interdipendenza umana

IL PORTALE DELL’AMORE

BASTA COL NEGARE LA NOSTRA NATURA

L’essere umano è una specie “sociale”, un “animale sociale”.

Chi professa che la nostra evoluzione, sia personale che animica, possa passare soltanto attraverso la nostra interiorità, professa una grandissima stupidata, oltre che il falso.

“No man is an island, entire of itself, every man is a piece of the continent, a part of the main”.

(Nessun uomo è un’isola, completamente a sé stante. Ognuno è una parte del continente, una parte del tutto)

John Donne (1624)

È molto importante che torniamo a fare pace con la nostra natura biologica, per poter evolvere su altri livelli. Perché in quella abbiamo scelto di incarnarci.

Questa recente tendenza (davvero recente e inedita, se si escludono i movimenti monastici e gli eremiti – scelte comunque mai ostentate, né di massa) a dimostrare a se stessi e agli altri (guarda caso) di poter “fare da soli” o “fare da sole”, sta mettendo in pericolo le relazioni umane e la loro autenticità, la loro importanza, la loro stessa sacralità. La loro funzione chiave nell’espansione dell’anima.

animali sociali
Image by Alexandr Ivanov

Perché, incarnati come siamo in una biologia che si è ramificata dal primate (sia pure accettando certe ipotesi di incroci con “razze aliene”), la nostra evoluzione, su tutti i livelli, non può prescindere dall’interrelazione con l’altro, dall’utilizzo dei sensi, dal contatto e, per riassumere, dall’attraversare il portale dell’amore umano.

Beh, e non soltanto umano, se notiamo come sia importante per tantissimi animali con cui abbiamo a che fare dormire a contatto e ricercare coccole e scambi di effusioni.

IL PORTALE DELL’AMORE

Bisogna fare molta attenzione a tutte le teorie che demonizzano dipendenze e co-dipendenze, perché tendono a demonizzare anche

@ il donarsi consapevole e

@ la necessità dell’anima di fare esperienza attraverso l’altro.

Certamente dobbiamo lavorare sulle nostre dipendenze emotive, sanare il rapporto con i nostri genitori e i piccoli e grandi traumi registrati nell’infanzia (i traumi per il bambino interiore sono sempre grandi), trovare il giusto assetto tra noi e l’altro, non annullarci nell’altro ma neanche schermarci e chiuderci, eccetera, eccetera.

Ma affermare che non siamo tutti interdipendenti è un’altra grande fesseria e, anche questo, è falso.

Noi siamo tutti interdipendenti e connessi, sia dal punto di vista biologico, che dal punto di vista “sottile”.

Il contatto fisico, se assente in un mammifero come noi, manca più del sesso stesso e manca più del cibo.

(Leggi anche l’articolo: “Cosa fare del corpo?”)

bisogno di contatto
Image by Sarah Richter

Solo qualche dimostrazione.

  • Se cibarsi fosse la priorità, quando viviamo una delusione sentimentale e ci sentiamo il cuore spezzato il cibo non passerebbe in secondo piano. Ma, in realtà, quando si è rotta la connessione con una persona che amiamo, smettiamo di mangiare e di dormire e perdiamo interesse in tutto, energia e attaccamento alla vita.
    La priorità erano contatto e connessione con l’altro/a.
  • L’esperimento di Harlow permise di confermare l’importanza della relazione, dell’attaccamento dei cuccioli alle madri fin da piccoli. Nonostante non ricevessero cibo, i cuccioli di scimmia sceglievano il peluche perché per loro rappresentava la madre. Il biberon (N.d.R. posto dall’altra parte) era, invece, una semplice fonte di cibo che non avrebbe dato loro né calore né affetto. Vedete la descrizione qui.
  • Dallo stesso articolo: “I bambini che sono stati separati dai genitori cercano, nei rapporti futuri, quell’attaccamento che non hanno vissuto.
    Bowlby è stato il precursore della teoria dell’attaccamento ed ha scoperto che la privazione materna potrebbe compromettere seriamente la salute emotiva dei bambini.”
  • Purtroppo, durante il nazismo sono stati svolti esperimenti anche su neonati umani e si è constatato che in assenza di contatto fisico il cucciolo di essere umano si lascia morire – anche in presenza di nutrimento.

Nel nostro cervello, dentro il bambino interiore che ognuno di noi si porta in giro e che sotto sotto governa la nostra vita, è inciso a lettere di fuoco un unico mantra. Che fa:

“Se mi viene a mancare la connessione con gli altri, io muoio”.

interdipendenza
Image by Gerd Altmann

Naturalmente, da adulti è difficile incorrere in vera e propria morte fisica in assenza di contatto (anche se l’isolamento in cella può letteralmente fare impazzire un essere umano adulto – così come qualunque altro mammifero o animale sociale).

Però, quell’imperativo categorico stampato nella nostra memoria emotiva continua a guidare:

@ il modo in cui ci relazioniamo con gli altri;

@ il modo in cui non osiamo essere noi stessi per paura di essere abbandonati,

@ il modo in cui ci attacchiamo esageratamente a qualcuno che amiamo, per la minaccia ancestrale di morire se quel calore* ci venisse portato via.

Quindi, per favore, se vogliamo fare un percorso di consapevolezza e crescita individuale, energetica e spirituale, facciamolo partendo dall’accettazione e l’amore per quello di cui siamo equipaggiati qui. Per gli strumenti di base con cui la nostra anima ha scelto di partire. Per il vero contesto in cui siamo inseriti.

Non a caso, si parla di in-CARNAzione, altrimenti l’avremmo chiamata in-animazione.

Se cerchi di “guarire” il tuo bisogno dell’interrelazione con gli altri non vai da nessuna parte: è impossibile. E’ sulla sua gestione che dobbiamo lavorare, non sulla sua eliminazione!

La “carne” è stata demonizzata già abbastanza dalla Chiesa e ora una certa New Age tende a fare altrettanto – mantenendoci dis-connessi dalle nostre radici (salute, benessere, ambiente, relazioni complete, ecc.).

(Leggi anche “Spiritualità tossica”)

I supereroi hanno già fatto la loro storia e, francamente, sono del tutto sconnessi dalla nostra natura così tenera, resiliente, plastica, plasmabile, emotiva e intimamente saggia da poter riprendere il loro posto nei cartoni animati o nei film di Hollywood.

“Attraverso la pelle s’impara l’amore”.

(Consiglio vivamente la lettura di questo articolo sul contatto fisico)

Noi emaniamo calore, ricerchiamo calore e danziamo la nostra trasformazione tra i quattro elementi (acqua, aria, fuoco, terra).

Una parte estremista del movimento New Age finisce per svilire, degradare e demonizzare proprio quella connessione con Madre Terra che professa. E la connessione è interdipendenza.

L’interdipendenza è quel rapporto in cui nessuno “cade fuori”: tu dai tutto il tuo calore a qualcuno, l’altro/a dà tutto il suo calore* a te.

(* “Calore” = intimità, energia sessuale, vissuto e modus vivendi, insegnamenti che ci si scambia per osmosi, l’unicità, la propria narrazione, eccetera, eccetera…).

È questo il portale dell’amore. Chi vuole “fare da solo/a” non arriverà mai ai livelli raggiungibili in questo modo.


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