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QUELLO CHE SO SULLA DEPRESSIONE

ASSECONDAMENTO COME VIA D’USCITA

Premesso che non ho mai amato il termine “accettazione”, o più che altro il fatto che nella nostra cultura esso abbia un’accezione negativa, che evochi qualcosa che ci crea una certa resistenza, come se si trattasse di subire qualcosa e non di un atto realmente attivo e coraggioso – e necessario come parte di qualunque percorso spirituale o di crescita personale.

Ecco, premesso questo, oggi volevo condividere con voi un brano che ho trovato in rete riguardo la depressione. Poiché si parla di non combattere determinate cose, ho dovuto menzionare il concetto di “accettazione”.

Il tema è stato profondamente dibattuto in un libro che ricordo bellissimo (lo lessi da molto giovane), ossia “E liberaci dal male oscuro” di Giovanni Battista Cassano e Serena Zoli – “Un libro che ha contribuito a riconoscere la depressione come malattia, delineandone i contorni – predisposizione, sintomi, risvolti psicologici, aspetti clinici – e possibili metodi di cura”:

Tanti altri libri oltre questo trattano, ovviamente, la depressione e nonostante questo non si è ancora arrivati ad una conoscenza soddisfacente o sufficiente di questo fenomeno, così debilitante.

Il brano che ho trovato e che voglio condividere con voi è apparentemente leggero, ma va a toccare un punto che ritengo molto importante all’interno del trattamento di qualsiasi tipologia di depressione. Un aiuto aggiuntivo, molto pertinente e centrale, proveniente dall’India.

Non mi resta dunque che augurarvi buona lettura, un’altra pillola di saggezza da condividere con chi ne abbia bisogno!

Testo di Benedetta Bertini – tratto da un discorso della filosofa, mistica indiana Sri Preethaji & Sri Krishnaji (neretto mio):

QUELLO CHE HO IMPARATO SULLA DEPRESSIONE…

Perché così tanti giovani hanno la depressione? O la stanno sviluppando?

La depressione comincia nella mente, prima di diventare un problema del cervello.

Ma la buona notizia è che si può guarire il cervello, guarendo la mente.

Alla base della depressione c’è una battaglia con se stessi.

stato depressivo

Se noi non faremo pace con noi stessi, continueremo a criticare tutto quello che ci riguarda: la nostra apparenza, il nostro status, la nostra casa, la nostra famiglia, la nostra vita, ecc…

Quando non siamo in pace, siamo in guerra. Siamo divisi rispetto a noi stessi.

Alla base del conflitto interiore c’è l’incessante abitudine a commentare.

Un commentare che fa da sottofondo ad ogni momento e che divide ogni esperienza della nostra vita in: dovrebbe essere o non dovrebbe essere.

Questa abitudine ci guida a fare paragoni, questa abitudine ci guida verso una profonda e logorante guerra interiore (N.d.R. uno stato di resistenza, aggiungo, estenuante).

E così, quando guardi il tuo corpo, non lo vedi più per come è davvero, ma commenti come dovrebbe essere o come non dovrebbe essere.

Quando sei con la tua famiglia, non sei presente.

Commenti e giudichi ogni membro, come dovrebbe o non dovrebbe essere.

Quando entri a casa non riesci a godertela e commenti che dovrebbe essere più grande, più piccola o differente.

Quando vai al lavoro non sei animato da uno scopo, non sei riempito da un senso di creatività. Ogni giorno ripeti che vorresti e dovresti essere altrove e che non vorresti trovarti lì dove ti trovi.

Ed è così per ogni ambito della tua vita.

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Image by Stefan Keller

Cammini costantemente in compagnia di un fastidioso critico interiore dentro la tua testa.

Tu diventi il NEMICO di te stesso.

(Articolo: “La persona che dovresti sposare”)

Per finire questa guerra con te stesso devi osservare il tuo stato interiore.

Quanto tu diventi un testimone, un osservatore di quello che accade dentro di te, tutti i tuoi commenti ridondanti cadranno come foglie secche da un albero e saranno trasportati via dal fiume della consapevolezza.

Un profondo senso di gioia e di calma irradierà il tuo essere.

In questo magnifico stato di coscienza, ogni fallimento sarà assimilato senza il bisogno di dare la colpa a se stesso o l’altro.

Ogni sconfitta sarà accettata, senza il bisogno di giustificare se stessi o condannare l’altro.

Le parole dell’altro, i suoi giudizi, non diventeranno il modo attraverso cui guarderai te stesso o il tuo corpo.

Inizierai a sentirti a tuo agio con la rabbia, con la gelosia, con la solitudine, con tutto quello che c’è.

Non ci sarà parte di te che percepirai come sbagliata.

Tu sarai in pace con tutto il tuo essere, tu sarai guarito.

(Testo di Benedetta Bertini – Tratto da un discorso della filosofa, mistica indiana Sri Preethaji & Sri Krishnaji  – Co- fondatrice della O&O Academy)


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