Lalita dea dell'amore

IL MASCHILE CHE SORREGGE – LALITA

LA DEA RETTA DA QUATTRO MASCHI SACRI

Lalita nell’induismo tantrico corrisponde per molti tratti alla nostra Afrodite, dea dell’amore e dell’eros.

Vediamo oggi come la mitologia testimoni ancora una volta che Femminile e Maschile non si possano scindere (pena forti disequilibri e disastri), se non su un piano puramente astratto e filosofico.

Non nella realtà del mondo terreno, delle sue funzioni vitali e di tutte le sue rappresentazioni – fino a quelle dei mondi pèiù sottili: energetico e spirituale.

Tratto dal libro GEMELLI TANTRICI (Terapia d’urto per l’amore disponibile alla comprensione)

fiamme gemelle

“È interessante notare che la dea dell’amore sensuale per eccellenza, Lalita Tripura Sundari (= l’incantevole bellezza dei tre mondi), nell’iconografia classica, siede comodamente su un’alcova retta da quattro divinità maschili (Brahma, Vishnu, Rudra e Shiva – N.d.R. oltre che dalla forza maschile interiore che le fa da base, nel dio dalla carnagione blu, il principio Shiva, da cui si dipartono tutte le divinità maschili).

È dunque adorata anche da chi fonda e governa il cosmo stesso.

Lalita e il maschile sacro
Foto dal web

Anche Durga (N.d.R. la dea guerriera) trae la sua forza dalla sorgente del Sacro Maschile, dal suo lato del leale combattente (N.d.R. quello dell’arte marziale, non quello delle guerre); ma in entrambi i casi, senza l’incanalamento del principio femminile, tali forze non potrebbero agire nel mondo e risulterebbero dunque soltanto latenti, impotenti, sospese. Non manifestate.

Non a caso la donna è spesso, nelle varie cosmogonie e in generale nell’inconscio universale, rappresentata come un tondo, come lo zero cosmico, la yoni, come il buco in cui tutto si origina: il buco bianco che scientificamente fa da contraltare ai buchi neri, creando materia. Questo perché il Femminile universale è un canale.

L’utero (N.d.R. simboleggiato nell’esoterismo dal triangolo con la punta verso il basso e dal sacro Graal – fondamento di una religione che avrebbe dovuto essere femminile) non è soltanto un organo fisico, è la natura stessa del principio femminile in tutto ciò che esiste.

Per esistere, la realtà del pensiero-soggetto deve passare da un utero e farsi azione e oggetto.

Abbiamo detto che il Maschile crea (Shiva) – in natura lo sperma, il seme – e il Femminile (Shakti) dà vita – la terra o il ventre.

Il seme non prende esistenza se non passa per l’utero.

sacro femminino Lalita

Lo stesso vale in tutto ciò che facciamo ogni giorno, nei nostri rapporti con gli altri, nel nostro rapporto di coppia e nel rapporto tra le nostre due polarità interiori.

Per questo l’equilibrio tra questi ultimi è così fondamentale: per noi (per la nostra salute e il nostro benessere, la nostra piena realizzazione, per il nostro libero arbitrio), per gli altri, per la società in cui viviamo e per il pianeta stesso.

Sagarpriya DeLong nelle sue terapie inizia il lavoro sempre dalla polarità delle due che è più presente, ossia, come dice lei, più piena d’amore.

L’amore non è solo un sentimento, così come ci è stato trasmesso.

Ricordo di essere andata in piena crisi alle scuole superiori, verso i sedici anni, quando il professore di psicologia riduceva l’amore a uno scambio di neurotrasmettitori, a una reazione chimica, escludendo qualunque altra prospettiva. L’amore dunque non è né solo un sentimento, né solo una reazione chimica.

L’amore è un ingrediente fondante della vita nel cosmo tanto quanto lo sono l’ossigeno e l’idrogeno.

L’amore è un motore più potente ancora del noto dolore che muove le cose e gli esseri viventi.

L’amore è un ponte immortale tra la realtà fisica, la psiche, i corpi sottili e la realtà spirituale.

Tutto puoi fare e disfare nella tua vita, ma l’amore cosmico non viene intaccato da nessuno dei tuoi movimenti, esperienze, errori, illusioni, atti o pensieri. L’amore è un ingrediente cardinale, senza il quale non esisterebbe neanche il tavolo su cui ti stai appoggiando o il sofà su cui siedi, né l’aria che respiri e neanche il tuo respiro – costituito anch’esso dal flusso e riflusso di Shiva e Shakti – inspirazione, espirazione, le due polarità.

Così come l’amore, il cui concetto sempre sfugge alle parole, Lalita ha mille nomi.

sesso sacro

LA DEA LALITA

Lalita è la quintessenza della bellezza e dell’erotismo e, naturalmente, anche questa dea può permearci, se glielo permettiamo.

