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DA COSA SONO ATTRATTE LE DONNE

COS’E’ CAMBIATO NEGLI ULTIMI DECENNI?

Sono una donna e confermo che quanto ha avuto il coraggio di esporre lo psicologo junghiano Claudio Risé sulle donne è vero.

E che non è una questione politica. È una questione psicologica ed emotiva, ora forse prima ancora che biologica.

Brani liberamente tratti dal fantastico libricino di Risé “Maschio amante felice”, che consiglio a tutti, uomini e donne (neretto mio).

 

COSA APPREZZANO LE DONNE

È vero che le donne hanno dei criteri di scelta, di orientamento, nell’accettare la corte di un uomo, o nel sollecitarla. Dunque, è meglio conoscerli. […]

Smentendo radicalmente la presentazione della vita amorosa offerta dai media, le donne non scelgono praticamente mai in base all’aspetto fisico. L’altezza, il fisico atletico, gli occhi azzurri hanno una certa importanza nelle prime scelte delle teenager. […]

Come mai?

LE DONNE GUARDANO ALLA PERSONA

Perché più che all’aspetto fisico, le donne sono interessate a ciò che la psicologia analitica chiama la Persona, e cioè all’aspetto sociale dell’individuo, ciò che egli rappresenta nel proprio gruppo, nella comunità.

Mettendola rozzamente, può sembrare una questione di soldi, ma non è così. È piuttosto una questione di competenze, di abilità. La donna apprezza l’uomo la cui capacità è riconosciuta nel gruppo sociale in cui vive. Al di fuori dei flirt adolescenziali, la donna è ancora oggi molto interessata alla sicurezza, al livello e alla qualità della vita che può scaturire da una relazione con un uomo.

Il vero sfigato con le donne non è il brutto, ma l’incompetente, il buono a nulla.

L’apprezzamento sociale ricevuto dall’uomo è così importante per la donna da influenzare anche la sua soddisfazione sessuale. […]

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Foto di Rolanas Valionis

Il livello sociale ed educativo ha una influenza diretta sulla felicità della coppia e della sua sessualità.

Un altro aspetto della Persona, cioè della capacità e creatività dell’individuo nelle sue relazioni con l’esterno, si realizza nella disponibilità e capacità del maschio a coinvolgere la propria donna in attività non sessuali: per esempio professionali, sociali, o artistiche. Questo è molto apprezzato dalle donne.

Un uomo con una Persona forte, quindi generoso e sicuro di sé, tenderà a proporre alla propria donna una relazione ampia, e a coinvolgerla nei vari aspetti della sua esistenza. […]

Le ricerche effettuate negli USA su campioni sufficientemente significativi hanno dimostrato che la condizione sessuale della donna dipende dall’ampiezza delle forme di aiuto e di cooperazione che riceve dal maschio. […]

Rainwater commenta che: “L’interesse della donna nel sesso tende ad essere fortemente dipendente dal senso di vicinanza interpersonale e di gratificazione nella sua relazione complessiva col marito.”

In questo le femmine dell’uomo non si comportano diversamente da altre femmine animali. […]

“Le femmine preferiscono i maschi disposti a rimanere più tempo con loro quando sono in calore e che dimostrano comportamenti a sfondo paterno come la protezione coniugale e la disponibilità a dividere il cibo.”

Come osserva il sociobiologo Raincourt Laferrière, “per quanto riguarda l’attrazione sessuale, l’uomo fa e la donna è.

L’attrazione sessuale del maschio dipende più che dalla bellezza fisica, dall’abilità e dalla bravura (non solo nell’attività sessuale), dallo status e dal potere, e dalla sua sensibilità a livello emozionale.”

Mentre, invece, come osserva un altro sociobiologo, Symons, “le donne ispirano al maschio desiderio sessuale per il semplice fatto di esistere.” […]

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Foto di Enrique Meseguer

“Il fatto è che il maschio, appunto, apprezza dalla femmina (come da un altro maschio, se l’orientamento è omosessuale), anche la prestazione sessuale in sé, avulsa da qualunque altro rapporto. La donna invece attribuisce alla relazione sessuale un valore solo in quanto parte di un “pacchetto”, per così dire, di prestazioni che è interessata a ricevere dall’uomo, e che sono in gran parte non sessuali.”

