Il femminile nell'uomo

IL FEMMINILE NELL’UOMO

LA MILLENARIA ATTESA

Per un uomo, essere femminile non significa essere omosessuale.

Prima la nostra società comprenderà questo semplice assunto, prima il mondo verrà ribilanciato. E dal punto di vista sentimentale/emotivo, e da quello educativo e culturale, e dal punto di vista ambientale, e dal punto di vista economico e sopra tutti ovviamente dal punto di vista spirituale.

Non c’è molto altro da dire su questo discorso. Ci pensano i diversi blog di discipline olistiche e psicologia a spiegare ampiamente e approfonditamente quanto il bilanciamento del maschile e del femminile dentro di noi sia la chiave di tutto, della nostra felicità in primis e di conseguenza di quella altrui e della collettività. Lo dicono tanti esperti ed esperte, molto chiaramente e con dati alla mano dai più disparati settori, da quello della fisica a quello dell’epigenetica a quello esoterico/alchemico.

Quello che mi sento di aggiungere è che l’errore concettuale e percettivo di base nel maschio cosiddetto “alfa”, sopravvissuto fino ad oggi, è l’equazione

tenerezza = debolezza e omosessualità,

dolcezza = debolezza e omosessualità,

emotività = debolezza e omosessualità,

femminile nell’uomo (Anima nell’Animus) = debolezza e omosessualità.

il femminile nell'uomo

Questo errore concettuale e percettivo sta alla base:

@ del femminicidio

@ del dualismo filosofico e percettivo e dei disastri che esso ha prodotto;

@ della scissione interna ad ogni uomo che non riesca a liberarsi da questo input sballato, da questo programma mentale deformante;

@ di tutti gli errori commessi dal sistema-patriarcato;

@ della disumanità con cui il sistema sanitario di oggi tratta il paziente;

@ della trasformazione dei servizi sociali in pericolosi nemici per il proprio ambito personale e familiare

@ della crisi della coppia e della famiglia dal momento in cui la donna ha cercato di scrollarsi di dosso il passato e pareggiare e bilanciare le cose;

@ dello stesso fenomeno della solitudine nella nostra società (laddove sia donne che uomini si siano dissociati dal loro “interno femminino”);

@ dell’incomunicabilità tra uomo e donna (laddove un uomo non abbia sviluppato il suo lato sensibile/emotivo/intuitivo/femminile, non potrà mai comunicare realmente con una donna e viceversa);

@ dell’allontanamento, inquinamento e depredamento di Madre Terra, di cui si parla già ampiamente in questo blog/bosco.

L’ostentazione del maschio, termine azzeccatissimo che rubo a un amico, ha stancato. È retrograda, noiosa, vuota. Un’isola, tramontata, a senso unico, che non permette lo scambio. Non funziona più, se non su donne che non sono ancora fiorite alla pienezza del tutto.

integrazione maschile femminile
Nell’immagine: Accetta / Empatizza / Sii con / Abbraccia / Dai fiducia / Permetti / Respira / Dai valore / Dai il benvenuto a / Senti / Fermati / Invita / Segui / Comprendi / Ricevi / Rifletti / Apprezza / Saluta / Stringi / Apri / Rallenta / Attendi / Sciogli

 

Come questa immagine illustra bene, azioni e verbi coniugati al femminile possono essere, tra gli altri:

Accetta / Empatizza / Sii con / Abbraccia / Dai fiducia / Permetti / Respira / Dai valore / Dai il benvenuto a / Senti / Fermati / Invita / Segui / Comprendi / Ricevi / Rifletti / Apprezza / Saluta / Stringi / Apri / Rallenta / Attendi / Sciogli

Le tendenze, gli atteggiamenti, i programmi di mente e di cuore che il maschio dovrà adottare e sviluppare. Pescando nel suo profondo, perché ce li ha già dentro.

Se un uomo non integra questi aspetti (come noi abbiamo integrato quelli maschili in noi) non potrà mai avere né dare una relazione completa – realizzare tutte le sue potenzialità di essere umano, in equilibrio.

