guerriero interiore

IL GUERRIERO INTERIORE NELLA PRATICA

IL GUERRIERO INTERIORE APPLICATO

In questo articolo parlerò solo del lato sano dell’archetipo del Guerriero. Quello che, nei tempi recenti della nostra cultura, è stato rifiutato, scartato, allontanato assieme ai suoi lati insani e deviati.

Premetto quindi che il Guerriero non ha niente a che fare con la violenza sull’altro (né verbale né fisica), con il punire, con l’infierire, con l’urlare in uno stadio, con l’insultarsi sui social, con l’alzare la voce più del nostro interlocutore, con il sottomettere, con l’umiliare, il deridere, lo svilire; con i muscoli, con la lamentela, con il sentirsi più furbi degli altri, con il vedere nemici ovunque, con il bisogno di un nemico su cui scagliarsi, e simili.

Il dono dell’archetipo del Guerriero è una quantità eccezionale di coraggio e compostezza e un’alta qualità di vita. In mezzo alle peggiori circostanze immaginabili, il Guerriero rimane calmo e razionale.

La qualità maschile dell’azione è incarnata nel Guerriero. Il Guerriero in noi ha un buon istinto ed è veloce nel rispondere/reagire.

archetipi
Foto di David Seguin

Quando nella tua vita hai attinto a una forza che non sapevi di avere, si trattava del potere tratto dal Guerriero. Quel senso di invincibilità e determinazione che niente, proprio niente, può portarci via.

Il Guerriero utilizza la sua intuizione, che ha molto sviluppato, ed è grazie a essa che può prevenire le mosse dell’avversario.

Per “avversario” intendo:

1) i nostri demoni interiori (reazioni indesiderate, frizioni, resistenze, frammentazioni interiori, battaglie tra noi e noi, autocritica, ecc.);

2) provocazioni o attacchi provenienti da altre persone o gruppi di persone, in qualunque forma;

3) situazioni avverse o tempi avversi.

Puoi trovare altri tratti del Guerriero nell’articolo “L’archetipo del Guerriero” e nel mio libro “Il Maschile sacro”, oltre che naturalmente nelle opere in lingua inglese di Robert Moore e Douglas Gillette, che si sono dedicati a fondo agli archetipi maschili.

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Ma vediamo ora a cosa ci servirebbe l’archetipo del Guerriero nella nostra vita di tutti i giorni e cos’abbiamo perso e cosa continueremmo a perdere se non lo sviluppiamo.

Leggendo i seguenti punti, potrai renderti conto inoltre di cosa la carenza o l’assenza del Guerriero stia causando nelle varie situazioni sociali e anche relazionali che conosciamo.

IL GUERRIERO APPLICATO

CRITICHE E ATTACCHI

Il Guerriero è quella parte di noi che, sempre se integrata e sana, ci permette di non crollare davanti a una critica. E anche di distinguere tra le critiche costruttive e le varie forme di attacco gratuito, umiliazione, tentativi di svilimento.

Per riuscire in questo, il tuo Guerriero deve separarti dal senso di vergogna che ti è stato sicuramente inculcato da piccolo: la vergogna di essere inadeguato. Il Guerriero è fondamentale in queste situazioni.

Il Guerriero non ti permetterà mai di autodenigrarti, né da solo né tantomeno in pubblico. E ti insegnerà a difenderti dal “sentirti denigrato” da qualcun altro.

ABBANDONI E DELUSIONI

Il Guerriero dentro di te può evitarti di stare male per chi ha dimostrato di non meritarlo.

Può accelerare i tempi di ripresa dopo una delusione o un lutto.

Può aiutarti soprattutto nel discernimento tra chi vuole il tuo bene e chi non ne è interessato.

PRENDERE DECISIONI

Il Guerriero è l’archetipo che, sollevando la sua spada, ci permette di lasciare indietro la strada vecchia per imboccare la nuova – la sua spada (come quella dell’Arcangelo Michele) separa ciò che non ci permetterebbe di avanzare.

Questo ci permette di prendere decisioni, posizioni e di procedere nella vita (tra gli archetipi maschili, il Guerriero è quello che maggiormente rappresenta la forza avanzante, la dinamica vitale – la sua assenza significa andare verso la morte).

ESSERE ATTIVI E PRENDERE IL PROPRIO POSTO

Il Guerriero ci serve ad occupare il nostro posto nel mondo e a smetterla di delegare, di nasconderci, di essere passivi o di ingaggiare qualcun altro affinché combatta (e viva) al posto nostro.

Questo può avvenire con un collega di lavoro, un compagno di squadra, un familiare, un esperto di qualcosa, un politico, un leader, un Maestro, ma anche restando nell’ombra di persone e personaggi che riteniamo avercela fatta al posto nostro.

