contagio di gioia

IL CONTAGIO POSITIVO

IL CONTAGIO CHE CONTA

Contagiamoci con la visione di un futuro su misura.

Contagiamoci con la consapevolezza della vita nelle nostre mani ora e di tutti gli strumenti e i doni di cui siamo circondati nel presente.

La luce, il cibo, un tetto, un letto pulito, l’acqua corrente, un progetto, un sogno, le persone che ci sono, la nostra salute. La cucina. I libri. La musica. La creatività. IL TEMPO.

Contagiamoci di ispirazione e tiriamo fuori la nostra voce migliore, quella che abbiamo sempre avuto paura a mostrare al mondo – oppure non ce n’era il tempo, ma di recente abbiamo imparato che il tempo si può fermare.

Contagiamoci di tutte le buone notizie di cui la TV non parla mai. La rosa sbocciata sul balcone. Il nido delle rondini. Il profumo di una torta. Il pacco che aspettavamo. Una telefonata gradita. La musica classica dal computer. L’occasione per cambiare piano e creare nuove idee. 

contagio di nuove idee
Foto di Gerd Altmann

Contagiamoci di poesia, la poesia che è scritta nei cieli stellati e nelle lucciole di giugno. Nel sole che entra dalla finestra ogni mattina. Nelle nostre mani che si muovono a sistemare il letto e un mazzo di fiori. Nella voce di qualcuno. Nella preoccupazione. Nei nostri limiti. Nella calma.

Contagiamoci di conoscenza. Scambiamoci ricette di dolci e di contorni, appuntamenti di meditazione, esercizi fisici, consigli sulle erbe del giardino, su un concerto o un film da non perdere, sulle costellazioni, sugli eventi naturali, sulle opere d’arte appena uscite, sui tessuti, sui cristalli, sulla fotografia domestica e d’intimità. Su un libro.

Contagiamoci d’amore. Parliamo d’amore, scriviamo libri sull’amore, creiamo webinar sull’amore, giriamo video sull’amore, studiamo l’amore, studiamo l’altro restando in silenzio.

Innamoriamoci DI TUTTO, del canto del merlo dopo il tramonto, di uno stuzzicadenti, del fumo del caffè, del suono del bollitore, delle scale di casa, del pelo del cane, dell’odore del limone, di una candela accesa, del respiro di una persona, e del nostro…

contagio positivo
Foto di Gerd Altmann

Contagiamoci di rituali. Inventiamone, circondiamoci di qualche abitudine nuova e rituale, giochiamo con la bellezza, contagiamoci con il rito di celebrarci e festeggiare questo nuovo presente in cui tutto va bene e non abbiamo fame, e non abbiamo dolore, e non abbiamo reali bisogni.

Contagiamoci di bellezza. Dipingiamo, dipingiamoci, scattiamo foto, coloriamo figure, creiamo qualcosa con le nostre mani, trucchiamoci come mai abbiamo osato prima, contagiamoci di armonia e di bellezza… Creiamo canzoni e poesie da scambiarci. Frasi essenziali. Suoni mai sentiti.

E contagiamoci di umanità. Chiediamoci se il mondo non possa assumere un passo più consono al nostro modo di essere. Se leggi e regole non possano essere più sagge, più sostenibili, più giuste e nutrienti per tutti.

Contagiamoci di umanità. Chiediamoci cosa possiamo fare noi stessi, adesso, per essere più umani. Un piccolissimo passo nella stessa direzione, adesso, tutti insieme.

Umano vuol dire empatico, non macchinoso.

Umano vuol dire compassionevole, non meccanico.

Umano vuol dire dotato di mente, di cuore e di intuito, non solo di una testa stanca lasciata a fare tutto da sola, fino a farsi carico di intere branche del sapere, separata da tutto e stremata.

Umano vuol dire solidale e non critico. Umano vuol dire unito e non diviso.

Umano vuol dire ricordo, ricordare chi siamo veramente. Oltre qualunque versione ci abbiano raccontato fin da bambini.

Contagiamoci di umanità. Quando mai ci capiterà un’altra occasione storica del genere per farlo? Per portare avanti il vero e unico contagio che conti?

Contagiamoci tutti di vita. Non di sopravvivenza, quella che molte persone hanno scambiato per vita. Contagiamoci di vita piena, autentica, potente, abbondante, vera.

Siamo totali.

Grazie.

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