QUANDO MUORE UN ANIMALE CHE AMIAMO
“LO SPIRITO ANIMALE”
Quando lascia il corpo un animale con cui condividevamo la nostra quotidianità, veniamo scossi da diverse correnti e dentro di noi vengono toccate parti profonde.
Troppo poco si parla di elaborazione del lutto quando si tratta dei nostri rapporti con gli animali. Sussiste ancora l’idea ingannevole che con specie diverse dalla nostra le relazioni e i sentimenti non possano essere così importanti.

Il lutto per un animale è diverso per ogni persona e dipende anche dal tipo di relazione che si era instaurata tra i due, dal modo in cui il nostro animale se n’è andato e da quante ferite interiori nostre siamo riusciti a guarire o meno quando ci tocca questa esperienza.
Da tanto tempo ho l’impressione che non si dia abbastanza spazio a questo vissuto.
(Articolo “UN’ANIMA CON LA CODA”)
Già nell’articolo “La fase oscura della luna”, attraverso le parole di Demetra George, avevo parlato di quanto la morte in senso lato sia stata resa tabù nella nostra cultura e di quanto il lutto sia stato caricato di dramma e la dipartita di connotati macabri anziché diffondere una cultura sana dei cicli naturali e la possibilità di esprimere sentimenti che vanno oltre lo spazio e il tempo.
Ora, di seguito, voglio condividere con voi le parole di un libro fantastico che non può mancare nella libreria dei lettori del Bosco Femmina: LO SPIRITO ANIMALE di Chantal Dejean.
A parte darci una prospettiva estremamente ampia e nuova sulle dimensioni sottili, sulla comunicazione con chi va di là e sul senso più ampio degli eventi, questo libro può seriamente aiutare chi stia vivendo un lutto verso un animale che era parte della propria famiglia, o che era la propria famiglia.
Per attraversare il dolore ed elaborarlo in un’esperienza che sia liberatoria e che divenga trascendentale, non posso che consigliare a chiunque stia vivendo un lutto sia LO SPIRITO ANIMALE di Chantal Dejean, sia il mio ultimo libro UN’ANIMA CON LA CODA, che mira ad ampliare la conoscenza dei gatti, del loro potere spirituale e del nostro, e un modo diverso e più evolutivo di vivere questo passaggio.
Buona lettura ora con le parole di Chantal Dejean, la cui casa editrice mi ha gentilmente concesso di citare questa parte. Ma mi raccomando: l’intero libero è imperdibile e i temi trattati su tutto ciò che riguarda lo “Spirito Animale” sono davvero tanti! (Medianità, telepatia, comunicazione in vita e oltre, la sacralità degli animali, i Deva e la gerarchia spirituale e tanto altro).
Ecco qui:
ELABORAZIONE DEL LUTTO
PER CHI RESTA
“Ai giorni nostri, il lutto e la morte rimangono qualcosa di cui ci vergogniamo, da nascondere alla società che ci circonda, generando difficoltà nell’affrontare il dolore.
In passato la salma del defunto veniva lavata e preparata dai propri familiari e, per i tre giorni successivi alla morte, tenuta a casa, rendendo il trapasso un momento naturale nel quale ci si riunisce, ci si avvicina e ci si interroga sulla vita.
Oggi è scelta frequente allontanare questo passaggio dalle nostre case. Non ci si concede il tempo necessario per riprendersi dal lutto; la vita prosegue e si torna velocemente in carreggiata.
Il tempo dedicato al dolore per la morte di un animale è ancora più breve. Molti intorno a noi sminuiscono questa perdita, ritenendo inutile soffrire per qualcosa che possiamo sostituire velocemente e al massimo in una giornata tutto va concluso, dal pianto, ai riti per l’ultimo saluto. Ma loro non sono solo animali, sono membri della famiglia.

Tutta la routine della nostra vita si è adattata alla loro presenza, modulando ritmi e abitudini per prendercene cura; mangiare, giocare, dormire, portarli in vacanza, addirittura comprare casa, macchina e mobili adeguati alla loro esistenza. Riempiamo orgogliosi i cellulari con le loro foto, ne festeggiamo il compleanno, sono i primi che salutiamo tornando a casa e gli ultimi che coccoliamo prima di dormire. Ma quanto abbiamo diritto di soffrire per loro? Possiamo chiedere? Giorni di ferie a lavoro per riprenderci? Le persone vicino a noi comprendono la grandezza del nostro dolore?
La nostra società sembra ancora non accettare che una persona possa attraversare una fase di profondo dispiacere per la perdita di un animale. Nessuno ne parla, ci si limita a un veloce “come stai?” e niente di più. Si vive allora la propria tristezza, nascondendola dentro di noi in modo da dimenticarla, ma questo atteggiamento non permette di elaborarla: la soffoca fino a quando un giorno tornerà in superficie.
Il dolore emotivo che proviamo quando perdiamo qualcuno di importante è un processo normale. Ci si sorprende a volte di soffrire così tanto per la morte di un animale, non capendo di aver perso oltre ad un grande amico, anche la vita che avevamo insieme. È quindi un doppio dolore, fatto di assenza di momenti e abitudini che non torneranno più.