Ci aiuta a manifestarci.

archetipo Guerriero
Foto di William Adams

NON ABBATTERSI MAI

Il Guerriero è quella parte di noi che ci permetterebbe di non arrivare mai al punto da perdere completamente il controllo su di noi e sulla vita, di non arrivare mai alla disperazione ma di mantenere sempre quel sano centro,  il buon senso e quella sana pazienza che, uniti alla solidità della fiducia in sé e nella vita tipica del Guerriero, ci permetterebbero di sopravvivere nei periodi di avversità, o di fronte alla durezza e alla violenza della vita, senza autodistruggerci o arrivare a varie forme di dipendenza.

EMOTIVITA’

Parte del potere di guarigione di questo archetipo sta nell’imparare a gestire le emozioni e trovare loro uno sbocco salutare.

Le norme sociali che ci chiedono di essere cortesi e gentili a tutti i costi sopprimono il Guerriero interiore.

Indipendentemente dal tuo genere, questo reprimere la rabbia senza alcuna formazione su come canalizzarla provoca l’esplosione inaspettata di violenza che sta diventando fin troppo comune nel nostro mondo. O la malattia.

CONTROLLO

Il Guerriero ci permetterebbe di evitare il conflitto quando lo scontro è evitabile. Di contenerci quando non è il momento di fare fuoco. Di non dire quella cosa se essa fa più male che bene.

DISCIPLINA

È il Guerriero a darci la disciplina, in qualunque percorso, pratica, lavoro o progetto.

LUCIDITA’

Il Guerriero ti insegna ad accettare la sconfitta senza sentirti un fallito.

E ad essere orgoglioso di te dopo una vittoria, senza che tu ti senta invincibile.

In pratica, il Guerriero ti manterrà nel mezzo, allineato ed equilibrato, senza grossi picchi e senza illusioni né da una parte, né dall’altra.

PRECISIONE E FERMEZZA

Il Guerriero ci serve (a donne e uomini) per uscire dallo stato di pura emotività, uscire dal mondo dell’ingenuità e imporci con lucidità quando una decisione drastica deve essere presa, per il nostro bene.

Perché se i lupi interiori ci stanno divorando, la smettiamo di continuare a nutrirli e comprendiamo che a volte bisogna agire con il ferro anziché con il cuore.

Applicare il cuore al cento percento significherebbe anche non uccidere un virus perché esso possa vivere e uccidere noi.  La fermezza (l’avere “polso”) e i sani confini sono stati buttati nella spazzatura assieme alla violenza, non li distinguiamo più, ed è così che rischiamo la vita, sia psichica, sia emotiva, sia a volte fisica.

Non possiamo vivere una vita sana ed evolutiva se non applichiamo, nei momenti giusti, qualche taglio fermo e preciso, se non rendiamo chiari i nostri confini, se non ci fidiamo del nostro Guerriero, che non può permettere a chiunque di scorrazzare nel nostro regno fisico, emotivo, psichico, energetico e spirituale.

Il Guerriero insegna a dire no, a difendere la tua incolumità, salute e benessere, a potare i rami secchi, a difendere il nostro corpo e il nostro territorio da invasori interni ed esterni, da furbetti, da ladri, da sciacalli, dai falsi, dagli opportunisti e dalle persone mai cresciute.

VERITA’, ACCETTAZIONE E REALISMO

Il Guerriero riesce a sostenere e a far proliferare e fiorire un Re – se e solo se il Guerriero in noi abbia ben chiaro che la vita non sarà mai tutta liscia, che le cose non andranno mai completamente come desidera, che presto o tardi sopraggiungeranno imprevisti e avversari – che è anche il motivo stesso per cui il Guerriero esiste e deve essere considerato, onorato, sostenuto e integrato.

Persone che non hanno inglobato questo tipo di realismo e la verità dei chiaroscuri della vita restano psichicamente bambine o adolescenti.

Il mondo occidentale è pieno di questi casi. E integrare il Guerriero non significa vedere nemici ovunque, dare sempre la colpa agli altri, vivere in difesa o in attacco e cercare costantemente una guida all’esterno. Semmai, il contrario.

Le persone che si comportano così rientrano nei casi cui accennavo. Non-svezzati, non-adulti. E non è colpa nostra. È venuta a mancare un’iniziazione in grado di trasformare un soldatino in un Guerriero, così il soldatino o è morto, o è diventato una bambola di pezza.

È grazie alla consapevolezza di come stanno le cose che il Guerriero può godersi la vita. Perché ha accettato la morte.

Il Guerriero può godersi il gioco solo perché ha accettato a monte le regole del gioco (anziché nascondersi sotto la gonna di mamma = madre, compagna, una teoria di parte, una guida esterna, una corporazione, un partito e quant’altro).

Guerriero significa responsabilizzarci per tutto ciò che ci facciamo capitare e cui andiamo incontro.

il Guerriero interiore

ASPETTATIVE

Il Guerriero ci impedisce di aspettarci pietà da chi non può averne, correttezza da chi è scorretto e comprensione da chi non può darla.

