anime gemelle e fiamme gemelle

INCONTRI KARMICI, ANIME GEMELLE E FIAMME GEMELLE

LA DIFFERENZA TRA INCONTRI KARMICI, ANIME GEMELLE E FIAMME GEMELLE

Vi è un’ampia letteratura su questi tre temi, che spesso però vengono trattati come sinonimi, quando, secondo le fonti di medium e operatori di channeling (canalizzazione), si tratta in realtà di esperienze in scala.

LE RELAZIONI KARMICHE

Le relazioni karmiche sono quelle che generano altro karma.

Si tratta di concetti orientali, che tradotti nella nostra mentalità potrebbero esplicarsi come segue.

anime gemelle e fiamme gemelle
Foto di Brigitte Werner

“Karma” deriva dal sanscrito “karmen” che significa “azione”, “operazione”. Nella visione orientale, che negli ultimi decenni si è ampiamente propagata anche in Occidente, tutto ciò che avviene non è che il frutto di semi piantati nel passato. I semi possono essere azioni, pensieri, sensazioni.

Detto in altre parole, il caso non esiste ma esistono catene di cause e di effetto che creano la nostra realtà. A sua volta auto-creata da noi stessi, dal nostro divino interiore, o inconscio; dal potere (quasi sempre inconsapevole) di cui è dotata la nostra mente, di cui è portatore il nostro pensiero.

Per questo si pone tanto l’accento sull’estrema, assoluta importanza di imparare a governare i propri pensieri e la propria mente, attraverso pratiche come la meditazione.

Il pensiero crea le cose, che noi lo vogliamo o no, che noi ne siamo consapevoli o no. Il potere germinativo e creativo del pensiero non si è mai fermato, da che esistiamo.

Nello spirito, come dicevo, non esiste il positivo o il negativo. Non si tratta quindi di commettere errori di cui pagheremo lo scotto con una punizione, oppure espiarli per aspettarci poi il premio. Questa visione non è stata che la semplificazione cristiano-cattolica di una realtà ben più vasta, amorevole e potente.

In realtà la cosa è ben più fisica di quanto ci hanno sempre detto o di quanto noi siamo riusciti a recepire. Tutto si colloca sullo spettro delle vibrazioni.

Come ci insegnano tutti i testi spirituali, esoterici, ermetici e alchimistici, in maniera più o meno cifrata: ciò che si muove con vibrazioni veloci “vola”, tende a stare in alto, tende allo stato di felicità, a una continua ascesi. Alla leggerezza. All’apertura, alla ricettività. Alla luce. Alla mobilità.

Ciò che, al contrario, vibra di vibrazioni basse e lente tende al basso, alla chiusura, all’ostruzione, al disequilibrio, al disallineamento, all’essere pesante, al dolore e alla sofferenza, al ristagno. All’oscurità. All’immobilità.

fiamme gemelle e anime gemelle
Foto di Nini Kvaratskhelia

Dare a questi due estremi una connotazione morale può solo farci perdere tempo ed energia. Ci abbiamo già passato dentro millenni.

Adesso è il momento di trascendere questa visione duale e sentimentale/morale e di prendere coscienza del Tutto, della “scala”, dell’assenza di una separazione. E della onnipresente e onnipotente possibilità di trasformazione di qualunque cosa, semplicemente facendola spostare da un punto di questo “termometro” ad un altro.

Ciò è fattibile sia con i nostri pensieri, che con il nostro stato d’animo, con il nostro atteggiamento verso gli altri, con le nostre relazioni, con il nostro rapporto verso le piante e gli animali, verso il denaro, con la nostra salute e con il nostro stato psico-fisico. Tutti questi elementi generano le nostre vibrazioni, il nostro modo di vibrare.

I rapporti di tipo karmico possono essere rapporti sereni o meno. Di solito vanno a buon fine e non richiedono alte dosi di dolore/crescita, ossia non comportano per forza grandi scombussolamenti nella nostra vita. Sono passettini per avviarsi verso una maggiore consapevolezza, con una tendenza a guarirsi, purificarsi, mostrarsi reciprocamente il proprio sé. Potremmo considerarle “prove minori” di ciò che ci aspetta più avanti (sempre visto il tutto in un’ottica lineare, tridimensionale com’è il piano in cui viviamo qui).

Resta che un’alternanza di periodi sereni e di periodi dolorosi è insita anche nelle storie di tipo karmico, perché questo è il modo di progredire dello spirito. E che non capire ciò che ci sta succedendo, non avere accesso ad una visione di ampio respiro, ci rende pedine inconsapevoli di un destino apparentemente incontrollabile e comporta sempre una certa dose di dolore.

LE RELAZIONI CON LE ANIME GEMELLE

Le relazioni con le anime gemelle sono intense. In inglese sono chiamate soul mates.

Possono essere più di una in un’esistenza (le varie fonti riportano fino a dodici) e riguardano gli incontri con anime affini, molto vicine, con le quali ci si è già trovati in altre vite e con le quali ci si reincarna sempre (o spesso) insieme, in generi, ruoli e contesti diversi.

Tutti i testi che ho affrontato sull’argomento parlano di “famiglie di anime” o “tribù di anime”: gruppi di anime affini che condividerebbero un percorso comune tra un’incarnazione e l’altra.