“La situazione che abbiamo appena descritta è rimasta in gran parte immutata dalle abitudini dei grandi primati.” […]

“E’ ormai un luogo comune dire che la funzione di provider, di sostentatore, provveditore ai bisogni materiali, che l’uomo ha ricoperto nel corso della sua storia, è oggi superata, la donna non ne ha più bisogno.

Questo fatto imporrebbe un completo ripensamento della relazione tra i due sessi e della coppia, e della stessa immagine che l’uomo ha di sé. Quanto c’è di vero in queste affermazioni?” […]

(Articolo “Cosa vogliono le donne sole”)

“Il mondo del lavoro continua ad essere dominato prevalentemente da maschi e da una mentalità, metodi di lavoro e di pensiero soprattutto maschili. […] Solo una parte (N.d.R. delle donne sul lavoro) vive l’affermazione professionale come una piena realizzazione della propria personalità.

Il successo professionale comporta di solito una rinuncia più o meno grande ad aspetti importanti della personalità femminile, sia nel mondo del lavoro sia nella vita privata.”

Come si pone dunque secondo Risé il problema della scelta del compagno per le donne finanziariamente potenti e professionalmente molto attive?

“Cambia molto poco, almeno per quanto è dato di vedere da quel punto d’osservazione che è lo studio dell’analista.

Alla qualità di “sostentatore” del maschio viene ancora attribuita una notevole importanza affettiva.

Tanto che quando (e i casi non sono poi così infrequenti) essa non serve davvero più (perché la donna non ha realmente bisogno di qualcuno che provveda a lei), ciò rappresenta un problema psicologico non indifferente.

IL COMPLESSO DELLA MILIARDARIA

“La donna che parte della vita da una situazione di privilegio economico e sociale, per esempio, di solito soffre molto di non poter proiettare sul proprio compagno la figura del sostentatore della famiglia.”

“La donna ricca sente che nel suo rapporto “manca” qualcosa. Ciò che di solito manca è proprio la figura del marito sostentatore.”

“La miliardaria” insomma sogna e sente la mancanza di ciò che non ha: l’uomo da cui ricevere i tradizionali segni d’amore offerti dal maschio (tra i quali il mantenimento economico); in una vita quotidiana semplice, dove il sentimento si manifesta chiaramente in ciò che uno fa.

Ti amo, dunque mi faccio carico di te: questa rimane per la donna la dichiarazione d’amore più convincente, malgrado tutto ciò che si è potuto dire negli ultimi cinquant’anni sui sentimenti nei rapporti tra l’uomo e la donna.”

“Poiché la miliardaria non può essere mantenuta da nessuno, è costretta ad assumere curiose variazioni.

L’uomo dei sogni, per esempio, potrà diventare un gangster, un avventuriero senza scrupoli, e lei, la sua donna. L’inconscio della donna potente è sempre in cerca di un uomo che finalmente sia più potente di lei, che possa proteggerla.

E in effetti ne ha bisogno. La necessità psicologica profonda di ricevere dall’uomo un sostentamento materiale, come prova del suo amore, rende difficili i rapporti sentimentali di queste persone.”

La donna in carriera, invece: “Per risolvere il problema del desiderio impossibile dell’uomo sostentatore, riduce la propria vita affettiva alla sessualità.

Di solito questa soluzione, quasi sempre temporanea, è adottata da donne che hanno avuto un’educazione non mediterranea, e posseggono dunque un livello di autostima maggiore, in grado di sorreggerle in questa condizione di vita, tutto sommato più solitaria.”

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Si tratta, naturalmente, di generalizzazioni, basate sulle casistiche di uno studio da analista. Personalmente, non le trovo pericolose, perché Risé ha ben chiaro come si esprimano i lati femminili che ancora non hanno trovato spazio in società (o ben pochi) e non si riferisce certo soltanto alla maternità, ma proprio a un modus vivendi che sul lavoro è ancora da formare, e che può esistere anche esondando dal mero mondo del “lavoro” come lo conosciamo.

Spero comunque che queste riflessioni possano portare chiarezza a certe confusioni spesso insondabili o inconfessabili, sia di uomini, che di donne.


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