fratellanza

TROVARE LA PROPRIA VOCE

DARE VOCE AI SENZA VOCE

Nella mia vita ho incontrato tante persone senza voce.

Ho conosciuto uomini privati di libertà che non avevano lacrime per raccontare il dolore della separazione dalla propria famiglia.

Ho incontrato minori rifugiati, provenienti dall’altra parte del mare, che avevano paura di raccontarmi che forse non avrebbero mai più rivisto i loro genitori.

Sono diventato amico di senza tetto che usavano l’alcool per amplificare il proprio grido di rabbia.

Ho avuto, come studenti, adolescenti maltrattati a scuola e in famiglia. Portano sulle spalle e nel volto i risultati della violenza educativa che hanno vissuto fin da bambini, sono disposti a non avere sogni perchè credono che non hanno il diritto di averli.

Ma ho conosciuto anche persone importanti che alla fine dei conti vivevano una vita da “senza voce”.

Ho incontrato rappresentanti di governi, funzionari delle Nazioni Unite, medici, insegnanti ed impresari che avevano paura di mettersi in gioco, di uscire dalla propria zona di comfort, di rischiare il proprio potere e le proprie sicurezze, che avevano paura di mettere il cuore al centro.

Uomini senza voce
Image by Tasy Hong

Ma soprattutto, ho conosciuto persone “normali”, persone con un lavoro, una casa e una famiglia (e continuo a conoscerne ogni giorno), persone che non sanno dove stanno andando. Sono persone meravigliose, che scelgono di dire a sè stesse che i loro sogni sono troppo grandi per essere realizzati.

Sono persone che decidono di vivere nella mediocrità, perchè hanno troppa paura del giudizio degli altri, hanno troppa paura di sbagliare, hanno troppa paura di morire di fame e di solitudine. Per questo, scelgono di passare un’intera vita facendo un lavoro odioso, oppure vivendo con una persona che non amano, oppure scegliendo una casa dove non avrebbero mai voluto vivere.

Io stesso tante volte, nel corso della mia vita, mi sono ritrovato all’interno di questa categoria, mi sono ritrovato senza voce. Ed ho dovuto lavorare tanto (e continuo a farlo) per scegliere di vivere una vita che valga la pena di essere vissuta.

Tutti questi uomini e donne hanno una luce intensa nascosta nei loro occhi, una luce che potrebbe manifestarsi in tutto il suo splendore.

A loro dedico il mio lavoro.

A loro dedico il progetto Uomini Consapevoli, per la costruzione della fraternità e di una nuova consapevolezza maschile che possa dialogare e vivere in profonda unione con il femminile:

—> https://teatrodellatenerezza.org/intro/uominiconsapevoli/

A loro dedico il Teatro della Tenerezza, per la creazione di una nuova educazione basata sulla creatività, la libertà e l’affermazione del potere personale con cui ogni persona possa raggiungere i propri obiettivi.

—> https://teatrodellatenerezza.org/in…/teatrodellatenerezza-2/

A loro dedico l’Art Village (della cui esperienza è sostenitrice anche la blogger de Il Bosco Femmina Sonia Serravalli), per la creazione di comunità dove gli essere umani possano vivere in armonia tra loro e con la Madre Terra, comunità dove ognuno possa trasformare la propria passione in lavoro e vivere una vita Felice.

—> https://teatrodellatenerezza.org/intro/artvillage/

La ricerca della Felicità è un percorso lungo una vita. Ti invito a fare un pezzo di strada insieme.

– Antonio Graziano

Biologo, Insegnante, Educatore Teatrale, Ricercatore Spirituale
 
 
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