Madri anaffettive

LA FERITA DELLE FIGLIE TRASCURATE

MADRI ANAFFETTIVE

Oggi mi preme condividere con voi la lettera-confessione di un’amica che stimo molto, postata su un particolare gruppo di Facebook che riunisce persone che si sono sentite poco amate dalla propria madre.

Grazie ad Angela Zaccheroni, di Bologna, della testimonianza.

“Ho 61 anni. Sono figlia unica. Mia madre è morta quindici anni fa.

Come sarà che mi è capitato questo gruppo davanti al naso?

Ho letto tante storie, il succo è sempre quello: queste donne che ci hanno messo al mondo non ci hanno amate né quando eravamo bambine, né tantomeno da grandi.

Quindi noi siamo cresciute con una persona che ci doveva dare amore, e che non ce ne ha dato: l’equivalente di abitare davanti a una fontana secca, e aspettare per anni che ci desse l’acqua che ci spettava di diritto. E da grandi, abbiamo ancora seteeeeee!!!

madri e figlie
Foto di Silviarita

Mia madre mi è morta in braccio. Al suo funerale sono svenuta, il giorno dopo ho vomitato, se ne era andata ogni speranza di bere un po’ d’acqua.
Per la sua cattiveria e per la sua ignoranza ho iniziato a frequentare psicologhe a 20 anni, e non ho ancora finito.
Sono nata ribelle, non avevo scelta!

E ho agito comportamenti opposti ai suoi, per esempio ho sempre lavorato, ho fatto tre figli, ormai grandi, ragazzi in gamba che ho amato e amo moltissimo, ho delle amiche vere e un cane!

Quanto ho desiderato un cagnolino da piccola! Avevamo un cortile enorme tutto per noi… ma NO! La mammina non vuole, diceva papà.

Papà, il grande assente.

Della figlia se ne occupava la moglie, punto. E per non avere da discutere con sua moglie, la lasciava fare. Ma almeno con lui c’è stato un breve periodo di intimità, prima che morisse mi disse che aveva una figlia che non sapeva di avere, che ero una brava figlia, che mi voleva bene, poche parole che han colmato però anni di distanza e di freddo… come mi son accontentata di poco!
Qualche chicca?
Vado da mia madre con le analisi in mano, le mostro il foglio, le dico: mamma guarda, sono incinta! Diventi nonna! Lei: sei una disgraziata.

Seconda volta: sei una delinquente.

Dopo qualche mese, si innamora del bambino, mi dice che quando incomincio a lavorare me lo bada lei, yuppiiiii! Dai che arriva l’intimità con mia mamma!

madre e figlia
Foto di Sasin Tipchai

Il giorno in cui comincio il lavoro alle poste, come d’accordo glielo porto, e lei sul portone socchiuso mi dice che non lo può tenere perché ha mal di schiena. Pianto un piede in mezzo alla porta, le mollo il bimbo in braccio e corro via piangendo.

La terza volta, memore, gliel’ho detto che ero di 4 mesi e al telefono, lei caccia un urlo e dice: noooo, fai subito un abortino e non dirlo a nessuno! Un abortino.

Mi assumono alle poste a 30 anni, avevo due bimbi piccoli, il secondo aveva un anno, e mi mettono ai turni mattino, pomeriggio e notte, a volte fino alle 2, a volte fino alle 5 del mattino.

Vado dai miei, chiedo sostegno anche economico, ma soprattutto emotivo, per rinunciare a questo lavoro sicuro e che però non riesco a fare. Mio padre: ma certo, non sei mica figlia di chissà chi che devi andare a lavorare di notte (lui era un dirigente di una grossa azienda). Lei zitta. Io mi rincuoro.

Il giorno dopo mio padre mi telefona: io e la mamma abbiamo parlato, abbiamo pensato che devi farti la tua gavetta come abbiam fatto noi (ma… la mamma non ha mai lavorato!) che un giorno ti troverai contenta. Grazie mammina!

Sconforto. Marito pieno di debiti. Vado a lavorare di notte per portare a casa due stipendi, poi ormai ero lì, guarda mo’ adesso babbo la bazza delle Poste, un lavoro che mi ha sempre fatto cagare per andare in pensione con opzione donna con 800 euro al mese dopo 35 anni…

E poi tutte le frasi bruttissime, non vali niente, fai schifo, in casa tua i tuoi figli prendono l’epatite, sei una merdona, sei una schifosa, ma perché? Perché? Ero una bambina bella, vivace, curiosa, chiacchierina, perché?

Mia madre ha avuto la depressione tutta la vita, e allora? Anch’io purtroppo l’ho avuta, ma i miei figli li ho sempre amati, seguiti, sostenuti.

