l'inconscio che bussa

L’INCONSCIO COLLETTIVO STA PER STRARIPARE

NON SARA’ LA LOGICA A SALVARCI

In questa fase di grande cambiamento e confusione (il cambiamento è sempre accompagnato da forme di sofferenza e confusione/disorientamento), ritengo importante e urgente sottolineare un aspetto.

In questo momento, un’esperienza inedita (almeno nella vita attuale), e oltretutto di respiro mondiale, sta portando il fiume dell’inconscio, individuale e collettivo, ad esondare oltre gli argini di ciò che è conscio.

L’inconscio sta per straripare nel conscio, nel mondo della logica, del razionale, in ciò che abbiamo regolato, ordinato e incivilito da tantissimo tempo.

conscio vs inconscio
Foto di Septimiu Balica

Vorrei, dal cuore, invitarvi a prepararvi ad un aspetto in particolare.

Da questo momento in poi, e a molti sta già succedendo, potreste trovarvi alle prese con reazioni per voi incomprensibili, urtanti, drammatiche, conflittuali, sorprendenti, ignote, spiazzanti o addirittura inaccettabili provenienti da persone care così come da sconosciuti. E anche dalle persone più intime e vicine.

Io invito tutti, e vorrei tradurre questo mio appello anche in altre lingue, perché davvero mi viene dal cuore, a PREPARARSI ad un’elasticità e una tolleranza che probabilmente non avete nemmeno mai manifestato, di cui magari neanche vi ritenevate capaci.

(Articolo: L’amore ai tempi del Corona)

Invece, potete, possiamo farlo. L’alternativa è venire investiti da una corrente dalla forza prorompente. È ora di smettere di pensare che ciò che è invisibile non sia potente, reale, attivo.

Personalmente, ritengo che parte dell’emergenza-più-emergente e più urgente in questo momento sia esattamente questo aspetto, profondamente umano e in quanto tale omni-comprensivo: non irrigiditevi, non mettetevi uno/a contro l’altro/a, non giudicate più niente, non scattate, non reagite o sarà il caos – emotivo, familiare, psicofisico.

È venuto il momento di andare oltre le nostre re-azioni abituali e trascenderle – per forza, che tu ti sia allenato/a a questo o no.

In questo momento dovremo fare appello al massimo grado di affetto, di amore e di flessibilità di cui siamo capaci, e forse come mai prima, tutto radunato insieme e potenziato da una bella centratura e solidità, perché tra noi c’è di tutto:

chi è terrorizzato, chi non crede neanche che il virus esista, chi vuole ribellarsi per via delle difficoltà lavorative ed economiche, chi vuole ribellarsi a coloro che si ribellano, chi sta pensando di uccidersi, chi è malato in casa e chi solo in ospedale, chi non può vedere parenti stretti perché questi si rifiutano, chi vuole rimproverare o denunciare il passante o perfino il familiare per non avere usato la mascherina in quell’occasione, chi rompe amicizie perché la usi; non fatevi fregare….

l'inconscio
Foto di Nick Magwood

Adesso, finalmente, è il momento in cui allargare al massimo il fiume della nostra empatia e del nostro amore umano affinché il fiume dell’inconscio che sta esondando possa trovarvi accoglienza.

Nella nostra cultura, non abbiamo mai visto l’inconscio esondare – certamente non dall’industrializzazione e dall’Illuminismo in poi (se non localmente nella Seconda guerra mondiale).

Questa è la grande novità a cui stiamo assistendo.

Se volete che il danno emotivo, familiare, psicofisico sia ridotto al minimo, siate flessibili come giunchi, siate comprensivi ed empatici verso qualunque atteggiamento infondato, senza discutere.

Siate gentili.

Siate dolci come Gesù, siate accoglienti come la Maddalena

È il momento.

Tutti, in un momento del genere, devono avere il diritto di esprimere i mostri che si portano dentro.

Tutti, per sopravvivere, dovranno urlare ciò di cui sono convinti, i propri dubbi, le proprie percezioni, i propri allarmi e allarmismi, interiori ed esteriori. Il proprio credo, le proprie idee, anche le proprie irrazionalità.