Il Guerriero ci impedisce di mendicare amore.

È l’archetipo che ci permette di uscire dall’ingenuità (e così anche dall’autodistruzione) e di entrare nell’abbraccio della chiarezza, della dualità, della completezza, dell’integrazione, della tensione vitale.

ONORE

Il Guerriero non ti farà mai fare il doppio gioco o agire con l’inganno. Un vero Guerriero applica il fairplay e ha rispetto per il proprio avversario.

Per un Guerriero, essere avversario non significa essere inferiore – non percepisce il suo avversario come denigrabile, usabile, violabile; l’avversario è la parte da combattere all’interno delle regole del gioco. Onore, rispetto e lealtà.

L’avversario è il trampolino di lancio per la crescita e l’espansione.

Il Guerriero non sferra colpi bassi o alle spalle. E questo è ciò che, nella vita pratica, il Guerriero ci impedirebbe di fare, in qualunque situazione.

Inoltre, il Guerriero non attacca mai se non per mera necessità. Non spreca energie inutilmente, non annaspa, non ha nessuna intenzione di “farsi grande” su qualcun altro o per qualcun altro.

E non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno.

(Qui il mio articolo: L’ARCHETIPO MASCHILE DEL RE)

COSA SEPARA LA SPADA DEL GUERRIERO

La Spada è necessaria. Qui, la Spada non è violenza.

La Spada serve a separare il ragazzo dal legame con la madre e poi col padre perché diventi uomo.

Serve, citando Bly, a “dividere la dipendenza dall’amore, la spavalderia adolescenziale dalla fermezza virile e l’aggressione passiva dalla fierezza.”

Serve a separarci dalla nostra stessa autocommiserazione, che tenderebbe a tenerci in basso e a farci vivere da vittima (cosa che oggi, in una società mai cresciuta, facciamo quasi tutti).

La spada serve a smascherare chi sta interagendo con te con una maschera. Con grande lucidità, fermezza e realismo.

Ancora, la spada serve a separarci da ciò che non ci serve più. Persone abitudini, situazioni, ruoli, luoghi, idee, convinzioni limitanti, eccetera.

E, molto importante, la spada serve a separare ciò che è stato unito per errore oppure per un periodo, per una funzione precisa, e che ora deve disgiungersi per dar spazio e modo al flusso della vita di passare.

Qui il mio video COME DIVENTARE ADULTI IN UNA SOCIETA’ DI BAMBINI

A COSA ABBIAMO RINUNCIATO e COSA CI STIAMO PERDENDO

Come vedete, il Guerriero vero e proprio è ben diverso dal lato maschile sanguinario con cui si è mostrato nella storia o per come ancora ci viene descritto.

In sintesi, il Guerriero sta alla base dell’amare se stessi.

Non lo conosciamo, per questo nella nostra cultura è così difficile, anche per gli psicologi, spiegare cosa significhi amare se stessi.

Una buona integrazione del Guerriero in noi ci permetterebbe di vivere una vita più felice, più realizzata, più libera e più piena.

Ci permetterebbe di smascherare subito i narcisisti e risolverebbe il problema relazionale delle vittime dei narcisisti patologici. E, in generale, il problema di qualunque rapporto vittima/carnefice.

Salverebbe le donne dai femminicidi.

Eviterebbe grossi scontri familiari (e sociali, e politici, e internazionali).

Farebbe diventare adulte le persone. Toglierebbe loro gli occhiali rosa o neri, a seconda dei casi, con cui credono di vedere la realtà. Crescerebbe donne e uomini degni di questo nome e pronti ad evolvere verso le loro Regine e i loro Re.

Cancellerebbe dal mondo il bullismo, il mobbing, la violenza domestica e la violenza negli stadi.

Impedirebbe all’uomo di distruggere l’ecosistema in cui vive. Al contrario, lo difenderebbe per farlo fiorire.

Impedirebbe ai genitori, e al capo, o a qualunque superiore o falso maestro di infierire su di noi e sulla nostra libertà.

L’omofobia scomparirebbe.

L’apatia sarebbe curata, e con essa tantissime forme depressive.

A tutto questo abbiamo rinunciato quando abbiamo perso per strada:

– il contatto con gli archetipi (fiaba, mito, mitologia) e la loro portata educativa;

l’iniziazione come necessaria prassi sociale per formare una comunità sana.

Inutile dire che Gesù era anche un ottimo Guerriero (cosa che pochi nell’ambito religioso ammetterebbero).

Poteva essere Re dei Re perché il Guerriero che lo guidava era sano, saldamente integrato e strutturato sugli archetipi precedenti (Mago e Amante) e totalmente concentrato a servire il suo Re.

Non potrai mai essere Sovrano di te stesso se prima non fai spazio al Guerriero.

(Foto di copertina di Mohamed Hassan)

QUI SOTTO IL VIDEO: IL GUERRIERO INTERIORE nella PRATICA:


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