LA FASE OSCURA DELLA LUNA
LA CANCELLAZIONE DEL CULTO DELLA DEA
“La fase oscura della luna, da non confondere con il lato oscuro, ricorre ogni mese nei TRE giorni che precedono la luna nuova.
Durante questi giorni, la faccia della luna si dissolve nel buio scomparendo dalla nostra vista e, poiché la luce che vediamo emanare è luce solare riflessa, in un certo senso la fase oscura rappresenta la reale manifestazione della luna.
Ogni mese, nei giorni di luna oscura, gli antichi dei diversi continenti sperimentavano sia paura sia a stupore: la fase oscura rappresentava tutto ciò che non potevano vedere con gli occhi né capire con la mente.

Dall’antichità fino in tempi ormai patriarcali, la luna oscura simboleggia la divinazione, l’illuminazione e i poteri di guarigione.
Col passare dei secoli, quando la luna non fu più adorata come dea, i misteri della fase oscura si permearono di terrore e malvagità.
Si cominciò a pensare che la luna scomparisse inghiottita dal buio e da un potere malvagio, che rappresentasse il periodo di massima espressione di poteri avversi in cui potevano verificarsi alluvioni, tempeste e disastri.
Il tempo in cui ogni cosa diminuiva era considerato un momento sfortunato per ogni iniziativa.
La luna oscura guidava i fantasmi ed era la Signora della magia nera; durante i suoi giorni i fantasmi vagavano dando la caccia agli esseri umani e i poteri della stregoneria potevano essere evocati ed agire incontrollati. Era il periodo per compiere atti malvagi e avere presagi di morte.
Il serpente è sempre stato associato con i misteri della luna oscura e considerato una forza mostruosa di tentazione e malvagità; per il suo potere di cambiare e rinnovare la pelle era legato alla luna che si rinnovava ogni mese dopo la sua morte apparente.
I serpenti vivono in tane buie e gli antichi ritenevano che fossero collocate negli inferi, e anche la fase oscura della luna era legata agli inferi come le divinità che spesso si manifestavano come serpenti o avevano questi animali al posto dei capelli. […]
(N. d. R. faccio notare come “infero” nel senso semplice di mondo inferiore – radice, base della vita – sia diventato nella nostra cultura grossolanamente “inferno”, con tutti i condizionamenti ad esso collegati. – Sonia S.)
Nei tempi più antichi, quando le società erano maggiormente sincronizzate con il ritmo lunare, il ruolo della luna era sia di essere sia di divenire: moriva rimanendo immortale e la sua morte non fu mai considerata una fine, ma una pausa di rigenerazione.
Nella sua fase oscura rappresentava la terra dei morti, ricettacolo e rifugio per le anime tra le incarnazioni, anime sia dei morti che di chi doveva ancora nascere, che erano una cosa sola.

La luna oscura ci porta nel mondo di sotto, ma rende anche possibile la trasformazione.
Oggi il lato oscuro della luna della nostra psiche è diventato la sede della nostra salvezza individuale.
È infatti attraverso la discesa nell’inconscio che possiamo scoprire i segreti per la rinascita, segreti che spesso sono diametralmente opposti al punto di vista della nostra coscienza.
Prima o poi entriamo nella fase calante della nostra vita: in questi periodi di discesa abbiamo l’opportunità di fertilizzare e far germogliare i semi della nostra rinascita.
La luna oscura ha il potere di distruggere o di guarire e rigenerare a seconda della nostra capacità di comprenderne il significato e di fluire con il suo ritmo. […]
LA FASE oSCURA DEL PROCESSO CICLICO
La fase oscura della luna è la fase di chiusura di un processo ciclico e insieme la transizione alla prossima spirale di manifestazione.
Tutti i cicli hanno una fase oscura e un periodo di recessione, che ricorrono naturalmente quando, durante il corso della vita, si fa esperienza di un cambiamento essenziale di un rinnovamento di forma.
