Archetipo del guerriero

L’ARCHETIPO DEL GUERRIERO

E’ ORA DI AFFRONTARLO TUTTI

Terminando di scrivere il libro sul Maschile sacro, guarda un po’ le sincronicità, proprio studiando l’archetipo del Guerriero, me lo vedo arrivare contro in mille forme. Amplificato, nelle sue declinazioni di protezione o di distruzione, nel mio Paese e ormai fin fuori casa.

Quale benedizione dal cielo avere avuto le chiavi di comprensione appena prima che arrivasse nel nostro immaginario più potente che mai e, se non lo conosciamo per tempo, nella nostra realtà!

Da giorni mi chiedo quale sia la cosa più utile che possa fare per il mondo e per i miei simili in questo momento (oltre al ritiro spirituale e a tutte le meditazioni statiche o in movimento o collettive, che vi consiglio vivamente) momento in cui ci sentiamo tutti soli ma siamo tutti insieme, come mai prima.

Ebbene, leggi con calma quanto segue.

Poi, confrontalo con il modo con cui stai vivendo la nostra realtà sociale oggi (le precauzioni contro il virus, la gratitudine alle istituzioni oppure il tuo terrore delle stesse, la confusione che ti stanno provocando, le tue reazioni di fronte alle informazioni contrastanti di tutti i Maschili che ti si stanno presentando – dal complottista al filosofo al poeta al giornalista al politico al soldato straniero al vigile al medico all’alchimista al commerciante, ecc. ecc. ecc.).

La via d’uscita è L’INTEGRAZIONE, l’integrazione di tutte le nostre paure.

L’andarci dentro, lo stare in loro presenza e sentire (finalmente!) cos’hanno da dirci. L’integrazione del “grande nemico”, immaginario o reale che sia: per il nostro inconscio è la stessa identica cosa.

In questo articolo, mi riferisco in particolare alle paure date dalle svariate teorie complottiste, paura di perdere la propria libertà, paura di un nemico esterno ma sempre vago e invisibile. Se questo tema ti riguarda in qualche modo, ti invito a continuare a leggere.

Dobbiamo approfondire per questo l’archetipo del Guerriero e tutte le forme che assume, che abbiamo vissuto nella nostra società nei suoi lati d’ombra, abbracciarlo e possederlo, integrarlo, entrarci con tutto il nostro essere come fosse una marionetta e andare finalmente ad incarnare i suoi lati di luce.

l'archetipo del guerriero
Foto di Stefan Keller

Essendo fatti tutti di energia maschile ed energia femminile ed essendo tutti senza esclusione molto sensibili a questo archetipo per svariati motivi, questo lavoro riguarda sia gli uomini, sia le donne (che lo ammirano, o che lo temono – in svariati modi).

Leggi e poi scrivimi la tua opinione sotto l’articolo.

Come viviamo, ciascuno/a dentro di sé, questo tipo di Maschile:

– Paura della dittatura? VERSUS Speranza nei medici?

Fiducia nei giornalisti? VERSUS Sfiducia nei mass media? –

e come possiamo fare la differenza rispetto alla solita trama già vista infinite volte nella nostra storia passata.

La “Guerra santa” ora va verso l’interno e io guido me stessa mentre posso guidare te. Insieme si è più forti.

Questa volta, siamo pronti per cambiare il finale del film 🙂

Buona lettura.

cultura e archetipi

IL GUERRIERO

(Video sotto)

  • Analisi secondo il testo “King, Warrior, Magician, Lover” di Robert Moore, e Douglas Gillette

Il Guerriero è l’archetipo che, sopra gli altri, ha dominato la nostra società e la nostra cultura. Purtroppo, nel suo caso, quasi sempre nelle sue forme d’ombra e non di luce. È stato un archetipo preminente e uno dei più controversi.

Vediamo prima quali sono i suoi lati positivi.

C’è un modo maturo e sano di abbracciare il Guerriero.

L’energia di questo archetipo ci dà la forza di difendere noi stessi e gli altri. Offre protezione e incoraggiamento, due caratteristiche bellissime del Maschile. Il Guerriero pensa a proteggere i propri cari e gli altri e a premurarsi per loro, a difenderli.

Il Guerriero, nel suo lato di luce, possiede una visione totalmente olistica delle cose. Non ha paura di essere se stesso.

È realista e conosce e abbraccia i propri limiti senza problemi. Eleva se stesso e gli altri, motiva.

Dà l’energia giusta per affrontare la vita con ottimismo, qualunque cosa capiti. È come una dinamo che si energizza da sola. Fa uscire l’uomo dalla trincea per affrontare situazioni e problemi, sia dentro di sé che all’esterno.