Mother

Come un albero, non mi ha spezzata, ma mi ha rovinata parecchio.

Cos’ho imparato? Mah. Intanto a non cercare amore dove non c’è.

Anche se l’imprinting è quello ed è difficile da cambiare… ho divorziato, ma non ho mai più avuto un uomo, proprio come non si può avere un’altra madre…

Poi che la sfiga esiste, e che io ho avuto la sfiga di avere una madre così.
Poi che io non sono sbagliata, ma sono il prodotto di una serie di generazioni e di eventi che mi fanno essere quella che sono.
Poi che adesso che mia figlia mi ha detto di essere incinta, le ho fatto tante feste e se avrà bisogno e piacere, con gioia l’aiuterò col suo bambino.

Care Sorelle, in quanto siamo tutte figlie di Una “Cazzo di Madre”, vi abbraccio tutte, vogliamo bene noi a noi stesse e spargiamo amore intorno che mi sa che sia l’unica cura, se ne produciamo tanto un po’ andrà ben a chiudere il buco lasciato dalla C.d.M…”

Questo il racconto della mia amica.

Quello che credo io è che l’anima scelga il proprio percorso terreno prima di incarnarsi, dunque anche i propri genitori e i traumi attorno ai quali crescere, che saranno quelli che le permetteranno la massima espansione, il massimo profitto animico, motivo per il quale ci si incarna in questa dimensione diversa e illusoria.

POSSIBILI SOLUZIONI

Per quanto mi è dato sapere, ci sono tre modi per sanare una ferita come quella descritta.

La pratica delle costellazioni familiari.

La pratica dell’alchimia femminile.

E la visualizzazione attiva, sia essa guidata o no (se la persona ne ha già fatto esperienza e riesce ad autogestirsi in una sorta di autoipnosi).

psicologia e ferite

LA BAMBINA INTERIORE

Nel caso della visualizzazione attiva, bisognerà rivivere un momento molto doloroso della nostra infanzia (e se non lo si ricorda, si può comunque immaginare una situazione in cui quel senso di ferita è emerso fortemente).

Immaginare quella bambina in quel momento, con quanti più dettagli possibili. Starci dentro un po’ e osservare, anche se fa male.

Piangere non è vietato, né qui né in altri passi di questa meditazione (ad un certo punto sarà un pianto catartico e liberatorio, risolutivo).

Ad un certo punto, fare intervenire nella visione un personaggio-guida femminile (reale o immaginario che sia, basta che per te rappresenti amorevolezza, saggezza e sicurezza) che entri a modificare la scena, prendendosi cura della bambina, andandola a prendere, sollevandola, abbracciandola, comunque presentandosi a risolvere il problema, senza indugi. Questa madre-sostitutiva potrà, appunto, prendere il posto della madre e andare ad integrare ciò che lei non è riuscita a dare, oppure potrà “risvegliare” la madre reale, nella visualizzazione, e far sì che sia lei a comportarsi come non è riuscita a fare allora, dandoci ciò che ci è mancato come l’aria, amore e presenza, accettazione e maternità incondizionata.

Questo l’esercizio riassunto al massimo (è una delle pratiche che proporrò nei miei seminari, in arrivo con la primavera).

Prima di tornare ad aprire gli occhi, consiglio di restare per minuti a riempirsi il cuore e tutto il corpo del senso di perdono e amore che arriva spontaneamente e a fiotti da ciò che abbiamo appena creato.

È stato dimostrato che l’inconscio registra le esperienze oniriche (del sogno), dell’arte (es: un film coinvolgente) e dell’immaginazione in genere esattamente come esperienze vissute davvero nel concreto.

Questa sua caratteristica geniale ci permette di cambiare e muovere quasi tutto.

Ho familiarizzato con questo tipo di esercizi per anni nel mio lavoro di integrazione sia del Maschile che del Femminile (questa è una delle tante pratiche che ho appreso o che ho integrato o che ho inventato per intuizione) e vi garantisco che questi sono modi potenti per cambiare il passato.

E, di conseguenza, quello che vi arriva nel presente e nel futuro, a partire dal vostro modo di essere e da ciò che emanate.

Il modo più potente che io conosca per guarire le ferite d’amore e il Bambino o la Bambina Interiore.