Quando la vita è percepita come una linea retta, la fase di chiusura corrisponde alla fine e ciò alimenta la paura dell’ignoto.
Ma quando si comprende che la vita è ciclica la fase di chiusura diviene una fase di transizione prima della nascita.

Nella cosmologia ciclica la fase oscura della luna corrisponde a un periodo in cui il costante impulso vitale, sotto la coperta dell’oscurità, va nel sottosuolo per purificarsi, rivitalizzarsi e rigenerarsi nella forma e nel contenuto.
Nel ciclo stagionale vegetale la fase oscura della luna corrisponde al seme che contiene l’essenza della pianta, è sepolto nel ricco terreno oscuro dell’inverno e aspetta la primavera per germogliare.
Nella vita umana entriamo nella fase oscura con la morte e aspettiamo di rinascere nell’utero caldo e scuro che ci fornisce nutrimento durante la gestazione.
L’orso in letargo, l’incubazione del pulcino nell’uovo, il bruco avvolto nel bozzolo sono tutte manifestazioni della fase oscura del ciclo della vita del regno animale. […]
Nelle culture occidentali che deridono l’idea della reincarnazione, la morte porta alla paura della tortura eterna all’inferno e di una condizione di irreversibilità e di non essere, ed è in parte per questo che la nostra società si sente così in difficoltà e a disagio nei confronti degli anziani e dei moribondi. Le persone anziane rispecchiano la certezza della morte di ognuno.
La negazione collettiva della morte ha come risultato che le persone anziane sono state emarginate dalla società, considerate inadatte a ogni impiego ed escluse dalla forza lavoro.
(Leggi anche: “I custodi del tempo”)
Alcune riescono a godersi la pensione, molte sono frustrate dall’assenza di sbocchi per esprimere la sapienza accomunata, la capacità e creatività che non diminuiscono con l’età.
Per queste persone impotenti di fronte alla vittimizzazione delle persone anziane, la vecchiaia diventa una nube scura che le avvolge […]. I vecchi sono messi tutti insieme in condomini o villaggi o chiusi in case di cura, per evitare che continuino interagire con il resto del mondo.
La maggior parte della gente di oggi evita ogni contatto con la morte. I moribondi sono isolati in reparti ospedalieri, spesso evitati dalle loro stesse famiglie e alla fine gestiti dai becchini, il cui lavoro è mascherare il volto della morte.
Lungo la storia, la conoscenza della morte è stata cancellata dalle moderne religioni occidentali e delle filosofie ed è diventata la cosa che spaventa più di ogni altra. […]

LA DEA OSCURA
Nelle società antiche veneravano la luna come una dea.
La terza fase, quella di luna oscura, era personificata dalla Dea oscura, saggia e compassionevole, che governava i misteri della morte, della trasformazione e della rinascita.
Nel corso dei millenni, le civiltà che seguirono eliminarono gradualmente gli adoratori della luna e venne persa la conoscenza della ciclicità della realtà, rispecchiata dalle fasi lunari.
Oggi molte persone sono inconsapevoli delle intrinseche qualità della fase oscura del processo ciclico, del suo potenziale di guarigione e rinnovamento, e associano l’oscurità con la morte, la cattiveria, la distruzione, l’isolamento e la perdita.
In una società governata da una coscienza solare luminosa ci hanno insegnato ad avere paura, a rifiutare, svalutare e impoverire tutto ciò che è connesso con il concetto di buio, come le persone di colore, le donne, la sessualità, le mestruazioni, l’occulto, il paganesimo, la notte, l’inconscio, l’irrazionalità e la morte stessa. […]”
LA MITOLOGIA DISTORTA
“Nel corso della storia il ruolo principale dell’innovatrice Dea oscura venne dimenticato ed essa venne temuta come distruttrice nei miti di tutto il mondo: è stata ritratta come la tentatrice e la madre terribile e la crona portatrice di morte.