È sempre all’erta, sempre sveglio e attento. Il Guerriero è uno stratega.

Ha una forza istintuale molto forte. È la spinta che sprona il ragazzo, attraverso la pubertà, a rendersi indipendente, a sciogliere il suo legame dai genitori. Aiuta il giovane a muoversi verso l’uomo maturo e ad affrontare il mondo esterno. Gli dà forza e potere verso le sfide della vita.

Contiene in sé un limite, una forma di morte: la morte del ragazzino per rinascere adulto. La morte dell’Eroe – versione egoica del Guerriero – per abbracciare l’umiltà. L’umiltà del comprendere che certe cose non le può cambiare e dunque la familiarità con i propri limiti.

Contiene dunque in sé una sorta di “nemico interiore”: la morte del pensiero del ragazzino, che dovrebbe dunque incontrare il “nemico” dentro se stesso, ossia i limiti e la propria parte oscura.

Il Guerriero può paralizzare l’uomo dal diventare un Maschile maturo, se questo rimane fermo nella fase dell’Eroe, ergendosi sopra gli altri.

Crescendo invece verso la forma luminosa del Guerriero, l’uomo apprende, accanto all’umiltà, anche la necessità di non fare tutto da solo e di chiedere aiuto agli altri. L’uomo realizza così la forza del gruppo e ciò richiede un’apertura.

l'archetipo del guerriero
Foto di Stefan Keller

L’OMBRA DEL GUERRIERO

Tutti gli archetipi, così come tutto ciò che esiste, possiedono tratti di luce e tratti di ombra.

L’aspetto preminente del Guerriero nella nostra società e negli uomini è stato purtroppo quello della sua ombra.

Nel caso di questo archetipo la cosa è stata particolarmente marcata, mentre per altri archetipi maschili, abbiamo visto anche il dispiegarsi delle loro parti luminose.

Il Guerriero nella nostra società non gode di buona fama, in quanto è stato visto fare del male, distruggere o danneggiare popoli, bambini, donne e la natura stessa. Questo si è registrato, e questo dunque si continua a temere.

Gli atteggiamenti che nascono dall’ombra del Guerriero sono quelli che hanno creato gli aspetti peggiori del patriarcato.

Essa maschera un’insicurezza e questioni emotive irrisolte.

Il maschile diventa dunque così perché ha sofferto. È stato abusato e non è riuscito a guarirsi. Ciò crea da sempre energie distruttive, lo puoi trovare in qualsiasi mitologia.

Quest’ombra è una figura molto presente nella cultura pop (in particolare nel cinema, nei fumetti e nella musica). Nasconde un enorme dolore sottostante.

Questo maschile non ha avuto e non possiede guide che lo scortino verso una giusta e definitiva guarigione. Il suo dolore è dato dalla perdita di qualcosa che amava.

Così, in assenza di una catarsi, di una soluzione, inizia ad attaccare gli altri e a riversare il proprio dolore verso l’esterno, con questa forza centrifuga – distruggendo e delegando ad altri la propria volontà (un regime, un’idea, una collettività a scelta: una setta, una squadra di calcio, un circolo, una scuola di pensiero, un partito, eccetera).

Questi fenomeni possono leggersi sia a livello sociale, sia a livello individuale, laddove un uomo appunto incarna maggiormente questo o quell’archetipo – e notiamo che purtroppo la cosa avviene quasi sempre inconsapevolmente.

L’uomo non deve approcciare questo archetipo con ostilità: essa è una parte presente in ognuno di noi e se essa viene negata può soltanto diventare esplosiva, dunque ancora più pericolosa.

Questo vale per tutti gli archetipi, ma il discorso è decisamente più “caldo” nei confronti di questa figura in particolare. Un Guerriero compresso può creare energia distruttiva e rivolte.

Non è una figura sbagliata in sé: come sempre, dipende da come questa energia viene indirizzata e utilizzata, dipende da come la si approccia.  

l'archetipo del guerriero
Foto di Phillip Black

L’Eroe è l’archetipo del Guerriero immaturo, non giunto a compimento, dunque una sua ombra.

Presenta un senso di sé ipertrofico, eccessivo e tende a dominare gli altri. A creare gerarchia. Vede il dominio sugli altri (in società o nella relazione) come suo diritto di nascita.

È quell’energia che abbiamo visto in atto nel mondo degli ultimi millenni. Se sfidato, attacca e reagisce con rabbia. Presenta un ego gonfiato, arroganza, senso di superiorità, si permette di giudicare gli altri.

Tutte queste sono forme di difesa nei confronti di un suo profondo senso di inadeguatezza e di insicurezza.

