mitologia e dei

ELEMENTI NATURALI E DIVINITA’ COMPLEMENTARI

CHI E’ MASCHIO E CHI E’ FEMMINA

Dalla nostra cultura, diamo per scontato che il Sole e la sua energia siano associati al Maschile e la luna e la sua energia al Femminile. Che l’acqua sia femmina e il fuoco sia maschio.

Poiché, in realtà, questi generi si sono presentati anche ribaltati a seconda delle diverse culture, Robert Bly ipotizza che lo scopo finale sia l’integrazione del Femminile nel Maschile e del Maschile nel femminile, in primis a livello mitologico, dov’è avvenuta per noi la frattura, e, di conseguenza, a livello personale.

Gli antichi egizi riuscirono, per esempio, a immaginare una cosmogonia in cui la terra era sia madre che padre e il cielo sia padre che madre, attraverso semplicemente divinità diverse che “canalizzavano” questi elementi, o li incarnavano. Possedevano cioè un sistema di divinità complementari, senza bisogno di rimarcare la femminilità o la maschilità di ogni elemento in maniera esclusiva.

dei e dee

Stessa cosa si può dire della “forza guerriera”, ritenuta spesso solo maschile da questa parte del mondo, e invece incarnata anche perfettamente da divinità femminili, come Durga nell’induismo (vedi l’articolo: “Energia guerriera femminile”).

Sulla questione degli elementi naturali e su quale tipo di energia essi manifestino, maschia o femmina, riporto qui alcuni suoi brani tratti dal libro “Iron John – A book about men”:

“Di che genere è l’acqua? Maschile o femminile? Di entrambi, anche se in questo secolo è difficile arrivare in fretta alla risposta.

Qualcosa di strano è infatti accaduto. Nella nostra società la terra e le acque che essa contiene sono considerate di genere femminile e, per estensione, appartengono alle donne.

In Occidente il cielo è degli uomini e la terra delle donne: abbiamo dunque un «padre-cielo» e una «madre-terra». In questi due modi di dire non vi è nulla di sbagliato, ma ne esistono altri due da lungo tempo dimenticati: sono madre-cielo e padre-terra.

All’epoca della visita di Platone, gli antichi egizi commentarono che i greci erano soltanto dei bambini; gli egizi possedevano una base mitologica e religiosa veramente antichi. Essi conoscevano bene Ra, il padre-cielo, e Isis, la madre-terra; ma a restare predominanti in ogni epoca della loro storia furono altri due dèi: Nut e Geb.

Nut, la madre-cielo, veniva raffigurata all’interno di ogni feretro e sarcofago, affinché il morto, guardando in su, scorgesse un essere che si chinava verso di lui dalle stelle; di stelle era infatti fregiato e contornato tutto il corpo della dea. […]

E poi c’era Geb, il padre-terra. Nel libro intitolato “The Father”, Libby e Arthur Coleman riproducono alcune belle raffigurazioni di Geb sdraiato supino sulla superficie del globo, il ventre e il fallo eretto color terra innalzati verso la donna dei cieli, o forse desiderosi di congiungersi alle stelle.

I greci, e gli europei dopo di loro, persero traccia delle due divinità complementari e conservarono memoria soltanto della prima coppia di dèi. In questo ricordo parziale, i sessi si polarizzano e cominciano ad apparire contrapposti.

Ognuno dei generi viene identificato: l’uomo con il cielo, la donna con la terra, il primo con il fuoco celeste, la seconda con l’acqua terrestre.

Oggi molte donne dichiarano: «La terra è femminile». Una volta un uomo mi confessò che, di fronte a tale affermazione, si sentiva privato del diritto di respirare. E quando un uomo dice «Il cielo è maschile» le donne si sentono espropriate del diritto alla preghiera.

La mitologia è importante, e la polarizzazione nata dalla frammentarietà di quella greca ha già causato danni immensi.

gli dei e gli elementi
Foto di Mabel Amber

Quando oggi un uomo o una donna sognano un lago, l’analista presuppone che l’acqua si riferisca al femminile. Per coloro che conoscono il latino, mare è associato a Maria, e il passo a renderlo di genere femminile è dunque breve; poiché il mare rappresenta l’inconscio, anche l’inconscio diventa femminile, e così via.

La storia di Giovanni di Ferro (N. d. R. rivisitazione dei Fratelli Grimm), pregreca, non crea alcuna polarità fra cielo e terra: egli vive nell’acqua, anzi, sott’acqua. Ma vive anche, e intensamente, sulla terra: la sua selvaticità e pelosità sono infatti attributi terreni e animali.

Né la terra, né l’acqua appaiono esclusivamente maschili o femminili.

Gli antichi celti avevano un dio maschile chiamato Dommu, o “Profondità delle acque” […]. Dato che in alcune storie celtiche il lago o lo stagno hanno per guardiani il Selvatico e la Selvatica, sembra più corretto dire che l’acqua sia l’acqua dell’anima e, in quanto tale, tanto femminile quanto maschile.

All’interno dei sistemi simbolici, l’acqua non è sinonimo di impulsi spirituali o metafisici (meglio evocati dall’aria o dal fuoco), ma indica la vita terrena e naturale. Essa appartiene a circostanze umili, alla vita del suolo, alla nascita dall’utero, alla discesa dal regno eterno al globo terracqueo, dove ci incarniamo in un corpo composto prevalentemente da questo liquido.”

“Quando la nostra mitologia si riaprirà per dare il benvenuto alle donne nella volta del cielo e agli uomini nell’acqua della terra, allora i due generi non sembreranno più così lontani.

E all’uomo bianco parrà più naturale proteggere la terra, così come è sempre stato per gli indiani d’America.”

– Robert Bly


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