I suoi biografi l’hanno successivamente descritta come oscura, malvagia, velenosa, demoniaca, terrificante, malevola, rabbiosa e oltraggiosa. Quando la cultura patriarcale è diventata predominante, è diventata simbolo di una sessualità femminile divoratrice che porta agli uomini a trasgredire i loro precetti morali religiosi, consuma la loro energia vitale e li avvolge nelle braccia della morte.
Dell’immaginario mitologico della cultura maschile la sua innata natura originaria è stata distorta e ha assunto proporzioni terrificanti […]
Ricercatori ricercatrici di storia antica che lavorano negli ambiti della teologia, archeologia, arte antica e mitologia hanno scoperto che, a partire dal 3.000 AEC (a.C.), ci fu una transizione dei più importanti organismi politici e religiosi che governavano l’umanità. Le società matriarcali che adoravano le Dee della terra e della luna come Inanna, Ishtar, Iside, Demetra ed Artemide si arresero alle società patriarcali che adoravano degli eroi solari come Gilgamesh, Amon Ra, Zeus, Yahweh e Apollo.
Prima di questo periodo la Dea Luna, adorata dagli antichi, con la sua rinascita ciclica insegnava a comprendere la connessione tra morte e rinascita.
Gli insegnamenti della Dea spiegavano che la morte precede la rinascita e che il sesso non ha solo lo scopo della procreazione ma porta estasi, guarigione, rigenerazione e illuminazione spirituale.
Rivolgendo la devozione verso gli dei solari, i simboli della dea cominciarono a scomparire e i suoi insegnamenti vennero dimenticati, repressi e distorti. […]
Durante il culto della trina della luna, osservando la luce della luna rinnovarsi, gli antichi svilupparono un intrinseco credo nella rinascita.
Come la luna spariva per poi riapparire, così il seme germogliava, dava i suoi frutti, appassiva, spariva, riappariva con un nuovo germoglio. Non c’era ragione per pensare che gli esseri umani fossero diversi dai cicli vegetali con cui vivevano in intima armonia.
La morte era solo un momento ricorrente nella continuità spiraliforme del tempo […].
La Dea oscura offriva conforto, sollievo e saggi insegnamenti a coloro che si avvicinavano alla fine della loro vita.
Quando le persone erano vicine alla morte, la Dea oscura con grande compassione era lì per loro, capiva le motivazioni di tutti gli errori, i fallimenti e perdonava le trasgressioni.
I suoi devoti erano rispettati e le sacerdotesse funebri li istruivano su ciò che avrebbero affrontato durante il loro viaggio attraverso l’oscurità e poi nuovamente verso la luce.
Le sacerdotesse della Dea oscura si prendevano cura dei malati terminali, stavano loro accanto nel momento in cui esalavano l’ultimo respiro, preparavano i loro corpi, celebravano i riti funebri e offrivano conforto alle famiglie in lutto. […]”

GLI ANNI INTORNO AL 3.000 a. C.
“Testimonianze archeologiche indicano che da questo momento in poi si inaugurò un modello di distruzione con invasioni e catastrofi naturali che distrussero le culture neolitiche dell’Europa e del vicino Oriente.
Le tribù patriarcali nomadi presero il potere e costruirono la loro civiltà sulle rovine di coloro che vivevano in sintonia con il ritmo di Madre Terra e della Luna. Imposero le loro ideologie e il loro modo di vivere nelle terre conquistate.
Le società degli invasori erano basate su un modello di dominazione: una delle loro caratteristiche era acquisire ricchezza materiale non sviluppando tecnologie di produzione, ma attraverso efficaci tecnologie di distruzione.
I valori della religione della Dea e il contributo artistico e sociale delle donne sacerdotesse e devote cominciarono a scomparire e ci fu una regressione in ambito culturale e nel livello della civiltà. […]
Gli studi contemporanei stanno scoprendo le prove della soppressione del culto della Dea, del modo in cui i suoi templi e manufatti sono stati distrutti, i suoi adoratori perseguitati e uccisi e la sua realtà negata.