Il sito della psicologa Sibilla Ulivi ci dice:

“Un uomo con forti tratti femminili può essere virile al pari di uno pienamente identificato alla mascolinità, se non addirittura risultare un maschio più completo rispetto al “tutto maschio”. Stessa cosa per la donna: quella dal carattere più forte può esaltare la sensibilità femminile fino alle vette più alte. Il che significa perciò una cosa sola: il possesso di particolarità appartenenti al principio opposto non diminuisce quelle considerate congruenti con il sesso biologico ma può, quando non prende il sopravvento, addirittura esaltarle e arricchirle attraverso la convivenza dei contrari. Viceversa, l’adesione senza scarti a ruoli predefiniti implica impoverimento e ripetizione di stereotipi.”

E ancora:

“In amore vale lo stesso discorso, una donna con tratti maschili potrà alternare slanci di conquista ad attese pazienti, pur non risultando mai né la caricatura del maschio conquistatore né della femmina remissiva. Sarà forse più difficile da capire rispetto allo stereotipo, o forse solo a prima vista. Disvelatasi, avrà più sostanza di tante promesse luccicanti i cui bagliori si affievoliscono in un lampo.

Allo stesso tempo gli uomini possono beneficiare dei loro aspetti più squisitamente femminili, se imparano a considerali non come limiti ma come marce in più rispetto ai loro colleghi “che non devono chiedere mai”. Qui è il femminile che può venire in aiuto: sensibilità e attenzione all’altro sono doti che limitano gli effetti distruttivi di individualismo e razionalità spietate.”

“Analogamente nell’amore, la presenza del femminile nell’uomo lo apre alla mancanza, alla poesia, all’attesa. Allora non si tratta più solo di caccia, di pura conquista della preda, ma di ammirazione e contemplazione dell’oggetto che non ha più solo una valenza sessuale ed erotica. La stessa vista, predominante nel maschile, cede il passo alla sensazione, a ciò che Lacan denominava “altro godimento” per definire l’infinito “mistico” del godimento femminile in antitesi a quello meramente fallico, localizzato nell’organo.”

Diogene
“Diogene il Cinico”

Ci sono già tanti uomini che si sono messi in cammino.

Uomini che si mettono in discussione, che iniziano un percorso di consapevolezza. Che chiedono aiuto, che cercano gruppi, che si sondano, che frequentano stages di accompagnamento al parto fin dal concepimento con le loro compagne, per vivere appieno anche gli aspetti materni dell’esperienza, come valore aggiunto e non certo come privazione della loro virilità ed eterosessualità.

Eppure, ancora oggi a qualunque corso in cui si lavori su se stessi, dallo yoga a workshop olistici, all’arte stessa, quando è coinvolgente, come la presentazione di un libro o un documentario particolare, la maggioranza femminile è schiacciante.

L’unica speranza per vedere sorgere una vera civilizzazione degna di tale nome e l’unica salvezza per l’essere umano, nel suo senso più alto e “divino”, e per il pianeta stesso, per Madre Terra e Padre Sole, è riposta negli uomini.

Mentre le donne lavorano su di sé, tornano all’antica solidarietà matriarcale, comprendono l’amore incondizionato e l’amore vero per se stesse, ricordano la loro vera natura, si riconnettono al potere dell’intuito e al potere del loro utero, al valore del loro ciclo, si aspetta l’uomo,

che si pacifichi, che si completi, che ricomponga i suoi pezzi scollegati.

Così, un Diogene dei giorni nostri – magari non più cinico – anziché dire: “Cerco l’uomo” al lume di una lanterna, potrebbe dire “aspetto l’uomo”, alla luce della luna.

Per un uomo, essere femminile non significa essere omosessuale.
Finché non si sfaterà questo errore percettivo di base, la società non troverà pace.

Per fortuna, tanti si stanno risvegliando. Il risultato è bellissimo, ma soprattutto ricchissimo, e la società del futuro potrebbe essere loro figlia e da loro co-plasmata.


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4 Comments

  1. Posso dire da donna che sta con questo tipo di uomo che un uomo con un femminile sano e sviluppato ha un appeal immenso al netto di tutti gli stereotipi e dei luoghi comuni. Un uomo che ha incorporato il suo femminile è quanto di più maschile (e desiderabile) esista. Auguro a tutte di godersi una relazione di questo tipo. 🙂

  2. E una volta che incontri un uomo simile entri in un altro mondo. Comprendi che tutto ciò che hai vissuto prima è passato, é andato e non tornerà mai.
    “se questo è un uomo, allora io non ne avevo mai conosciuto uno” questo fu il mio commento.

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