crescita personale

LA STRUMENTALIZZAZIONE DEL “QUI ED ORA”

LUCI ED OMBRE DEL “QUI ED ORA”

Nella “comunità spirituale” generale, tra le altre massime universali, tutti ti ripetono: “Stai nel presente” e “Qui ed ora”. Oltre ad altri motti, sempre fissi.

Questi principi universali a volte vengono realmente integrati e vissuti, altre volte rimangono in superficie ed è allora che abbiamo la sensazione che queste persone si ripetano “come dei dischi rotti”.

Oppure, nel caso delle persone che già da tempo lavorano su di sé (qui la mente crea strategie sempre più sofisticate per non “morire”), questi strumenti potrebbero diventare spade da brandire all’occorrenza per proteggere i propri egoismi (o le proprie ferite) contro l’altro, anziché per godersi lo stato di beatitudine dell’anima, in accordo con gli altri e con il resto del mondo.

qui ed ora
Image by Alexa

Persone che invece si sono approcciate da poco al mondo spirituale spesso ripetono queste frasi appropriandosi di una voce altrui ma facendo solo da eco, e all’inizio è normale: ci vuole tempo ed energia per elaborare e attraversare un’esperienza diretta propria, pratica.

E questo avviene a volte senza spirito critico, in base al principio, traslato da qualunque altra religione: “Se tutti dicono così, dev’essere così e basta” o “Se tutti fanno così, sarà giusto” (quello che Vadim Zeland chiama “il principio di maggioranza”). Scordando che ogni cosa spirituale va incarnata per com-prenderla.

Personalmente, ogni cosa in cui credo in ambito magico/esoterico è prima passata al vaglio della mia sperimentazione – e così continuo a fare, tra immense gioie e devastanti dolori.

Credo profondamente, ma solo a ciò che mi ha dato risultati concreti, risonanza profonda, riscontri e risposte. Per inciso, per vivere così, ho volato con le aquile e altre volte mi sono (spesso) bruciata le ali – perché, appunto, c’è sempre anche l’altra faccia della medaglia di queste verità con cui fare i conti.

Ecco, ritengo che questo “stare nel presente”, così come tutti gli insegnamenti antichi (che erano criptati!), sarebbe da prendere con i guanti e non da applicare senza discernimento tra le situazioni.

Diciamo che concordo più con Alessandro Bergonzoni, chiamato “attore teatrale” ma in realtà per me grande Maestro, che dice “stare nel qui ed ora è troppo poco, bisogna stare dappertutto, presente, passato e futuro”.

Insomma, così come ogni archetipo, anche ogni principio spirituale possiede un lato di ombra nel momento in cui viene messo in mano agli uomini. Guardate, solo per fare un esempio, che risultato hanno dato nelle mani degli uomini i messaggi d’amore dei profeti.

(Leggi anche “Cosa non è (e cos’è) un percorso spirituale”)

mindfulness

QUALCHE ESEMPIO DEL “QUI ED ORA” NEL SUO LATO DI OMBRA

@ “Stare nel qui ed ora” è esattamente quello che ha fatto l’uomo moderno quando ha costruito i vari sistemi inquinanti che ancora utilizziamo. È stato nel presente, disinteressandosi completamente della prospettiva e delle conseguenze sull’ambiente e sulle generazioni future. Perfetta applicazione del concetto new-age “stare bene qui ed ora”!

@ “Stare nel qui ed ora” vuole anche dire oggi sono qua, domani sono là: quello che ti ho detto ieri, per quanto grande, oggi non vale più. E se tu ti fidavi del “me stesso” di ieri hai dei problemi tu. E la sensibilità degli altri è affare degli altri. Qui ed ora e basta (ma, ovviamente, il “mio”, “qui ed ora”).

@ “Stare nel qui ed ora” vuole anche dire: esiste solo chi ho davanti – come nella fase della primissima infanzia. Con tutte le ripercussioni che possiamo immaginarci. Le relazioni (per quanto sane, sacre) non sarebbero possibili.

@ “Stare nel qui ed ora” vuole anche dire non avere struttura e non riuscire a fare un programma, mantenere una parola o rispettare un orario.

@ “Stare nel qui ed ora”, se applicato in modo assoluto nel mondo naturale, non permetterebbe neanche i legami chimici (la forza sacra che tiene uniti gli atomi), perché ogni “qui ed ora” sarebbe diverso da quello successivo e, a livello fisico, scomparirebbe la persistenza.

@ “Stare nel qui ed ora” vuole anche dire perdere la memoria collante ad ogni istante: una famiglia, una comunità o una società così non sarebbe sostenibile e lo spirito di gruppo e di appartenenza si sfalderebbe.

Lo “stare nel qui ed ora” utilizzato così potrebbe distruggere anziché costruire.

@ Lo “stare nel qui ed ora” utilizzato così rappresenta gli archetipi del Mago e dell’Amante privati del loro naturale sviluppo nel Guerriero (direzione, forza avanzante, visione e desiderio) e nel Re (concretizzazione, struttura).

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Photo-Poetry Sonia Serravalli

VEDIAMO INVECE I LATI DI LUCE DEL PRINCIPIO UNIVERSALE “QUI ED ORA”

@ Non farci carico di zavorre (mentali nostre o altrui), restando in un atteggiamento di amore e rispetto per l’altro;

@ Ascoltare e onorare le nostre intuizioni e il senso del cuore;

@ Respirare appieno;

@ Stare nell’ascolto, nell’osservazione interiore e nella accettazione:

@ Prendersi il proprio tempo;

@ Vivere ogni esperienza quotidiana in totale presenza (mind-fulness), senza pensare a cosa si farà dopo;

@ Lasciare andare stress e tensioni che riguardano il futuro o il passato;

@ Esercitare i sensi (tutti) nel presente, viverli a fondo;

@ “Non fasciarci la testa prima di rompercela”, nella fiducia che quando sarà il momento ci si apriranno davanti soluzioni che ora non vediamo (perché non è il momento di compiere quel passo ora).

@ Infine, “qui ed ora” dovrebbe essere includere tutti i lati di luce vissuti fino a quel momento, non escludere; espanderci e non limitarci a quella singola sezione di tempo-spazio; essere un po’ ovunque e con-tenere, com-prendere, co-esistere.

(Leggi anche: “Evolverci senza maschere”)

Teniamo comunque sempre conto che è impossibile giudicare gli altri per le loro mancanze, quando non ci basta una vita per risolvere la parte nostra. Che questi principi universali vanno sempre rivolti a noi e a come vogliamo portare avanti il nostro disegno, affinchè esca al meglio.

Il mio invito per tanti, me inclusa ovviamente, è quello di smettere di ripetere le frasi fatte della new (C)age senza pensare anche ai lati di ombra che l’applicazione di un’affermazione – se rigida – porta con sé.

Proviamo a scorgere le potenziali derive anche delle altre massime universali. Affinché, questa volta, per una volta, possiamo davvero sfondare e creare un mondo diverso, e non ricadere nelle trappole precedenti, solo “a un’ottava superiore”.

Grazie.


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