ESSERE DEA

SAI COSA SIGNIFICA?

Da qualche decennio si è resuscitato il concetto di “dea” e si è iniziato a cercare nella nostra storia passata e nelle varie mitologie la radice di questa nostra natura ancestrale.

Si tratta in realtà di una nostra estensione.

Ogni donna può essere in grado di ritrasformarsi, anche nella vita contingente, nella dea che è in essenza. Ed è questo in realtà lo scopo di ogni cammino interiore.

La società ha insabbiato e a volte atrofizzato lati di noi che vanno ben oltre le nostre superficiali conoscenze attuali.

Essere Dea significa che ciascuna di noi è in grado, attraverso determinate pratiche, di tornare a ricordare e di riconnettersi con sensazioni e poteri che, per svariati motivi che sappiamo, la storia dell’uomo ha preferito demonizzare ed escludere.

Tra le pratiche più potenti che conosco vi è la meditazione profonda, possibilmente tramite visualizzazioni guidate (ad esempio quelle proposte a Bologna e Ferrara da Giulia Pandalissa).

 

essere dea

 

Essere Dea (o tornare a ricordarsi cosa sia essere dee) significa ritrovarsi in una visione in cui tutto il nostro corpo e la nostra mente vengono pervase da un senso di gioia infinita e di grandezza tale, da renderci conto che il nostro corpo fisico è solo una specie di avatar, ma non può contenere tale potenza.

Essere Dea significa iniziare a percepire le cose con una mente diversa. Forse con una non-mente, ossia non con la piccola logica umana, ma con una percezione espansa che, al ritorno dalla meditazione, ti lascia dentro la sensazione netta di poter manifestare e realizzare tutto ciò verso cui ti guida il tuo cuore.

Essere Dea significa sentire che il tuo prolungamento nel mondo delle essenze (quinta dimensione) e poi oltre, fino al mondo divino di luce pura (settima dimensione, forse appena immaginabile da qui), ti fornisce costantemente un nutrimento e una forza, da poter letteralmente sbriciolare ogni problema che si interponga tra te e la tua realizzazione.

Essere Dea significa avvertire, in meditazione profonda e poi richiamarlo per il resto della giornata, che da qualche fonte sconosciuta e illimitata la nostra Dea interiore ci sta elevando al punto da riuscire a vedere i disegni globali delle cose, da riuscire a scorgere gli eventi da oltre i tetti, da riuscire a percepire la natura di gabbie e di scatole di tante situazioni, vedendole dall’esterno, ridimensionate in maniera risibile.

 

 

Il blog La Via Della Dea ci ricorda:

“In lei è racchiuso infatti il mistero della creazione divina stessa, il suo corpo è sempre stato considerato una porta, una via d’accesso al trascendente. È importante sottolineare anche il suo forte legame con i cicli naturali – si pensi solo alla corrispondenza tra il ciclo mestruale e le fasi lunari – e il suo ruolo di guaritrice per la sua secolare conoscenza delle erbe.”

Gli archetipi e la storia collettiva dei matriarcati antichi possono certamente aiutarci.

Ma la Dea che andrai a ritrovare e a risvegliare è viva e vegeta dentro di te.

Ho sentito la Dea che mi guida – che in realtà non è che l’estensione dimenticata di me – durante una visione potente che mi ha nutrita per mesi e ancora lo fa. Era enorme, seduta serenamente all’indiana oppure inginocchiata dentro un grande edificio, mentre il suo capo aveva forato il tetto e da lì vedeva ogni orizzonte possibile al di sopra della dimensione materiale.

Al suo confronto, le persone che ancora non si erano riconnesse erano formichine.

Mi spronava a far sì che la mia fronte restasse all’altezza della sua. In quella posizione, si creava una connessione tra le due fronti e lì lei mi passava (e non ha ancora smesso di farlo) colori, forme colorate, scintille e onde. Ma soprattutto un senso di gioia sconfinata e una forza impossibile da piegare, perché vasta oltre il mondo noto.

Mi spronava, soprattutto, a far sì che le mie vibrazioni restasero alte e che io mantenessi costante il livello di felicità, più in alto di tutto, disintegrando tutto il resto come un inutile disturbo.