Il matriarcato e il culto della Dea vennero allontanati nell’oscurità della preistoria e il loro regno ricordato come una favola per bambini […].”
(Leggi anche: “Cos’è davvero il matriarcato”)
NASCE IL DUALISMO
“La visione dualistica contrapposta a quella ciclica portò una separazione fra il se e gli altri, tra noi e loro, e questa percezione iniziò a condurre inevitabilmente a una guerra tra gli opposti che genera oppressori e vittime.
Il nostro desiderio di autoconservazione genera la paura di essere sopraffatti da qualcosa che percepiamo come separato ed estraneo.
Nella psiche umana si verificò una polarizzazione.
L’attaccamento al sé, se portato all’estremo, conduce a sentimenti di isolamento e di sconnessione e questo modo di pensare ci conduce a vivere in un mondo in cui gli individui si sentono alienati in un universo solitario che è casuale, caotico e senza intelligenza.
La sofferenza che ne deriva causa un’urgenza sottostante e meno cosciente di riconciliazione. Da ciò deriva l’attrazione dinamica tra coppie di opposti.
Oltre alla paura degli altri, anche la paura della morte fu prodotta dal prevalere della percezione attraverso l’emisfero sinistro, che nega la ciclicità del tempo ora visto come lineare.
Se il tempo è lineare, la fine non è connessa con l’inizio e la morte è la conclusione finale della vita. La vita e la morte non sono più due fasi che si alternano in un’esistenza ciclica ma sono opposte.
In una cosmologia in cui la morte lineare è finale, né ciclica né rinnovante, essa rappresenta la paura più grande.
Il dogma prevalente ora insegna che c’è solo una vita da vivere, che deve essere vissuta in accordo con le nuove leggi morali rivelate dagli dèi solari. Disobbedire equivale a percorrere la via del peccato e della punizione, e avere relazioni sessuali con scopo diverso dalla procreazione nell’ambito di un matrimonio legittimo entra in contrasto con la vita spirituale.
La negazione dell’ebrezza e del potere di guarigione della sessualità porta a considerarla come la massima tentazione per l’uomo pio, sempre diffidente della natura seduttiva e licenziosa della donna che lo porta essere debole e a peccare. […]
Oggi la dea oscura, terza fase dell’antica Dea Trina, rappresenta gli aspetti rifiutati della trinità femminile. I suoi insegnamenti riguardano la divinazione, la magia, la guarigione, la sessualità sacra, la dimensione non fisica dell’essere e i misteri di nascita, morte e rigenerazione. Questi insegnamenti, oggi sono definiti pseudoscienze e sono stati rifiutati come aree di legittima investigazione dalle moderne istituzioni religiose e scolastiche.
Ho tratto queste pagine dal libro “I MISTERI DELLA LUNA OSCURA” di DEMETRA GEORGE, che consiglio di leggere a tutti e che, se introdotto nelle scuole, cambierebbe il mondo.
Vi consiglio anche di seguire il blog perché in un prossimo articolo continuerò a condividere questo capitolo parlandovi della DEA OSCURA, la terza fase lunare, che spiega bene come l’approccio lunare e ciclico alla Vita e alla Morte fosse una vera e proprie MODALITA’ COGNITIVA e come tutto ciò sia andato distrutto, cancellato e deformato.
Queste condivisioni non hanno nessuna intenzione di creare rabbia o dispiacere, ma:
- l’intento assoluto di COMPRENDERE il perché e le radici di tutti i malesseri della nostra epoca e
- di riabilitare le nostre capacità di accesso ai misteri lunari.
Nel libro, segue poi un capitolo sul senso profondo di ciò che è successo (in chiave naturale e trina: anche la Dea oscura è entrata nella “terza fase” oscura) e sulla riabilitazione e guarigione dei doni della Dea e la sua integrazione nelle nostre vite, per costituire una società equilibrata che torni in armonia con i cicli del tutto e di tutti.
Il Bosco Femmina, Sonia Serravalli
Chi sono
La donna che scrive nel bosco
(Libri qui)


