il tuo spazio sacro

COSTRUISCI IL TUO ALTARE

IL TUO PERSONALE LUOGO SACRO

Costruisciti un altare.

Uno spazio solo tuo, che tu senta sacro.

Non pensare a un altare in senso religioso.

L’altare è un angolo personale in cui potrai riporre oggetti per te simbolici e dunque portatori di un’energia speciale. Un angolo sacro in grado di canalizzare e focalizzare le tue energie in modo da concentrarle, in modo da poterle abbracciare e utilizzare per i tuoi intenti.

Costruisciti un altare sotto un albero, in un angolo della casa o della tua camera da letto, in una nicchia, oppure in un luogo segreto che conosci solo tu.

costruisci il tuo altare
Foto di Amber Avalona

Per comporlo, potrai soltanto ascoltare il tuo intuito e il tuo cuore. Ci saranno certamente oggetti del tuo passato e del tuo presente che ti chiameranno per essere messi lì.

Al centro, andrebbe posto l’oggetto più importante. Una scultura, una figura, un’immagine, un lume… qualcosa di figurativo o di simbolico che rappresenti la tua guida o dove più si dirige il tuo cuore.

Gli altri oggetti potranno essere parole scritte, parti della natura – come piume, legni, conchiglie, fiori….

Oppure, una fotografia, un gioiello, forme geometriche, cristalli naturali e qualunque altra cosa tu veda bella e significativa. “Carica” di qualcosa, portatrice di una carica emotiva ed energetica che andrà a nutrire il tuo personale spazio sacro.

Sotto le tue composizioni, potresti avere steso una stoffa di un colore che ami o di un materiale pregiato o di una consistenza di cui senti il bisogno. Morbidezza, o resistenza, o ruvidità e forza.

Puoi anche studiare le luci che entreranno a fare parte di questo spazio sacro. Una lampada con una luce che ti fa sentire bene. O candele. O la semplice luce naturale, all’aria aperta.

spazio sacro personale

Come utilizzerai l’altare?

È una tua scelta se utilizzarlo in maniera regolare o solo quando hai bisogno di raccoglierti, alla ricerca di conforto e nutrimento.

Sarebbe consigliabile una pratica quotidiana, se pur breve: una regolarità che vada al di là del nostro stato d’animo e degli eventi.

L’altare potrebbe diventare il nostro albero maestro in qualunque calma o tempesta.  

Davanti all’altare, potresti, ogni mattina, prima di iniziare qualunque cosa, accendere un incenso, riporre una piccola offerta su un piattino. Qualcosa di cui ti privi tu e che non riprenderai più per il tuo utilizzo. Ad esempio: una moneta, un biscotto, un frutto…

e ringraziare. Di tutto, della tua vita e di quello che ti è stato concesso.

Si tratta di una pratica normale e quotidiana in molti luoghi sia dell’Asia che dell’Indonesia.

Per ricevere, bisogna dare.

Se rimanessero resti alimentari, potrai, dopo il rituale, darli agli uccellini o farne compost, in modo che tutto ritorni al ciclo della vita.

Poi, oltre a questa breve presenza quotidiana, davanti all’altare potrai pregare o meditare quando vorrai. Anche ballare.

È il luogo in cui andare a piangere o a ringraziare, a condividere amore, gioia, brutte e belle notizie e a richiedere forza, sostegno e vicinanza a chiunque sentiremo presente o a chiunque decidiamo di rivolgerci (un nostro caro che ha lasciato il corpo, una guida spirituale, un santo, un angelo, un animale totem, un albero antico…).

Davanti all’altare, possiamo andare poi per richiedere la buona riuscita di qualcosa che desideriamo.

Questo funziona sempre e solo se non interferiamo con i sentimenti degli altri, né nel bene, né nel male. Funziona, e funziona davvero, solo se lavoriamo su qualcosa che ci riguarda direttamente. E solo se è concordante con la nostra crescita.

E sai perché funziona?

Perché lì non vai da solo/a: lì vai a raccogliere tutte le energie che gli oggetti del tuo altare portano con sé e quelle delle guide a cui ti affiderai.

Uscirai di lì con questo patrimonio tra le tue braccia come fosse un abbondante fascio di spighe mature e tutta questa abbondanza potenzierà le tue azioni rivolte ai tuoi desideri o a un tuo progetto.

altare personale
Foto di Photo-Poetry

A cosa serve un altare?

Purtroppo, la gran parte di noi ha perduto il valore dei rituali (abitudini energetiche e spirituali) che erano e restano essenziali per mettere a punto la nostra giornata, per viverla nel pieno della nostra forza, sia fisica che interiore, e per godere del massimo benessere.

Un altare è simbolicamente uno spazio circoscritto, sacro e intoccabile da chiunque non sia tu, che può permettere tutto ciò che segue.

  • Una sana ritualità, che scandisca la tua presenza in maniera assidua e intoccabile, qualunque cosa capiti nella tua vita
  • L’attivazione di energie fondamentali per stare bene: la gratitudine, il ciclo del dare-e-ricevere, la consapevolezza della nostra misura
  • La raccolta di forza e di potere per realizzare i nostri sogni e progetti
  • La connessione con le forze e le energie invisibili con cui conviviamo ogni minuto – connessione che ci permette di “allinearci” con esse consapevolmente e di utilizzarle a nostro favore, anziché farci sballottare da tutte le parti nella piena inconsapevolezza della vita
  • La compassione, la connessione con gli altri.

Buon lavoro creativo dunque, buona bellezza e buon ritrovo con te stess*!

(Articolo pubblicato precedentemente dalla sottoscritta per Il Giardino Degli Illuminati)


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