In questo momento dovete rendervi conto che non risolverete i vostri rapporti tesi con il ragionamento.

parlare con l'inconscio
Foto di ElisaRiva

Dovete rendervi conto che il problema non sono i dati di fatto, che il problema non è ciò che puoi spiegare con la logica.

Il gioco si è spostato su un altro piano: adesso sentiremo l’inconscio. Di tuo figlio, di tua sorella, del tuo migliore amico, dell’uomo all’ufficio postale che ti vuole denunciare per averti visto un attimo senza mascherina, tolta per soffiarti il naso, dell’anziano terrorizzato nel vederti fare jogging e respirare l’aria comune, della donna al balcone che ti urla dietro, del poliziotto frustrato, del carabiniere sottopagato, dell’infermiera preoccupata, della madre ansiosa, della figlia complottista, della commessa isterica… eccetera, eccetera, eccetera.

Adesso, dobbiamo metterci nei panni di ognuno di loro ogni singolo giorno, o ci sfracelleremo (in realtà, sarebbero solo le nostre maschere a sfracellarsi, ma sarebbe troppo doloroso e rischioso). Il problema non è neanche più di cosa abbiamo paura a livello razionale o superficiale – temi di cui ho parlato ampiamente in primavera.

Il campo di gioco ora è un altro, il fattore umano ha un altro baricentro e il suo fulcro è il linguaggio dei simboli, dei sogni e degli incubi, delle ferite mai sanate, delle paure ancestrali, delle rabbie represse da tanto.

Il gioco ora non si porta più avanti con il ragionamento: chi riuscirà a non farsi travolgere dalle centinaia di reazioni diverse degli altri sarà solo la persona capace di amore. Di amore vero.

Altrimenti, quel fiume ti porterà via e il virus a confronto sarebbe uno scherzo – il virus fa parte del mondo del conscio e della scienza, quel fiume parla altri linguaggi e ti porterebbe in regioni con cui tu, nel 2020, non hai molta familiarità… anzi, proprio per niente.

Ho scritto questo d’impulso. Spero che il messaggio sia chiaro. A me sta rombando dentro questa voce che dice: adesso solo il linguaggio dell’amore. Il fiume dell’inconscio collettivo sta salendo – compresso da troppo tempo.

Se parliamo il linguaggio dell’amore, sappiamo fare tutto e anche affrontare questo.

Tutti gli altri linguaggi, adesso, porterebbero solo alla divisione. Perché non sono gli strumenti adeguati per gestire i fantasmi antichi che usciranno da tante persone.

Verremo stupefatti da persone che si irrigidiranno, che si chiuderanno, che trarranno conclusioni irrazionali, a volte paranoidi, che faranno di ogni erba un fascio.

Sappiamolo: intercettiamo il loro dolore sottostante, non è la mente logica qui che potrà aiutarci. Teniamo bene a bada la tentazione di sentirci delusi da chi credevamo diverso: l’inconscio che esce trasforma. Poi, passa. Ma bisogna che lo guardiamo come se avessimo i raggi X negli occhi: ora puoi vedere nel buio, se lo vorrai. Ma se ti fermerai alle reazioni di superficie, verrai deluso, ferito, a volte allontanato.

Il mio parere sentito e la mia teoria personale è che il fiume dell’inconscio stia tracimando nella dimensione della razionalità, in un’epoca che sulla razionalità ha fondato la propria identità.

Non facciamoci trovare impreparati.

Lo strumento per gestire bene questo non l’abbiamo mai perso durante le epoche “illuminate” (che hanno rinnegato il buio come pericoloso, gli inferni come indegni, i boschi come inquietanti, il pianto come vergognoso, la debolezza come indegna, la morte come tabù, la vecchiaia come difetto, l’emotività come malattia).

E quello strumento è l’amore. Se ciò vi sembrasse banale, è solo perché il termine è stato abusato. Ma non ho un’altra lingua per dirlo. Lo strumento è l’amore, in senso lato. Perché l’amore vede l’altro.

I see you.

In lakesh.

Buon giro di giostra.

(Stay in Love)

 


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