Esse si aiutano a vicenda a spogliarsi sempre più delle maschere, ad affinarsi ulteriormente, a divenire sempre più consapevoli, a riconoscere negli altri riflessi di sé, a prendere coscienza del proprio cammino e ad assumersi le proprie responsabilità in modo sempre più chiaro e sempre meno sbilanciato verso l’esterno.

Tra queste, ci sono di solito nostri consanguinei, nostri cari molto vicini e persone con cui c’è stato uno scambio intimo (e non sempre basta il puro sesso per avere avuto un intenso scambio intimo e profondo, a livello animico).

Una storia sentimentale con un’anima gemella ha lo scopo di guarirci, di conoscere noi stessi a fondo, di iniziare a vedere, di individuare cosa sia e quale sia il nostro percorso di consapevolezza.

Non porrei limiti alle possibilità dello spirito e includerei senza dubbio tra le nostre potenziali anime gemelle anche anime incarnatesi in individui animali a noi molto vicini o altre forme di vita.

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LA FIAMMA GEMELLA

Poi, ci può essere la fiamma gemella. In inglese la chiamano twin flame. Quella può essere solo una, perché riguarda la scissione di una stessa anima in due corpi.

Tale scissione è avvenuta per via della limitatezza e della dualità del mondo tridimensionale in cui viviamo (il mondo detto “in 3D”, ossia tridimensionale), di un’anima proveniente dal “5D”, la quinta dimensione: il mondo spirituale.

La “4D”, o quarta dimensione, è invece considerata quella del sonno: una dimensione intermedia laddove la nostra mente tace e l’anima può muoversi più agevolmente rispetto al nostro stato di veglia.

Se l’anima paradossalmente si fosse incarnata in questa dimensione senza scindersi, avrebbe causato una sorta di cortocircuito. Ci avrebbe uccisi. Sarebbe collassata. Saremmo esplosi. Non esistono parole specifiche per questo fenomeno, se non quelle che si avvicinano al mondo fisico che conosciamo qui, per farci comprendere come e perché debba avvenire la scissione.

D’altronde, si dice da sempre in tutti i testi sacri (in cui includerei senza dubbio anche La Divina Commedia di Dante) che un’esposizione diretta alla luce divina per un essere non risvegliato/illuminato, per un essere della terza dimensione, può annientare, accecare, sfondare, fare danno.

Questo è anche il motivo per cui certe conoscenze ci arrivano solo quando siamo pronti ad abbracciarle e non prima. Per il nostro bene. E l’inconscio nel far questo è un ottimo contagocce, con una propria saggezza interna.

Nel mito taoista, così come in altri miti dalle più diverse latitudini, gli umani erano una volta androgini, ma poi i sessi furono divisi, a causa di una sorta di “caduta dalla grazia”.

Nel mito greco narrato da Aristofane, la scissione avvenne come una punizione degli dei, perché gelosi e spaventati che gli umani avessero troppa energia nel loro stato androgino. E così l’umano primordiale, androgino, fu diviso in due anime collocate in due corpi.

Lo scopo delle fiamme gemelle è quello di schiudere i cuori di altre anime incarnate. Di aiutarle a ricordare, a risvegliarsi, a riconnettersi con la loro fonte.

Lo scopo della coppia di fiamme gemelle non sarà mai quello di una vita ordinaria e romantica, di una convivenza tranquilla e chiusa in se stessa, dell’“e vissero tutti felici e contenti”. Si tratta di un’unione divina, dunque con il chiaro scopo:

  • di elevare le vibrazioni anche di coloro con cui questi “due-uno” entrano in contatto e quindi:
  • di accelerare il risveglio delle altre anime, lo schiudersi alla consapevolezza.

Le fiamme gemelle si trovano insieme su questo piano per creare ondate di consapevolezza, per contagiare gli altri con amore incondizionato, luce ed empatia. Empatia verso tutte le forme di vita, verso l’ambiente, verso gli altri, verso la bellezza di tutto ciò che esiste. Consapevolezza verso la non-dualità delle cose e verso la rete invisibile che ci unisce tutti, rendendoci dunque costantemente comunicanti e interdipendenti.

Esse devono spingere gli altri ad agire, a risvegliarsi e a far risvegliare gli altri. Ad impegnarsi a cambiare il mondo, partendo da se stessi. Sono la fiammella che, secondo la visione buddista, è sufficiente per illuminare un’intera stanza buia.

Attraverso questo incontro, si ha accesso a un amore incondizionato. Che vive e pulsa nel pieno delle sue potenzialità, sia in presenza che in assenza della persona in cui si è incarnata l’altra parte della nostra anima.

Per non confondere questo tipo d’amore con tutti gli altri, d’ora in poi lo scriverò con la “A” maiuscola.

L’Amore genere amore e altro Amore.

Il dolore che questo incontro può portarci, per quanto intenso, è solo un passaggio, è solo temporaneo. Perché a forza di setacciare, ripulire e purificare il nostro cuore, quello che rimane è un Amore incapace di provocare ed emanare alcun tipo di sentimento negativo. Un Amore privo di pretese, in quanto perfetto in sé.

– Tratto dal libro FIAMME GEMELLE E GLI ALTRI di Sonia Serravalli

Metto seriamente in guardia, come faccio sempre, dallo strumentalizzare tali concetti esoterici allo scopo di giustificare relazioni tossiche e autodistruttive, che proprio nulla hanno a che fare con consapevolezza e amore, quanto semmai con la loro distruzione e il nostro assogettamento alle forze anti-coscienza. Grazie.


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