Rispetto al tema centrante di questo libro (N.d.R. induismo tantrico applicato alle fiamme gemelle), Lalita è il canale che va a unire gli apparenti opposti. Il grande viale che conduce dal piacere dei sensi e dell’eros, attraverso il risveglio della Kundalini (di cui ho parlato precedentemente), all’apice dell’esperienza umana: la sublimazione dell’energia sessuale nei chakra alti della percezione espansa.

È l’energia che può portare, sopra il serpente della Kundalini, dal piacere sessuale alla beatitudine degli stati di grazia dati dal semplice sentirsi parte del tutto e vedere il collegamento tra tutte le componenti della realtà.

“Contenere e incanalare il desiderio – che è uno dei progetti centrali del Tantra – richiede la risoluzione degli opposti.

Una relazione ordinata tra ascetismo e desiderio sfrenato, in modo che il desiderio possa agire la sua potente magia creativa come amore invece che come lussuria e avidità.”

(Leggi anche: “Energia sessuale e alchimia”)

Mi pare chiaro in questa descrizione ravvisare il quadro della nostra società odierna: cos’è avvenuto cioè lasciando spadroneggiare il principio maschile privato della sua controparte femminile necessaria a bilanciarlo. Un principio maschile a sua volta bastonato e snaturato di suo. Sarebbe come pretendere di fare il pane usando solo acqua oppure solo farina. Sarebbe come voler fare il vino in assenza di ossigeno.

La stessa cosa si potrebbe dire per la grande carestia ambientale e umana causata da un ritiro di energia-Lakshmi, di cui ho parlato in precedenza.

I “tre mondi” secondo l’induismo sarebbero quello fisico, quello sottile (enegetico) e quello causale (karmico).

Ma si dice che Lalita permei soprattutto la quarta dimensione che trascende sia veglia, sia sonno (di cui ho parlato anche in “Fiamme gemelle e gli altri”), sia sogno: l’illuminato quarto stato di coscienza (turiya).

fiamme gemelle

Lalita è esattamente l’amore di cui parlavo prima. L’energia che tiene insieme gli atomi, il soffio vitale la cui origine gli scienziati ancora ricercano.

“Lalita incarna il desiderio come forza creatrice universale. Il desiderio – Kama – è sempre il seme primario della vita. Il desiderio cosmico dà origine all’universo, e il mondo è, in un certo senso, una fuoriuscita dell’impulso erotico cosmico.

Lalita incarna il desiderio in ogni sua forma, a cominciare da quello cosmico che stimola i nascituri senza forma a esplodere nelle forme.”

“Lalita incanala i desideri mondani in attiva aspirazione spirituale.”

(I brani tra virgolette sono di Sally Kempton, studiosa di Tantra)

energia sessuale
Foto dal web

ALTRI SIMBOLI

Tra gli oggetti che Lalita tiene in ciascuna delle sue quattro mani, vi è un cappio.

“Il cappio rappresenta quella forza di attrazione dell’amore che raggruppa le particelle di materia per formare atomi, molecole e cellule, e gli esseri viventi per formare coppie.

Può operare in due modi: legare alla ruota della vita con voglie sessuali senza fine e altro, o altrimenti può diventare nostalgia per il divino e attirare verso l’interno.” E quindi liberare.

“Anche se manifestata attraverso la fusione sessuale o l’unione mistica interiore, Lalita rappresenta anche la forma più sottile di beatitudine, la beatitudine impregnata di Dio che viene solo a chi può sublimare il desiderio egoico in desideri più elevati.”

Hai mai pensato che l’amore così indomabile ed indicibile che provi per quella persona possa essere in realtà “nostalgia per il divino”? Una nostalgia per il tuo stato originario e la tua fonte?

“La sua libertà è quella assoluta della Shakti primordiale. Un esempio concreto di regale sovranità

La personificazione della femmina pienamente viva, equilibrata, sfrontatamente illuminata, che non è mai sottomessa ed ha suprema fiducia che il suo amore possa facilmente congiungere l’erotico con il sacro.”

“Come Kali, di cui è l’opposto complementare, incarna un misto paradossale di amore e potere. Ma, mentre la sfrenatezza di Kali fa paura, ed è certamente sgradevole al maschile, Lalita è sostenuta non solo da uno, ma da molte divinità maschili, perse d’amore.”

“E’ la Shakti che giocosamente crea i mondi, affinché il marito goda nel suo ruolo di eterno testimone.”

Se vuoi saperne di più e scoprire qualche meditazione sulle divinità tantriche femminili (spostamento dell’energia erotica, integrazione maschile-femminile, ecc.), leggi GEMELLI TANTRICI.


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