HO SOGNATO IL SELVATICO

LA PARTE INCANCELLABILE DI NOI

Ieri notte ho sognato di incontrare il Selvatico.

Doveva essere quasi certamente una parte di me che teme le gabbie.

È stato uno dei miei sogni terapeutici, visionari e bellissimi.

l'archetipo del selvatico

Nel sogno, io ero mandata da qualcuno per riuscire a interagire con la figura del Selvatico. In questo sogno lui appariva come un bell’uomo. Anche se ancora mi scappava, non aveva l’aspetto spaventoso che ha il nostro lato Selvatico quando siamo novizi e iniziamo a lavorarci e proviamo anche vergogna o terrore.

Nel sogno era anche chiaro che io dovevo riuscire a comunicare con lui per una sorta di ri-unione: dovevo riportarlo alla mia comunità, mentre lui sfuggiva per restare nella sua. Ed era chiaro che sfuggisse perché, in un capitolo precedente (se possono esistere sogni precedenti che non ho fatto io) io e la comunità da cui venivo avevamo fatto un errore, cercando davvero di ingabbiarlo.

Questa volta la mia missione non era catturarlo e riportarlo alle catene della nostra società incivile, come lui temeva, ma riuscire ad avere una chance per spiegarmi. Per chiedergli scusa, per comunicargli che ora lo vedevo e lo riconoscevo, per fargli capire che ora ero dalla sua parte e che poteva fare parte della mia stessa comunità senza restrizioni, perché avevamo capito.

Per tutto il sogno in qualche modo mi scappò: bello, agile e velocissimo, saltava dappertutto come un cervo e le leggi fisiche che le persone incivilite si sono autoimposte per lui sembravano relative. Sentivo una grande attrazione verso di lui, perché volevo fargli sapere quelle cose e perché non mi sentivo più diversa da lui stesso.

Ci fu poi una sorta di scena finale, in cui nel sogno sentivo che una collettività mi seguiva, alle mie spalle, e forse stava filmando. In cui, lungo un corridoio stretto tra dirupi o abitazioni, lui si decise a fermarsi (o era in trappola?) e io potei, osservata a e con quella grande responsabilità tutta su di me, avvicinarlo molto lentamente.

Ricordo che io gli porgevo un oggetto e lui me ne porgeva un altro, entrambi inginocchiati a terra su una gamba mentre ci avvicinavamo per affrontarci, ma purtroppo non riesco a ricordare cosa fossero (mi pare di ricordare io a lui una penna e lui a me una mela, ma non posso giurarci). Sentii che stava per avvenire qualcosa di miracoloso e speravo che qualcuno lo stesse registrando. I due oggetti in dono iniziarono a intersecarsi tra loro…

il selvatico
A Forest Lord – Deviant Art

In extremis, l’approccio definitivo si svolse come segue. Anziché scappare, lui con mia sorpresa prese l’iniziativa e, per escludere chiunque altro, mi si avvicinò (sempre in ginocchi entrambi) per parlarmi sottovoce in un orecchio.

Lì mi disse, in segreto:

“Ti avverto che qualunque cosa mi farete, la mia comunità è avvisata e insorgerà immediatamente.”

La sua comunità era invisibile e immagino si trattasse di tutto popolo dei boschi. In quel momento ebbi il piacere di ricambiare il gesto e sussurrare nel suo orecchio:

“Non preoccuparti, non temere: non vogliamo farti assolutamente niente di male.” Sentii che lui mi credette e ci fidammo uno dell’altra, poi ci abbracciammo a lungo e fortissimo.

Una sorta di maledizione si sciolse e io mi svegliai di nuovo guarita da qualcosa che non so identificare, ma qualunque cosa fosse si è sciolta.

Ringrazio dal profondo i miei sogni visionari che, con la frequenza di circa uno o due al mese, vengono a regalarmi dei balzi in avanti che neanche anni di psicoterapia…

la parte selvatica
By Spizoiki Skull Ring

CHIAVI DI LETTURA

Quanto sopra era stato condiviso in un post di Facebook. Desidero ora aggiungere le diverse chiavi di lettura sovrapposte che sono emerse nelle ore e nei due giorni successivi.

