femminile fantasy

LE PAURE ATAVICHE DELL’UOMO

NELLE EROINE FANTASY

Ho trovato questo articolo molto bello e non potevo non condividerlo con te.

È comparso tre anni fa su StileArte.it, rubrica Eros, Arte Erotica – Il Sesso Nell’Arte.

Riguarda i disegni fantasy moderni e post-moderni e come essi hanno assunto su di sé i tratti delle figure femminili antiche presenti in ogni mitologia.

Dalle amazzoni, alla Medusa, alle sirene, alle streghe.

Un’analisi breve ma molto interessante e indovinata, anche se spesso difficile da individuare per via dei molti meccanismi inconsci e inconsapevoli con cui approcciamo l’altro e il mondo nella società razionalista di oggi.

Per chi è “connesso” con se stesso, tali dinamiche e le stupefacenti figure di sogno che le rendono manifeste sono invece riconoscibili ogni giorno e rappresentano un viaggio entusiasmante nel film della mente collettiva.

Il mio invito è quello di non giudicare con un atteggiamento femminista moderno, ma quello di approcciare con rispetto dinamiche che sono antiche e con stupore e gratitudine la bellezza delle espressioni artistiche che hanno permesso alle paure di tutti di avere un corpo.

In fondo, il tratto maschile descritto in questi miti è insito in ognuno di noi, donne e uomini, e lo stesso vale per la variante ancestrale femminile.

Raggiunto questo stato di ammirazione, anche di fronte a ciò che una donna vive in modo diverso da un uomo (e viceversa), possiamo finalmente sciogliere qualunque cosmogonia comune e ridurla a un gioco. Per procedere a crearne una nuova, ancora più eccitante e più equilibrata, più matura e più consapevole, dunque più completa.

 

paure dell'uomo
Del disegnatore Boris Vallejo (Lima)

 

“I disegni fantasy rivelano diverse ossessioni, ataviche paure, traumi non superati dell’immaginario collettivo.

Collocati in un passato remoto, che coincide in alcuni casi con un medioevo fantasy e trasfigurato, essi sono anche frutto di un pensiero postmoderno perché dischiudono la dimensione spazio-temporale in un tempo allargato.

È come se la storia dell’umanità e della terra fosse condensata in immagini di sintesi che uniscono animali simili ai dinosauri, a ricorrenti mammut, a castelli e a stazioni spaziali.

Nell’ambito delle storie dedicate al pubblico adulto si concede particolare spazio a disegni sexy che sono derivazioni dei prodotti editoriali degli anni compresi tra i Settanta e gli Ottanta, del secolo scorso.

Ma chi sono queste donne bellissime e aggressive? Cosa incarnano, a livello di immaginario erotico maschile?

Al di là dell’appagante riconoscimento sociale nei confronti della donna guerriera – che trae origine dai racconti lontani ed epici del popolo delle amazzoni – possiamo osservare, ad esempio, come avviene nei racconti illustrati di Boris Vallejo, la sottolineatura non solo di una raggiunta parità fisica tra maschio e femmina, ma di una superiorità femminile, legata a un’intelligenza imprevedibile.

Sotto il profilo del meccanismo erotico, nell’uomo scatta il desiderio sessuale di sottomettere la nemica, trasformando l’aggressività dell’eroina in un atteggiamento di piena dedizione erotica. L’uomo ha fede assoluta nella capacità redentrice del proprio pene, che è un totem, un elemento magico, a fronte del quale – egli ritiene – quasi ogni donna si piega, per riceverlo in sé. Allora i ruoli si ribaltano.

Le unghie lunghe – di derivazione ferina o stregonesca – fanno però leva su una delle maggiori inquietudini maschili: quelle di esser fatti prigionieri da una donna.

Dotato di un atteggiamento errante e di una sessualità più brada, al contrario della donna che ha la necessità di creare una casa, un luogo nel quale, pur temporaneamente alleva la prole, l’uomo prova un atavico timore davanti alla necessità di fermarsi. Solo un grande amore può indurlo a smettere di peregrinare.

 

paure dell'uomo

 

Al di là della necessità del rientro a Itaca e alla propria famiglia, Ulisse è colpito da un’ansia mortale ogni qualvolta una donna, che lui desidera, tenta di fermarlo.

Le moderne donne del fantasy incarnano questo pericolo e somigliano per certi versi alle sirene dell’antichità. L’uomo è preso tra due fuochi. Se abbandonarsi ad esse, finendo prigioniero, dopo aver posseduto e dominato con l’arma del suo pene il un corpo di una bellezza straordinaria, ma già contrassegnato dagli indizi dell’assunzione di una posizione dominante, o se rifiutare le pulsioni, con altrettanto eroismo e controllo di sé, proseguire per la propria strada.

Sono pensieri e inquietudini che attraversano il maschio nella sua quotidianità. Un atteggiamento assillante della donna fa pensare all’uomo che, in un futuro insieme, potrà essere messo alla catena. Invece egli, quando ama davvero e in modo profondo, non ha bisogno di catene.”

 

Il maschile sacro che sta emergendo nel mondo avrà tanto lavoro da fare e il mio augurio è che lo faccia in gran parte attraverso l’arte, perché paure e scoperte, intuizioni e stati d’estasi possano continuare a generare fiabe e mitologie per guidare nella bellezza chi verrà dopo di noi.

Con amore sempre.

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