relazioni tossiche

C’ERA UNA VOLTA – IL NARCISISMO

FIABA SUL NARCISISTA

“C’era una volta un cavaliere che sognava di essere principe. Un giorno s’innamorò di una principessa che lui riteneva bellissima. Fu affascinato in particolare dalla sua solarità e dalla sua forza di carattere.

Iniziò a corteggiarla come nessun altro pretendente aveva fatto. La principessa risiedeva in una landa in cui la vita era difficile, lontana da principi e cavalieri e per guadagnarsi da vivere lavorava come i normali sudditi. Nessuno le aveva mai espresso il desiderio di prendersi cura di lei – cosa che il cavaliere faceva di continuo.

fiaba femminile
Foto di Susan Cipriano

Dopo qualche resistenza, superati scetticismo e perplessità, la principessa lavoratrice accettò la sua corte. Si convinse addirittura che si trattasse di un principe che non volesse rivelare la sua vera identità.

Tuttavia, da quando il cavaliere percepì di avere vinto ogni resistenza e di avere la principessa tra le sue mani, iniziò a sentirsi piccolo di fronte alla sua forza, insufficiente di fronte alla sua autosufficienza e debole di fronte alla sua solarità. Lei fece di tutto per fargli capire che lui era l’amore della sua vita, il re del suo mondo.

(Leggi anche “La relazione con un narcisista”)

Un giorno, durante una romantica passeggiata a cavallo, il cavaliere la strinse forte. Quando sentì di averla tutta per sé, all’improvviso la gettò a terra. La principessa fu molto stordita da tale avvenimento. Le ossa le facevano male e ci mise del tempo per rialzarsi in piedi. A un tratto, l’uomo parve risvegliarsi da un sogno e, disperato, corse dalla donna per aiutarla a rialzarsi con tutta la sua premura. Il suo calore era avvolgente, le sue parole inebrianti, tutta la sua luce diceva che si trattava di un principe. Mentre la risollevava, le disse che lei lo faceva sentire forte e importante.

Lei lo amava, ora erano insieme, avevano il mondo in mano e splendeva il sole, quale poteva essere il problema? Eppure, la principessa vedeva spesso il suo compagno triste e contrariato. Soprattutto quando lei si sentiva felice.

Passò qualche giorno in cui la donna lottò per dimenticare l’incidente. Una notte di luna nuova, sulla terrazza della sua reggia, circondati dalle candele sopra un giardino sconfinato, sotto le stelle, i due innamorati stavano ballando stringendo un bicchiere di pregiato champagne. Non appena la felicità dei due toccò la perfezione, il sogno di ogni mortale, il cavaliere strinse le braccia alla principessa e la gettò a terrà in ginocchio.

Lei era esterrefatta, lo guardò con paura e sbigottimento. Grande era la paura di lui, ma soprattutto grande la paura che quest’uomo fosse in grado di rovinare la perfezione di un sogno.

fiaba sul narcisismo
Foto di Petra Šolajová

Dal giorno dopo, le amiche della principessa, udendo le sue confidenze, cominciarono ad allarmarsi e a metterla in guardia su quell’uomo. Ma la principessa era già profondamente legata a lui. Oramai pensavano gli stessi pensieri e respiravano gli stessi respiri.

Nei giorni successivi, tutto sembrò tornato normale, e di nuovo il cavaliere si prodigò nel sanare le contusioni che aveva inferto alla bella principessa, come se non fossero state causate da lui. Nel far ciò, si comportava come l’amante più premuroso del mondo. Ma in quelle braccia la principessa non riusciva più a sentirsi sicura.

Scoprì che si può amare una persona anche senza fidarsene, ma che farlo richiedeva dolore e che la serenità era perduta.

(Leggi anche: “Narcisismo – La disintegrazione dell’intimità”)

L’altalena proseguì tra alti e bassi ancora per molto tempo, finché la principessa non dimagrì e impallidì fino a perdere la propria bellezza. Ciononostante, ella continuava a tenere alti ottimismo e solarità come fossero le sue bandiere e a tenersi stretta a un amore che non immaginava di perdere. Il cavaliere l’ammirava per un po’ in quella luce che la circondava sempre, ammaliato, ma poi tornava a gettarla a terra.

fiaba sul narcisismo
Foto di Enrique Meseguer

L’ultima volta che lo fece, la principessa decise di mandarlo via dal suo regno, in cui mai più avrebbe potuto entrare. Le amiche e la famiglia della donna l’avrebbero sostenuta nella sua decisione di distaccarsi per sempre dall’uomo più premuroso e più pazzo del mondo. La principessa arrivò a chiedersi se anziché nascondere un principe, il cavaliere non nascondesse un vampiro.

Questa favola non ha un lieto fine che dica “e vissero felici e contenti”. Il lieto fine lo fanno le bandiere che sventolano ancora alte, intatte, sulla reggia della principessa del regno del sole, e lei che ha riacquistato la sua luce.”

Tratto dal libro autobiografico PALO QUATTRO – L’AMORE ABUSIVO (il crescendo tossico della relazione con un narcisista, la vera storia)


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