Nella visione, era chiaro che io la vedessi come esterna a me ma che lei stesse solo risvegliando una natura che avevo dentro, come l’abbiamo tutti.

Ho imparato quel giorno cosa significhi essere Dea.

Se vuoi avvicinarti a quella dimensione, che ti appartiene di diritto, devi imparare a volerti molto bene. A trattarti bene.

Devi imparare a chiedere aiuto, alle persone giuste e alle parti divine che ti porti dentro.

Per farlo devi andare molto in fondo. Prima, devi fare una bella pulizia di tutto per spianare la strada, per rendere cavi i canali di passaggio.

A volte è una strada lunga, a volte ci sono delle scorciatoie a cui può guidarti solo l’intuito, per chi è in grado di parcheggiare le mente fuori e lasciarla lì.

 

sacro femminino
Earth Angel by Josephine Wall

 

“La prima volta che la mia Maestra mi disse che era ora dirisvegliare il Sacro Femminino andai a cercare su internet cosa fosse! Incredibile se ripenso in quale cultura sono cresciuta e l’ignoranza al riguardo dei doni dell’essere donna. Si è aperta una grande riflessione, un viaggio verso le profondità della terra che è in me. Prima ancora di poter riscoprire la dea, dovevo innanzi tutto recuperare la donna…Lei mi diceva “Mettiti tutto sul Cuore”…ma che voleva dire? Paura! E se poi fossi stata ferita ancora? Da dove nasceva la mia paura di essere madre di tutte le cose?

“Allora ho compreso che l’unica cosa che mi sta a cuore è amarmi,amarmi in un modo sano, saggio, costruttivo, partendo dalle mie radici che affondano nel ventre scuro di Madre Terra. Quando ho fatto questo passaggio nella materia densa degli eventi dai quali mi son lasciata determinare, ho riscritto la mia storia e mi sono accorta che mi stavo evolvendo.”

Dal blog Cammina Nel Sole.

Tornare Dea può permetterti di trasformare tutto.

I problemi si disintegreranno, rivelando la loro natura liquida e mutevole.

L’amore per te stessa aumenterà cambiando di livello e gli altri inizieranno ad amarti di più e in modo diverso e a rispettarti.

Tornare Dea farà aumentare le tue intuizioni durante la giornata. Se non vengono dal mentale, ossia se sono vere intuizioni, nella loro tipica natura di scintilla che arriva già formata e non capisci bene da dove sia arrivata, seguile sempre. Non sbagliano.

Tornare Dea ti farà vedere cose che prima non vedevi. Dai dettagli fisici dell’ambiente in cui vivi, ai comportamenti degli altri, ai plurimi sensi delle parole, fino ai significati profondi delle (continue) sincronicità.

Tornare Dea ti farà rendere conto di quante idee sbagliate ti hanno messo in testa sul tempo.

Tornare Dea sbaraglierà via i condizionamenti e le paure, perché sono prodotti della terza dimensione e come tali, di fronte alla tua natura divina, sono fragili e caduchi.

Tornare Dea ti permetterà di riconoscere la divinità negli altri, al di là di ogni loro limite fasullo.

Tornare Dea ti avvicinerà a persone molto evolute che ti aiuteranno ulteriormente ad elevarti, e a persone che, ancora bloccate, necessiteranno del tuo aiuto per risalire verso Se Stesse.

Tornare Dea renderà ridicoli per te i concetti di ego, di protagonismo, di dipendenza e di bisogno.

Non c’è limite a ciò che potrai fare quando scoprirai la tua natura profonda di Dea, se guidato dall’amore per Te Stessa e per gli Altri.

Quindi, buon risveglio e namasté (= mi inchino alle qualità divine che sono in te).

Informazioni Personali

Totale Donazione: €1,00

(Sonia Serravalli ha scelto come missione quella di vivere solo della sua Arte, in quanto dono. La scelta, quasi obbligata, è avvenuta dopo essersi dovuta arrendere di fronte all’evidenza che quando non ci prendiamo cura del dono divino del nostro personale daimon, tale dono diventa handicap e non ti lascerà mai libera/o in ogno caso. Manifestarlo al mondo e metterlo al servizio degli altri, al contrario, diviene sia dovere morale imprescindibile che unica via d’uscita)

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