla in primo luogo alle regioni e poi, all’interno delle regioni, alle comunità. Naturalmente, ciò non significa che il denaro va a istituzioni individuali o patriarcali, ma che viene affidato soltanto alle comunità di sussistenza matriarcali, tradizionali o di recente concezione.

Esattamente metà di questa ricchezza, cioè il 50%, deve andare alle donne delle comunità e l’altra metà agli uomini delle comunità, e non più soltanto agli uomini, come è abituale nel patriarcato. In questo modo, ogni sesso può sviluppare l’area della società e della regione che le è propria. Poiché in una società matriarcale già esisterà una doppia presenza in ciascuna delle agenzie all’opera, questi progetti potranno essere realizzato in modo indipendente da ciascun sesso.

I soldi destinati alla metà femminile non saranno un pagamento per il loro lavoro di madri e di donne – che in realtà non possono essere pagati – ma spetterà loro in quanto sono la metà dell’umanità. Sarà la loro modesta quota per tutto ciò che hanno fatto senza essere pagate durante lunghi periodi della storia. Questa più giusta ripartizione della ricchezza metterà le donne in grado di non dover più elemosinare un aiuto dallo stato, esperienza spesso umiliante, e permetterà l’avvio di progetti comunali e culturali proposti dalla parte femminile dell’umanità.

Finalmente potrebbe terminare la situazione di continua crisi sociale ed economica nella quale si trovano attualmente gli stati nazionali. L‘attuale orribile flusso di denaro su imprese maschili, come il settore militare, le imprese multinazionali, le architetture monumentali gonfiate dall’ego e gli stadi sportivi che costano centinaia di milioni di dollari, si accaparra tutte le disponibilità e non rimane quasi niente – tranne cifre pietose e modeste – per i servizi sociali che tutti si aspettano siano le donne a fornire senza essere pagate, secondo la tipica situazione di sfruttamento del femminile. Dividendo la ricchezza finanziaria nazionale, le donne tenderebbero con ogni probabilità a realizzare infrastrutture volte a soddisfare i bisogni sociali; le comunità, la sanità, la cultura e l’istruzione potrebbero fiorire.

Sempre le donne potrebbero creare le proprie scuole e università, perchè le loro conoscenze non sono mai state rispettate nelle società patriarcali. Perfino gli uomini non sono liberi di fare ciò che desiderano con la loro parte di fondi e si potrebbero trovare accordi tra donne e uomini nei consigli basati sul consenso locali e regionali, e in accordo coi principi matriarcali.

Strutture globali per problemi su scala globale

L’altra direzione verso la quale dovrebbe essere convogliata la ricchezza pubblica degli stati nazionali è quella delle strutture come il Consiglio Globale delle Donne e il Consiglio Globale degli Uomini. Una percentuale prefissata della ricchezza delle donne e degli uomini proveniente da tutte le regioni dovrebbe andare alla due metà del Consiglio Globale, guidato da delegati dei due sessi. Le dotazioni del Consiglio Globale dovrebbero essere usate esclusivamente per risolvere i problemi globali dell’aria, dell’acqua, dei suoli inquinati e delle forme di vita sulla terra esposte a danneggiamenti, dovrebbero cioè essere destinate a ripulire l’eredità dall’inquinamento causato dalla tecnologia utilizzata dai poteri militari e dalle multinazionali industriali.

I membri del Consiglio Globale delle Donne e del Consiglio Globale degli Uomini in questa visione sono sempre i delegati eletti da ciascuna regione, responsabili per le rispettive regioni e privi del potere di prendere decisioni diverse dalle risoluzioni approvate dalle loro regioni. A loro il compito di moderare e coordinare le decisioni di tutte le regioni del mondo esattamente nello stesso modo in cui un consiglio regionale o un consiglio comunale coordinano le decisioni dei matri-clan. Con queste strutture, ciò che noi chiamiamo “stato” si dissolve, indipendentemente dal fatto che sia una monarchia, una autocrazia o un cosiddetto stato nazionale democratico, un impero o un superpotere. Il concetto e l’immagine dello “stato” gerarchico, non importa come costituito, diventa ridondante. Nella storia del patriarcato vediamo ripetutamente come l’imposizione di un dominio inizia ogni volta con la formazione di uno “stato”. Con lo sviluppo delle nuove società matriarcali, che sono prive di dominio, potrebbe iniziare una storia delle culture nuova e più umana.

Finale
ovvero, un Manifesto Matriarcale

Qual è lo status delle donne oggi?

Per citare un breve sommario di un Rapporto ONU del 1980:

“Le donne costituiscono la metà della popolazione mondiale, lavorano circa due terzi di tutte le ore lavorate, ricevono un decimo del reddito mondiale e possiedono meno di un centesimo delle proprietà esistenti al mondo.” (Rapporto delle Nazioni Unite del 1980)

Siamo davanti a uno scandalo! Eppure, nessuno sembra ancora essersi occupato di tutto ciò. E se crediamo che le cose siano molto cambiate nel frattempo, ci sbagliamo. Nel 2010, il Presidente del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite ha citato i seguenti dati:

“Le donne lavorano il 66% di tutte le ore lavorate nel mondo e producono il 50% del cibo. Ma ricevono solo il 10% del reddito mondiale, detengono l’1 % delle proprietà e rappresentano il 60% dei più poveri del mondo” (Hamidou Ali, Conferenza stampa delle Nazioni Unite del 25 giugno 2010)[2]

Questa era la situazione nel 2000, nel 2010, nel 2018. Il rapporto della Nazioni Unite è pubblicato ogni anno, ma niente è cambiato. Lo scandalo e l’oltraggio continuano. Chiediamo una distribuzione corretta del reddito mondiale nella misura in cui è espresso dalla ricchezza dei singoli stati. E affermiamo che:

  • il 50% di tutte le ricchezze nazionali appartiene alle donne e ai loro progetti
  • l’economia deve essere condivisa in termini egualitari in tutti i suoi aspetti.