@ Il Selvatico nel sogno è certamente la parte libera di me che in passato è stata costretta a compiti ingrati, non pertinenti, inutili, non “suoi”, in ambienti stantii o brutti, umilianti ma soprattutto snaturanti e che ora sta tornando perché io lo accetti com’è, a dispetto di come ci vorrebbe il mondo.

Di recente ho dovuto rifiutare una proposta di lavoro insostenibile. Avevo l’ansia già all’alba, all’idea di farmi ingabbiare e non potere più scrivere e creare. Un film visto già troppe volte, fatto passare sottopelle fino a manifestare, nei periodi così, sintomi preoccupanti e ad accusare di vari disturbi fisici conseguenti.

Il Selvatico del sogno è tornato perché, forse per la prima volta, si è sentito tutelato, integrato in me e perché ho imparato a dire no.

@ Il Selvatico del sogno è anche la Natura, l’Ambiente, la parte lesa nel gioco tra l’umanità e il mondo. Una parte che non può essere né trascurata né vinta, in quanto parte di noi, animali in mezzo agli animali ed esseri biologici cui è caduta la bussola. Può solo essere riconosciuta, riportata a galla e integrata.

Natura, Ambiente, Madre-Padre Terra non significa soltanto l’ecosistema che ci ingloba. Il Selvatico, come archetipo, rappresenta in primis la parte selvatica nostra, quella che abbiamo spinto nell’inconscio (Kernunnos, il dio del Maschile).

Quella che, se mancante, non ci fa più distinguere tra sabbia e sporco, ci fa temere il sesso e la morte, ci fa schifare insetti e serpenti, ci fa sporcare le acque e trascurare i cieli, ci fa dimenticare la meraviglia, ci fa sostituire l’asettico alla vita, ci fa dimenticare che la bellezza è fondamentale per il nostro nutrimento, ci fa sostituire l’artificiale al naturale, ci fa schiacciare esseri viventi perché qualcuno ha deciso che non debbano stare lì, ci fa bruciare le foreste, ci fa demonizzare anche gli alberi, ci fa credere alle leggende popolari che raccontano il falso sulle vite delle altre specie, ci fa sostituire la bruttezza e le ansie all’armonia di forme ed esperienze.

@ La mela e la penna potrebbero presentare finalmente la pace della Natura con la Conoscenza, dell’albero della Vita con l’albero della Conoscenza.

@ Il Selvatico del sogno è anche in parte la mia parte libera e selvatica e la paura del mio Selvatico interiore è quella che una relazione lo possa fare prigioniero. In questi casi, parliamo per simboli e sappiamo che i generi contano ben poco (Uomo selvatico o Donna selvatica, tramandataci nella nostra epoca dal libro “Donne che corrono coi lupi” – dentro possediamo tutti sia un Femminile che un Maschile).

@ Il Selvatico del sogno è anche, per me, IL NUOVO ADAMO, l’Adamo sano e redento che, in un’epoca che vede rivalutare Lilith e la Maddalena, va a sostituire quello viziato e compromesso, laddove è lui che porge la mela alla donna, ribaltando un paradigma devastante, chiudendo un cerchio lungo come la storia degli esseri umani, chiudendo un ciclo sacro.

Non posseggo, ovviamente, parole per esprimere come ringraziare e mi sento ad aver ricevuto questo dono.

IL MIO PRECEDENTE VIDEO SULL’ARCHETIPO DEL SELVATICO:

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Presto di nuovo elaborerò per voi preziose parole di Robert Bly sull’archetipo del Selvatico. Nel frattempo, vi ricordo sempre il mio IL MASCHILE SACRO, grazie!

Per gli uomini in cammino, gruppo FB Il Maschile Sacro qui.


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