dinamiche di coppia

MALTRATTARE IL COMPAGNO

UNA FERITA IRRISOLTA

In pubblico, a volte, si palesano certe dinamiche di coppia in modo più plateale. Ed escono dalle case, mostrandosi ai malcapitati astanti che si trovano a doverle condividere.

Uno dei casi (nessuno si senta offeso, è solo uno dei casi) è quello della donna che riprende continuamente il marito (o il compagno). Che lo corregge in tutto. Che ha il desiderio compulsivo di controllare ogni cosa – passo, goccia, tovagliolo – e rovescia tale bisogno quasi completamente sul partner.

Lo redarguisce, lo trova sempre difettoso, incapace, insufficiente, ne parla male alle spalle e poi davanti agli altri è possibile che faccia sfoggio di moine e gesti affettuosi di superficie, come se fosse importante recitare un ruolo davanti alla società.

Una donna che vive in questa dinamica non è mai realmente rilassata e non si gode mai un momento in modo pieno e naturale. La serenità di un gatto, per esempio, è ad anni luce di distanza da questa persona.

In realtà, chi ha questo problema non sta neanche vedendo veramente l’altro.

Lo utilizza inconsciamente per il suo bisogno di controllo su una realtà che non può controllare (questa presa sull’altro dà però questa illusione), o per l’incapacità di rapportarsi a un compagno che sia proprio pari.

LA REALTA’ DELLA COPPIA

Ho sentito spesso persone single invidiare le coppie. Molto spesso questi single non si sono però chiesti come siano queste relazioni da dentro.

Dall’esterno, tante dinamiche profonde, distorsioni, squilibri o giochi di potere, non sono così visibili. E sono molto faticose e dispendiose in termini di energia e benessere.

La coppia è una possibilità sacra. Una relazione attraverso cui si cresce in due, si ascolta e ci si ascolta, ci si mette a nudo e in gioco completamente. E senza stima e sincerità, in realtà, non c’è relazione.

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Senza questi ingredienti fondanti, si tratta solo di una soluzione di comodo (per motivi pratici, o economici, o psicologici, o per non stare da soli).

Secondo il mio parere, la maggior parte delle coppie esistenti nel mondo non sono coppie ma capri espiatori. Quando non gabbie di dipendenze emotive o campi di vittime e carnefici che, se non resi consapevoli, non fanno che scendere sempre più in basso e azzopparsi a vicenda.

UNA FERITA NON RISOLTA VERSO IL MASCHILE

Riguardo il caso descritto in questo articolo, parliamo dell’esempio da manuale di un femminile che è ancora in reazione rispetto a un maschile mancante in passato. Che si tratti di retaggio storico o familiare.

Il problema è che proprio questo atteggiamento di costante giudizio e rimprovero è lo stesso che frena l’emancipazione maschile, lo soffoca, lo castra, oltre a non dare dignità, fiducia e uno spazio all’uomo che si dice di amare. E alla relazione.

Foto: Jupilu

Ricordo, peraltro, che l’amore senza stima non è amore. E’ sicuramente qualcos’altro o un rimedio per un bisogno personale irrisolto.

In questo gioco perverso, anche se frequente (anche per mancanza di una vera educazione sentimentale), i due sono sempre entrambi responsabili e compartecipi.

Per questa e altre dinamiche di coppia da comprendere meglio o da sanare, ricordo il mio libro L’ONDA E LA SPADA, un manuale di confronto tra i sessi fin nel dettaglio quotidiano (ti invito a controllare le recensioni).

PER CHI SI AUTODEFINISCE “SPIRITUALE”

Non serve proprio a nulla inorgoglirsi di partecipare a seminari olistici, bagni di gong, ohm collettivi, trattamenti con le campane tibetane o bevute di acque informate se poi non abbiamo ancora acquisito LA BASE della consapevolezza.

Ossia, stare nel momento presente, nella propria pelle, con il mondo così com’è. In pace, compassione e amore. E accettare l’altro così com’è, senza volerlo sempre cambiare o correggere secondo la nostra mente.

L’altro, che, peraltro, abbiamo scelto noi. Sempre che desideriamo realmente una relazione con questa persona (consiglierei di domandarselo ciclicamente – e, in generale, di guardarsi dentro e fare il punto con se stessi con tutta la sincerità possibile, unita al desiderio di fare del proprio meglio, con coraggio).

L’emancipazione da automatismi, paletti e paturnie mentali, insieme all’auto-osservazione, è il primo passo per dirsi su un percorso di consapevolezza. Altrimenti, stiamo solo leggendo bei libri.

Spirituale è chi gioisce, ride e si gode il bello di essere vivo in ogni istante concesso.

In due, questo dovrebbe esaltarsi. Altrimenti, non si è in due. E l’idea di coppia sacra, a cui basta che lavori una delle due parti, con coscienza, resta un’idea lontana.

Infine, prima di stare insieme, resta fondamentale imparare a stare in equilibrio da soli.

L’altra persona romperà certamente il nostro equilibrio (le relazioni, tutte, fanno questo), ma ad esso possiamo tornare quando lo desideriamo con il vero “lavoro su di sé”, mentre il contrario non risulta impossibile.

Raccontami la tua esperienza – intanto ti consiglio di aprire la categoria del blog “cuore” per tantissimi altri articoli sulla relazione di coppia (e anche con se stessi), dalla psicologia alla spiritualità!


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SITO PERSONALE

Sonia Serravalli

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