Quali azioni politiche possono essere ispirate da una visione matriarcale?

In campo economico

  • Creazione di nuove economie di sussistenza radicate localmente e regionalmente
  • Comunità di sussistenza autosufficienti con scambi e circolazione di doni; buoni liberi da interessi che sostituiscono il denaro, in contrasto all’economia monetaria capitalistica
  • Proprietà collettiva dei beni comuni
  • Tutti/e devono avere una casa dove vivere, non in affitto non di proprietà

In campo sociale

  • Formazione di nuove comunità di relazioni costruite secondo le affinità, che costituiscono dei clan simbolici e si considerano fratelli e sorelle per affinità
  • Le nuove comunità sono matriarcali dall’inizio e sono guidate da donne o madri collegate da affinità
  • Questo tipo di comunità sostituisce la famiglia nucleare ed è l’unità fondamentale della società.

In campo politico

  • Si attua il principio del consenso matriarcale, di grande importanza per le comunità egualitarie e per una società egualitaria
  • Si crea una democrazia reale partendo dal basso; le decisioni sono prese da tutte le persone a livello locale e regionale, i delegati sono i loro portavoce

In campo culturale

  • Il pianeta intero viene percepito di nuovo come “sacro”. Si considera Madre Natura con amore e cura.
  • Ogni forma vivente è considerata “divina” e celebrata con rituali, svolti in modo comunitario. Le celebrazioni sono momenti di incontro tra tutte le persone che condividono la “vera ricchezza”: la ricchezza delle diversità esistenti al mondo.
  • Non esistono istituzioni religiose, la spiritualità pervade la vita quotidiana e diventa parte di essa.

Come realizzare oggi effettivamente la politica matriarcale?

È una domanda fondamentale: il 50% di tutte le ricchezze nazionali dipende dalle donne e dai loro progetti. Attualmente, le donne che lavorano pagano le stesse tasse degli uomini. Milioni di madri lavorano senza essere in qualche modo pagate. Ma il 90% dei flussi monetari fluisce verso il mondo controllato dagli uomini: attività militari, imprese multinazionali, ecc. Tutto ciò si deve fermare!

Quali potrebbero essere i risultati di un simile cambiamento?

In termini economici

  • Le donne creano economie locali di sussistenza per loro stesse e per le loro comunità: giardini, fattorie, negozi, distribuzione, condivisione e doni di beni.
  • Ogni famiglia estesa o clan simbolico riceve la propria casa

In termini sociali

  • Le donne costituiscono nuove comunità, con relazioni di sangue o di affinità, con sorelle e fratelli di affinità. Le case sono multigenerazionali. La maternità è condivisa. Non esistono più l’isolamento delle madri nei nuclei familiari e l’isolamento sociale di persone di qualunque gruppo di età.
  • Le donne avviano le proprie scuole, i collegi, le accademie e le università culturali e tecniche, in base alle loro conoscenze e ai loro valori, condividendole. Dispongono di propri servizi medici e sistemi sanitari.

In termini politici

  • Le donne sono le organizzatrici e le responsabili delle pratiche del consenso nelle famiglie estese o nei clan simbolici, applicati anche a livello locale e regionale. La politica concreta parte dal basso. Non c’è più spazio per la politica astratta che arriva dall’alto dei partiti
  • Le donne hanno i propri consigli e praticano l’autoamministrazione a livello delle comunità locali e regionali; gli uomini hanno i loro; la comunicazione tra i consigli delle donne e quelli degli uomini si svolge su basi egualitarie. Donne e uomini rifuggono dalle istituzioni dominate dai maschi e non le sostengono più.

In termini culturali

  • Le donne dispongono di case editrici, librerie e reti di distribuzione. Hanno anche i loro servizi tecnici. Hanno gallerie d’arte, teatri e musei. Creano i luoghi spirituali dove celebrare la Terra e la vita insieme ai membri delle loro comunità
  • Le donne e tutte le persone delle loro comunità impediscono ogni ulteriore distruzione dell’ambiente, dei suoli, delle risorse idriche, della Terra e della sua flora e della sua fauna.
  • In sintesi, le donne non sono più solo “tollerate” nelle istituzioni maschili, non devono “elemosinare” per i loro progetti. Gestiscono i progetti indipendentemente dal controllo, dai valori e dalle visioni del mondo maschili. Cresce una vera società matriarcale, che è egualitaria e amica della vita!”

Tratto dal blog AUTRICI DI CIVILTA’

e a sua volta dal libro “Madri di Saggezza” – Parte seconda – di Heide Goettner Abendroth:

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