Mentre il Guerriero conosce bene i propri limiti, questa sua ombra non lo fa e l’uomo che la manifesta rimane intrappolato in una visione romantica di questa energia: appunto, l’Eroe. Che si fa grande verso l’esterno ma non ha fatto il passo di affrontare i propri limiti. Deve sentirsi furbo e “avanti” rispetto agli altri.

Personalmente, ritengo che molti di questi “eroi” siano gli uomini alla base del pensiero complottista. L’Eroe archetipico manca di empatia e dell’amore necessario per passare dalla separazione all’inclusione. Gli manca il farsi ponte, così urgente e necessario oggi da parte del Maschile.

Un’altra ombra del Guerriero è il Codardo.

Mentre il Guerriero è sempre energetico, sveglio e attento, qui vediamo un uomo svogliato, semi-addormentato, molle, privo di spinta per lanciarsi nella vita, perché non sta abbracciando il Guerriero dentro di sé e dunque di questo archetipo coglie solo l’ombra.

 

Come abbracciare dunque i lati luminosi del Guerriero?

Non ti racconterò bugie. Non ti offrirò scappatoie o scorciatoie. Devo dirti la verità, perché non c’è più tempo.

Lo si può fare soltanto curando le ferite emotive del nostro passato.

Poi, individuando le nostre dipendenze (emotive, fisiche, comportamentali…) e sciogliendole, perché esse portano l’uomo lontano dal sentire, dallo stare in ascolto delle proprie ferite e dalle paure che le coprono e dal lavoro interiore da svolgere se vuole essere libero.

L’alternativa è vivere in ritirata e in stagnazione, in prigionia, in balia dell’esterno, non importa cosa si finga con gli altri.

Serve una sana aggressività per scoprire i nostri auto-sabotaggi, mentali ed emotivi, e questa ce la può dare il nostro Guerriero interiore.

La sua spada, così come quella dell’archetipo induista e tantrico Durga, l’energia guerriera al femminile, serve non per infierire sull’altro, ma per tagliare via le forme energetiche che ci attaccano (paure, demoni interiori, dubbi, fantasmi, eccetera).

Forza guerriera femminile
Foto di Enrique Meseguer

Solo allora potremo arrivare a dirci che ne abbiamo abbastanza di vivere così e che vogliamo andare a risolvere questioni che languono da tantissimo tempo dentro di noi, che continuiamo a vedere fuori ma che richiedono la nostra urgente manutenzione dentro.

Per abbracciare il Guerriero, dobbiamo affrontare una dopo l’altra le situazioni per le quali sentiamo resistenze, nel lavoro, nella sessualità, nelle relazioni, nel rapporto con la nostra società, con “l’altro” e nel rapporto con noi stessi.

Dobbiamo inoltre sapere che abbiamo un aiuto esterno da cui possiamo trarre supporto e avere il coraggio di richiederlo, sapere che è nostro diritto cercarlo.

Nella nostra epoca, più che combattere fisicamente, il Guerriero deve combattere interiormente, a livello culturale e psichico, per superare la dualità che viviamo in tutto. Ciò non significa predicare agli altri, ma mettere in pratica in prima persona.

Come dicevo, infatti, il Guerriero ha un approccio olistico al mondo.

 Supera l’eterna dicotomia tra il bene e il male: la verità del Guerriero è l’inclusione.

 E la comprensione, sentita con tutto il cuore, della necessità di creare una nuova narrativa. Di andare oltre le immagini di draghi, mostri, nemici visibili e invisibili, dittatori e guerre.

La guerra più grande che ci aspetta oggi, da attuare attraverso l’energia di questo archetipo, è la guerra contro l’intontimento mentale, l’integrazione di intelletto e cuore e la trasformazione dell’uomo in un ponte tra il bene e il male.

Questa è la vera forza del Guerriero e dell’energia che porta nel suo lato di luce. I conflitti saranno sempre più lievi. Finché essi verranno assorbiti del tutto.

Questo lavoro richiede centratura, focus, il restare sveglio e vigile e un lucido pensiero critico.

Solo il pensiero critico, unito ad un lucido sentimento profondo, contiene il potenziale in grado di andare oltre gli schemi mentali riprodotti finora.

La persona che abbraccia il Guerriero (olistico) arriva a sentire che l’essere è altrettanto importante del fare.

Che la vera guerra è interna ed è quella della propria mente. E che è ora di partire per questa avventura.

(Dal libro “Il Maschile sacro” di Sonia Serravalli)

Il mio video sull’energia dell’ARCHETIPO MASCHILE DEL GUERRIERO:

 


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