Tutto ciò che conoscevamo termina con lui: una vita finisce e dobbiamo avere il tempo di adattarci alla nuova.
Il lutto è un periodo duro, triste e difficile, in cui saremo invasi da rabbia, senso di colpa, confusione, disperazione. Pur non comprendendolo subito, è un momento che ci porterà a crescere. Come sempre la morte ci insegna a ricongiungerci al movimento della vita e ad apprezzare il soffio di rinnovamento. Non vi è nessuna vergogna nel soffrire per un animale, bisogna rimanere saldi nel ricordare la profondità dell’amore e del rapporto che si è condiviso.
Rispettare il nostro lutto equivale a onorare un legame che va oltre lo spazio e il tempo. Gli ultimi saluti sono da vivere se ne sentiamo la necessità. Non bisogna ritenere sbagliato voler dire addio all’amico animale come faremmo con un famigliare; questo è indice di grande sensibilità e rispetto per lo Spirito Animale.
Il più delle volte, immersi nel dolore, si preferisce evitare i riti, pensando sia sciocco o inutile. Celebrare la fine di un percorso di vita è un mezzo invece che permette a entrambi di chiudere degnamente un ciclo che è giunto al suo termine.

Un semplice commiato, guardando foto con tutta la famiglia e pronunciando qualche parola, può essere un’esperienza molto bella ed emozionante, per onorare il segno che il nostro animale ha lasciato nelle nostre vite. Salutarli in solitudine o accompagnati da amici e familiari è un vero atto d’amore e farlo con un rituale simbolico ci permette di non dimorare in un limbo emotivo e di iniziare la fase di accettazione, apparendoci al nuovo. Il tempo necessario a voltare pagina di vita sarà assolutamente soggettivo.
La morte dei nostri amici animali viene percepita sempre più simile a quella di un familiare, portandoci a scegliere di congedarci nell’amore e non nella freddezza di una clinica veterinaria.
La chiusura di un ciclo comporta un cambiamento nel nostro spazio di vita. La sua cuccia, i suoi giochi, il suo guinzaglio, oggetti ancora intrisi della sua presenza saranno ancora disseminati in tutta la nostra casa. Tutto ci spinge a sbarazzarci di quegli oggetti che ci causano tanto dolore, ma d’altra parte, eliminare i ricordi equivale a vivere una seconda volta la perdita del nostro compagno di viaggio.
Liberarsi di tutto non sempre è la soluzione. Concedersi del tempo senza avere fretta in questi casi è molto consigliato. A volte è necessario imbattersi in quei ricordi che ci permettono di piangere la perdita. È utile salutare ogni oggetto, per riuscire a elaborare il dolore, che altrimenti rimarrebbe sordo è presente dentro di noi.

Il senso di colpa e il dubbio di non essere stati all’altezza dei loro bisogni sono alcuni degli aspetti che possono rendere il lutto traumatico. Se non conosciamo cosa ha condotto alla loro morte e cosa hanno vissuto negli ultimi istanti, siamo assaliti dal tormento. Quando se ne vanno in un incidente o attraverso una situazione di dolore, il pensiero di ciò che è successo e continua a perseguitarci, lasciandoci senza pace.
Potevamo aiutarlo? Potevamo evitare l’accaduto? Ha sofferto? Era solo e impaurito?
Il logorio mentale genera più sofferenza di quanto non ve ne sia in realtà. Proiettiamo su ciò che sappiamo o su ciò che immaginiamo i sentimenti più carichi di disperazione. Difficilmente inondiamo i nostri pensieri di fiducia che tutto sia andato come l’Anima animale aveva prestabilito. È necessario così ricordare che non abbiamo potere sulla vita né sulla morte altrui. La forza dell’anima, che sia di una persona o di un animale, avrà la meglio sugli accadimenti terreni. Sceglierà sempre con cura come dove andarsene, se accompagnata o in solitudine.
La morte ci insegna ad arrenderci al fatto che molto ancora ci sfugge e che non possiamo controllare gli eventi della vita sulla base di una visione, che è all’oscuro di gran parte dei misteri dell’esistenza. Riconciliarsi con essa, imparando a vederla come un’amica e non come una tiranna, permette di superare la rabbia, il dolore e tutte le emozioni che si presentano nelle fasi di un lutto. Niente ci è stato tolto, ma l’amore dell’universo ha donato a un essere che amavamo la possibilità di espandersi ulteriormente alla vita e alla sua essenza.
Un giorno lo ritroveremo, sulla soglia del ponte arcobaleno. Ci aspetterà e con lo sguardo ci sussurrerà: “Finalmente ora mi vedi.”
Dal libro LO SPIRITO ANIMALE di Chantal Dejean
Il Bosco Femmina, Sonia Serravalli
Chi sono
La donna che scrive nel bosco
(Libri qui)



