Diario di Sonia Serravalli

IL MIO PERIODO BUCOLICO

VI MANDO FIORI E LUCE

Condivido con voi un brano personale per sentirci insieme, per sentirvi vicini e per mandarvi gioia e luce.

Ho la fortuna sfacciata di vivere in campagna.

Lo stile di vita lento e contemplativo che state conoscendo, è stato il mio per gran parte della mia vita. Prima all’estero, poi in Italia.

Ma il fatto che abbiate rallentato tutti è come se avesse avvicinato il mondo di un bel po’ a me. Alla mia solitudine e al mio vivere “alternativo”, che in questi giorni è diventato quello di tutti. Non fosse per il fatto che molti non possono godere dell’aria aperta e delle fioriture che mi lusingano qui, con la loro presenza e la loro vicinanza.

magnolie
Foto di Sonia Serravalli Photo-Poetry

Sono una scrittrice. Il fatto che gran parte del mondo si sia fermato (chi l’avrebbe mai immaginato o anche sognato?), ha fatto anche sì che la mia creatività facesse un salto di qualità. 

In un mondo che ha premiato il fare sull’essere e il produrre sul creare, l’energia maschile della mente sull’energia femminile del cuore, finalmente è come se ora la mia arte si sentisse GIUSTIFICATA.

È una sensazione di CONVALIDA molto forte.

È come passare dalla lussuria alla sessualità sacra.

Parallelamente, ogni giorno l’aria è più pulita. Il respiro si fa più puro e consapevole.

La mia giornata?

La sera uso le candele. La mattina vedo l’alba lucida e la notte posso vedere i cieli stellati che sognavo di andarmi a cercare altrove. Il vento, che negli ultimi anni è aumentato, fa suonare il grande abete davanti a casa come fosse uno strumento ipnotico. Anche perché finalmente sullo sfondo vige il silenzio, un silenzio montano in pianura.

Tutto questo sta potenziando sia la mia scrittura, sia i miei progetti.

È quasi folle: dopo i primi giorni di scombussolamenti e paure e grandi mostri sconfitti a fatica dentro di me (senza la meditazione credo che sarei impazzita prima di rinascere), ora la mia vita si è fatta bucolica a tutti gli effetti e vorrei che non cambiasse più.

Il piccolo è diventato enorme, profondo e pieno di potenzialità.

Ho un boschetto vicino, quando entro lì è come entrare in un tempio e la pace è totale: una totale assenza del virus umano. Mi abbracciano campi pieni di fiori spontanei e alberi da frutta in piena fioritura.

Sull’erba al sole faccio yoga. Il mio viso si è già colorito.

periodo bucolico Sonia Serravalli
Foto di Sonia Serravalli Photo-Poetry

La mattina e la sera medito. Partecipo alle varie iniziative popolari e conosco meglio i miei vicini. Parliamo al telefono tra cari e amici, come mai ci siamo presi il tempo di fare. In Italia e all’estero.

Scrivo tanto. Cucino, vegano e sano come sempre (certo che ora non si possono nemmeno fare spese extra tra i bar e i ristoranti – stiamo tutti spendendo davvero pochissimo).

Mi alzo sempre più presto. Per la prima volta in vita mia, ho smesso di tirare giù le tapparelle la notte. Soprattutto perché la luce della luna nell’ultima fase è stata più potente del solito.

Faccio e farò un uso sempre più misurato dei social. Faccio un paio di meditazioni al giorno e ne creo di nuove, anche da condividere.

Osservo i gatti che meditano verso l’orizzonte dopo il tramonto. Effettivamente, devo dire che dai gatti imparo quasi tutto. Dovrò dedicare loro uno scritto a parte.

Ascolto il picchio di giorno e la civetta di notte – a volte mi sveglia. Ieri notte era sul mio tetto.

Gioco con i due grandi lupi nordici dei vicini e con la mia gatta. Quando non trovo ulteriori cani nelle vicinanze. Per me la dose quotidiana di pet-therapy è un must. Sono momenti in cui non penso a niente se non a gioire, e lo apprendo da loro.

Madre Terra si sta ripulendo, a partire dall’aria. Proprio quando qui da noi stava rifiorendo.

diario di Sonia Serravalli
Foto di Sonia Serravalli Photo-Poetry

Quando sono andata a fare la spesa, le strade erano vuote e silenziose. Non passano più aerei. Dite quel che volete, ma quel silenzio mi nutre come fosse un balsamo.

So che dovremo tornare tutti a lavorare. Ma se il mondo tornasse frenetico come prima e l’aria di pianura pesante e avvelenata come prima, farei molto fatica ad uscire dal mio periodo bucolico dovuto ad un espediente di Madre Terra per, a scapito di pochi (pace all’anima loro), farci respirare meglio, farci ascoltare meglio, farci amare meglio.

Sentivo che stava per succedere qualcosa, da qualche anno, come lo sentivamo in molti. Ma temevo una guerra mondiale, o che ci arrivasse il mare o qualche altra catastrofe ambientale. Invece ce l’ha fatto arrivare nel modo più gentile tra tutti gli scenari prevedibili da qualunque film.

Si muore anche, sì, ma negli altri casi possibili la cosa sarebbe stata molto più mortale e devastante. Io considero che tra i vari mali collettivi possibili, questa sia stata la maniera più “gentile”. Come se, nonostante tutto, ancora ci stesse risparmiando per un’ultima chance.

Ringrazio Madre Terra per la sua generosità e per la sua incredibile sopportazione, per la sua discrezione a fronte di una violenza inaudita. In silenzio, la adoro, come l’abbiamo sempre adorata prima che ce lo vietassero.

Ringrazio Dio e la Dea e ogni passo (da oggi scalzo) che appoggio su questa terra, per la potenza che sento arrivare dal suo nucleo, per la vita che sta parlando dall’intero organismo-ambiente, per queste giornate di sole e di cielo blu, per i fiori degli albicocchi e le magnolie, per il timido ritorno degli insetti, per le giovani coppie di germani reali nei fossi, e, pur nel totale stallo economico, esulto per i colori e per tutta la linfa che mi abbraccia inglobandomi ogni giorno di più.

Qualunque cosa stia avvenendo, grazie.

Soni(A)rtemide


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