crescita personale Al-Anon

COME COMUNICHI CON IL TUO AMORE E CON GLI ALTRI?

COMUNICAZIONE – PROBLEMI E SOLUZIONI

(Da un libro di Al-Anon)

 

“Adesso che stiamo lavorando per migliorare la nostra vita, potremmo aver voglia di smettere di fare promesse e minacce che non possiamo mantenere […]

Dovremmo anche imparare a dire no alcune volte, anche se questo significa dispiacere agli altri, anche quando la richiesta per loro è importante.

Non solo ci fa bene, ma mostra anche più rispetto verso gli altri, più di quanto non facciano dei lavori fatti malvolentieri e carichi di risentimenti.

Relazioni e Al-Anon
Foto di Mircea

Alcuni di noi tengono per se’ i propri desideri, i propri bisogni, i pensieri e i sentimenti, aspettandosi che chiunque li ami veramente li indovini o almeno faccia le domande giuste al momento giusto.

Ma le persone, anche quelle che ci amano molto, non possono sempre indovinare cosa abbiamo nel cuore e cosa pensiamo e non è nemmeno compito loro.

Una parte dell’obbligo che abbiamo nei confronti di noi stessi è quella di smettere di lasciare la nostra vita in sospeso, nell’attesa che siano gli altri a consentirci di viverla.

Comunicare agli altri ciò che di noi vogliono sapere è una responsabilità tutta nostra. A volte possiamo esitare a parlare perché temiamo le conseguenze, eppure non teniamo conto delle conseguenze del nostro silenzio.

IL SILENZIO

Il silenzio può rendere perpetua la nostra frustrazione, rafforzare la nostra paura del conflitto e portarci a credere che quello che abbiamo da dire non abbia veramente importanza.

In questo modo, dimostriamo mancanza di rispetto sia per noi stessi sia per gli altri. Tutto ciò che abbiamo da offrire agli altri siamo noi stessi. Se ci tiriamo indietro e timidamente rifiutiamo di essere noi stessi, sminuiamo le nostre relazioni affettive […]

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LA SOPRAFFAZIONE

Tra noi ci sono poi quelli che non esitano mai a dire quello che pensano. Non si fermano a riflettere su ciò che desiderano trasmettere o, per dirlo meglio, spuntano le parole semplicemente in modo automatico. […]

L’onestà è un dono immenso da offrire in ogni relazione, ma anche la diplomazia e la considerazione per i sentimenti altrui sono importanti. Quando imparano il valore del silenzio, molti di noi ne traggono dei vantaggi.

Questo è particolarmente vero per chi di noi tende a dare consigli o a fare critiche non richieste. Poiché non possiamo sapere davvero cosa sia meglio per gli altri, è probabile che la nostra opinione su quello che dovrebbero o non dovrebbe fare faccia più male che bene.

Possiamo essere d’aiuto senza influenzare le scelte degli altri. Se ce lo chiedono possiamo condividere le nostre esperienze, senza insistere nel proporci come chi abbia tutte le risposte. Possiamo trasmettere la nostra fiducia su nella capacità degli altri di risolvere i loro problemi, piuttosto che cercare di farlo al loro posto. Possiamo imparare che a volte è meglio se teniamo la bocca chiusa […].

Se il solo tipo di attenzione che abbiamo ricevuto nella vita è stato critico o negativo, possiamo non conoscere un altro modo di metterci in relazione con gli altri. Ma una simile posizione negativa è distruttiva.

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IL PETTEGOLEZZO

Lo è, in uguale misura, anche il pettegolezzo. Quando facciamo dei pettegolezzi, non solo evitiamo di concentrarci su noi stessi, ma la mancanza di rispetto per gli altri rafforza gli atteggiamenti controproducenti nei confronti delle relazioni.

Quando facciamo dei pettegolezzi, instauriamo un’atmosfera competitiva e carica di giudizi in cui nessuno può sentirsi a proprio agio, essere se stesso o esprimere dei sentimenti […]. D’altra parte, il silenzio gelido e pieno di rabbia può essere più aggressivo delle parole cattive. Stiamo in silenzio perché nel nostro interesse non dire nulla, perché non abbiamo niente da dire o usiamo il silenzio come un’arma?

Anche qui dobbiamo aver cura di chiarire quali siano le nostre motivazioni.

È saggio esaminare le nostre motivazioni anche quando ci ritroviamo a sciorinare ripetutamente gli stessi pensieri. È meraviglioso essere capace di esprimerci, ma abbiamo forse un secondo fine? Quando ribadiamo per la quarta volta i nostri sentimenti riguardanti le azioni di un’altra persona, è probabile che stiamo cercando di cambiare quelle azioni piuttosto che condividere con semplicità e apertura ciò che proviamo.

Forse stiamo tentando di influenzare le reazioni degli altri nei confronti di qualcuno che amiamo. Ripetiamo forse la stessa cosa sperando di trovare proprio le parole giuste, oppure proprio il momento giusto per ottenere una risposta specifica? Questo non è esprimersi, questa è manipolazione.

Esaminando le nostre motivazioni possiamo smettere di danneggiare il salubre scambio di idee che stiamo cercando di coltivare […].

IL COME

Non tutta la nostra capacità di comunicare è determinata da ciò che diciamo o non diciamo. Dipende anche da come lo diciamo.

Non solo la scelta delle parole, ma anche i nostri atteggiamenti, l’espressione del viso e il tono della voce possono aprire una strada oppure sbattere una porta, indipendentemente dall’argomento della discussione.

Tutti, dalla cassiera del negozio di alimentari ai nostri bambini, meritano la nostra cortesia. Qualsiasi messaggio può essere trasmesso con cortesia, perfino uno di indignazione.

Se trattiamo bene gli altri quando diciamo quello che abbiamo nella mente o nel cuore, è più probabile che ascoltino ciò che abbiamo da dire.

Questo richiede coraggio. È molto più facile lasciare che le nostre parole trasmettono condiscendenza, mentre il nostro tono di voce esprime disprezzo. Questo è un modo di comunicare la rabbia, senza prendersene la responsabilità.

Possiamo invece scegliere di dire esattamente come ci sentiamo, con il massimo rispetto possibile. Abbiamo la probabilità di ottenere risultati migliori in questo modo, ma anche se ciò non accadesse, sapremmo di esserci comportati con onestà […].

ASCOLTARE

Naturalmente la comunicazione è una strada che va in due direzioni. Non solo è importante migliorare il modo di esprimerci, dobbiamo anche esaminare il modo in cui permettiamo gli altri di esprimersi.

Non c’è bisogno che rispondiamo sempre a ciò che ci viene detto, né che accettiamo come verità qualsiasi cosa sentiamo, ma speriamo di sviluppare delle relazioni nelle quali tutti i partecipanti possano essere se stessi ed esprimere ciò che hanno nella mente nel cuore.

Siamo dei buoni ascoltatori?

Concediamo agli altri il tempo di dire ciò che hanno bisogno di dire, di chiarire i loro pensieri e anche di dire cosa non ci piace sentire?

O forse interrompiamo, finiamo le frasi degli altri il posto loro o smettiamo di ascoltare?”

Dal libro blu di Al-Anon “COME FUNZIONA AL-ANON”


Il mio mestiere è trasformare i problemi in viaggi interiori e le crisi in opportunità.

 Il Bosco Femmina
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