DA UN BOSCO ALPINO


TORNARE ALLA MATRICE

Scrivo questo breve resoconto da una casetta di legno a ridosso sulla roccia, con vista sui boschi di conifere delle Dolomiti.

Il cellulare è il mio unico contatto con voi qui, mentre quando sono nel bosco il contatto è “totale”: è con le radici della mia pelle e del mio respiro. Con la matrice, la Madre. Gli alberi. La terra. Gli odori nell’aria.

Baita in montagna
Photo by Photo-Poetry

Ho nel cuore una valanga di GRAZIE per l’opportunità che mi è stata offerta di soggiornare nella modesta quanto splendida dimora di un anziano mistico erborista e scrittore dell’Alto Adige, conosciuto a una conferenza su erbe e streghe due anni fa.

Magari potrebbe capitarti di incontrarlo presentare i suoi libri e i suoi preparati in giro per l’Italia. A periodi, abbraccia il nomadismo. Predilige boschi e isole.

QUESTI, per me, sono i viaggi. QUESTI i ritiri, quelli che ti vengono incontro da soli con spontaneità, offerti su un piatto d’argento come l’amicizia, come la vita.

Unico compito quello di accudire un’adorabile cagnona da caccia, che già mi aveva conosciuta, Bianca, e un gatto nero affascinante che si fa chiamare Vento.

Gatto Vento
Photo by Photo-Poetry

Ringrazio la visione sacra del capriolo avuta ieri salendo a una baita nel bosco. Ringrazio la visione sacra dei tre caprioli avvistati oggi, e l’adulto che, credendo di non essere visto rimanendo immobile, mi ha fissata dritta in faccia per una ventina di preziosi secondi.

Ringrazio lo scoiattolo che stamattina saltava da una roccia all’altra del lariceto come un acrobata.

Ringrazio l’erica, la lavanda, la mentuccia e i lamponi di bosco freschi di temporale. Ringrazio il larice esploso da un fulmine l’altra sera, vivo a “guardarci” tra gli altri fino al giorno prima. Che la sua anima possa involarsi in pace.

Ringrazio chi cerca di starmi vicino quando la mia natura selvatica erompe e non sono comoda, non sono docile, non sono stabile.

Ringrazio Bianca e Vento, miei selvatici e complementari compagni d’avventura. Passare da cane a gatto di continuo è un passare da sole a luna e di nuovo da lunare a solare, in una danza di equilibri perfetti.

Ringrazio lo spirito selvaggio che mi fa scoprire che il bosco è piacevole anche con la pioggia (se non ti sorprende un temporale). Le letture. Le cascate. Le farfalle arancioni sui fiori dei cardi di palude.

Ringrazio ogni lampo e ogni tuono, anche quando ci hanno tolto la luce. I loro tagli e cuci alla vita. Le forze primordiali, elettriche e cinetiche, che qui si mostrano in tutta la loro erompente nudità.

Larice monumentale
Photo by Photo-Poetry

Il silenzio, quello sembra che non basti mai. Riempie le giornate come un buco nero e mi delizia, mi inebria. Vorrei avvinghiarmici come su un drago bianco e vorrei che mi portasse via. Il suo spazio vergine mi nutre e non mi basta mai.

Qui si torna a giocare con gli elementi come da bambini, polvere, acqua, briciole di roccia, resina, sottobosco misto. Si dimentica il concetto artificiale di “sporcizia”, che resta relegata in un mondo di sconnessione e nelle città. Si vive in perenne comunicazione, una comunicazione con ogni elemento, che neanche il mondo di internet ha mai potuto sognarsi.

Per questo ora devo lasciarvi. Rimpiangero’ tutto, il bucato alla fontana, l’acqua di fonte, ogni vibrazione, ogni impronta, ogni tappeto di aghi d’abete. Ma li porto dentro di me, per aprirmi le porte di Madre Terra in ogni momento in cui vorrò riconnettermi col profondo di ciò che sono.

Andate per boschi. Fiutate, perdetevi, rispettate, ascoltate. Il resto, non posso esprimerlo qui.

GRAZIE.

 


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