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8 Commenti

  1. Per puro caso ho incontrato questo bellissimo sito e questo bellissimo racconto, che dire sono io in quella storia tranne per quanti riguarda i figli perché avendo il terrore di ripetere gli errori fatti da mia madre e anche da mio padre perché era un menefreghista ho deciso di non essere mamma ma anche perché proprio non li ho voluto. Per colmare la mia carenza emotiva mi sono messa con tanti uomini e ho avuto tanti amici sbagliati, poi mi sono sposata e mio marito stava diventando come mia madre e io ero sempre più depressa, fragile e stanca. Arrivati i 40 sono diventata un’altra persona ed è come se lo spirito di una tigre mi avesse posseduto, non mi sentivo più fragile ma mi sono anche incattivita molto però lo sbocciare della mia estrema sfiducia verso il prossimo paradossalmente mi ha fatto stare meglio, in pratica ho accettato che la cattiveria è una caratteristica umana e che e persone sono sempre pronte a tradire sin dalla infanzia quindi pazienza. Oggi si difendermi bene dagli altri per fortuna. I miei vivono in un altro paese e ogni tanto ci vado per arrabbiarmi un po’ ma essermi allontanata soprattutto da mia madre mi ha fatto rinascere e mio padre è quello che è, comunque penso sempre che nella loro epoca avere un figlio era un obbligo e non un piacere.
    Bisogna affrontare questi serio problema forse non come me che mi sono incattivita ma realizzando un processo di cura spirituale. Grazie di cuore

    1. Grazie di cuore della tua testimonianza Annaiara, ti mando tanto affetto!
      Siamo sempre in tempo a stare meglio, visualizzazioni guidate e altri metodi (oggi molto più veloci di una volta) a volte ci permettono la vera trasformazione.
      Grazie e spero seguirai anche tu il Bosco! 🙂
      Un caro saluto, Sonia

  2. Quando sono nata mia madre aveva 46 anni e un figlio maschio di 18 anni. Ho vissuto l’infanzia sentendomi dire che dovevo essere grata di essere nata, perché lei voleva abortire ed è stato mio padre a convincerla a tenermi. Mi diceva che in fondo però ero utile almeno avrei potuto prendermi cura di lei da vecchia. Mi diceva che ero grassa e non potevo vestirmi come le mie amiche, che ero sciatta e non sarei mai stata capace di avere una casa tenuta in modo decente, che “costavo” troppo, è arrivata a mordermi davanti ai miei amici per 10 minuti di ritardo… Mio padre era il mio paladino, ma è morto quando avevo 17 anni

    1. Grazie Mariagrazia, ti auguro buone guarigioni.
      Sappi che Rebirthing e/o Allineamento e Guarigione spirituale possono aiutare, o meglio, liberarti anche del tutto e ripartire come tabula rasa :-*

  3. Ciao sono Katia io ho avuto problemi di depressione da sempre, perché mia madre lavorava e lasciava me e mio fratello a casa da soli a giocare e lei tornava quando era ora di pranzo… Lei era fiera di questo, poi abbiamo cambiato casa, dopo le medie io avrei voluto continuare a studiare, ma lei non era d’accordo perché diceva che se mi sposavo non importava se avessi studiato non serviva, mio fratello invece ha cominciato le superiori ma dopo i primi mesi ha mollato perché per lui era difficile.. Lui negli orti con mio padre e io perché serviva a lei corso di taglio e cucito…. Non mi ha mai chiesto o fatto provare cose che a me interessavano.. Ero timidissima, sempre in casa da sola, guardiana della casa… Guadagnare pagare la casa, era presente con i parenti se avevano bisogno e non le importava se io crescevo senza avere sicurezza, abbandono era… Ora ho un figlio due nipoti un ex marito ma mi manca la mamma… Lei è morta da 7 anni emio padre da 12,avvilito anche lui dopo pensione, perché mia madre soffriva anche di ludopatia e lo lasciava da solo e dovevo sostituirla io… Mi ha detto che mi voleva bene prima di morire, mai un abbraccio… Il suo modo di farci contenti era quello di portarci qualcosa quando tornava, cibo, vestiti, o stupidaggini per farsi scusare la sua mancanza… I problemi che hanno gli adolescenti li ho dovuti risolvere da sola, sbagliando e pagando, sono finita anche in psicosi affettiva in ospedale, problemi con mio marito che dopo sposata ho capito che non era persona per me… Ma quando sei sfortunata è così… Ancora non sono felice e credo che non lo sarò mai…

    1. Ciao Katia e grazie per il tuo contributo.
      Mi spiace per il dolore che hai dovuto attraversare.
      Personalmente però non credo nella sfortuna, credo in patti animici tra le parti e che tutto sia una sortaa di “gioco di ruoli” per farci evolvere attorno a nodi, ferite, traumi e altro, per espanderci ad ogni guarigione.
      Se ti interessa, con chi sceglierai tu, potrebbero aiutarti a liberarti definitivamente dal passato: costellazioni familiari, rebirthing, allineamento e guarigione spirituale filippina.

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