la dea

FRAINTENDIMENTI SULLA DEA

INCLUSIONE E NON ESCLUSIONE

Sono reduce dal bellissimo evento che è sempre Internazionale a Ferrara.

Conferenze che spalancano la mente, perfino sui temi che ci interessano qui: pianeta, maschile e femminile, spazio e cosmo, la sensibilità delle piante… (Ogni anno, da tredici edizioni, mi chiedo il motivo della scarsa partecipazione dei locali a documentari e incontri che ti cambiano davvero il modo di vedere).

Chiusa questa parentesi, oggi ho sentito, con grande dispiacere, una delle relatrici parlare di questa nuova ondata di interventi sul sacro femminile come di una nuova forma di femminismo, che continua a basarsi su una politica di esclusione dell’altro.

Quando sei nel pubblico e non dalla parte del microfono, è un grande dispiacere sentire esporre deformazioni e fraintendimenti di una lettura personale come fossero verità. Così, ho preso la palla al balzo per scrivere questo articolo.

Da sempre io e quelle che ormai considero le mie sorelle (le mie colleghe di scrittura e di attività, nel virtuale e fuori) insistiamo proprio sulla necessità di entrambe le polarità energetiche, maschile e femminile, per riuscire a creare nella coppia del domani (di qualunque orientamento sessuale) un bilanciamento che ci permetta di uscire dall’impasse in cui siamo entrati negli ultimi anni (e nell’ultima era umana).

il femminile
Artist: Art By Adelaide Markus

L’aver demolito tutto ciò che è femminile, nella donna ma anche nell’uomo e nella società, negli ultimi ventimila anni di patriarcato, ci ha mostrato bene a cosa portino scelte politiche di esclusione.

Tutto ciò che noi in cammino oggi portiamo avanti, in primis nel lavoro su noi stess* e di riflesso sull’esterno, è al contrario proprio un approccio di ascolto, comprensione ed inclusione. Integrazione di tutte le parti e a tutti i livelli (fisico, energetico e spirituale). Perché senza questo lavoro, nessuna delle “due parti” potrà venire sanata e vivere una vita piena e autentica, per ciò che ciascuno di noi è nel profondo, fuori dagli stereotipi.

L’aver poi incontrato la corrente del pensiero tantrico (uno stile di vita che pare magicamente già molto vicino a quello di molte “donne-strega” nella nostra società di oggi) mi ha non solo dato le conferme, ma addirittura le fondamenta di ciò che già sentivo e sentivamo. Ossia che il maschile e il femminile non esistono l’uno senza l’altra e viceversa.

Che essi si sviluppano e coesistono su diversi livelli – ad esempio, quando si parla di quelli spirituale ed energetico, essi non vengono nemmeno associati a generi sessuali.

Si parla, e mi ripeto, delle due componenti del tao. Ogni parte include in sé una parte dell’“altro” (Parentesi: nella misura in cui “l’altro” esista, ed esiste soltanto per i nostri sensi che qui, nella dimensione terrena, ce lo fanno percepire come separato da noi – chiusa la parentesi).

comunicazione uomo donna

Tutta la mitologia indù e anche gran parte della nostra vede vere e proprie potenze in certe divinità femminili, indomabili e anche fondatrici di realtà, ma né questo né alcun post, pensiero, articolo o seminario incentrato sulla “Dea”, sul sacro femminino o sull’utero ha alcuna intenzione di perpetrare il pensiero fallimentare della opposizione tra Dea e Dio e della competizione tra il femminile e il maschile.

Se ancora esiste qualcuno che porta avanti un’istanza sull’altra in termini di competizione e superiorità, questa persona sorregge una filosofia che è già morta e di cui ancora paghiamo lo scotto oggi, noi e il pianeta.

A conferma di ciò che affermo, ricondivido con te che leggi con piacere alcuni brani dei miei articoli precedenti che vanno nella direzione di inclusione ed evoluzione comune.

Dall’articolo Il Canto Dei Sessi:

“Da qualunque parte io prenda la vita, il lavoro e le relazioni con gli altri, tutte le strade portano sempre più allo stesso risultato.

Ed esso stesso è il denominatore comune di tutti i problemi umani cui assistiamo nel mondo, dal piccolo al grande, dall’episodio quotidiano alla situazione mondiale, dalla vita privata a quella pubblica:

1)     L’energia del sacro Femminile presente sia nelle donne che negli uomini è stata duramente umiliata e ferita per tanto tempo;

2)    Gli uomini per difendersi da questa ferita interna hanno reagito facendo emergere il peggio del maschile (che non è altro che il sacro Maschile a sua volta umiliato e sconnesso, poi svuotato o traviato);

3)     Le donne per difendersi hanno reagito vedendo nell’uomo la propria stessa parte ferita e proiettandosi completamente su di loro (aiuto illusorio, ruolo di madri e crocerossine) e nel loro mondo (lavoro, stress, competizione, relazioni impoverite, società attuale).”

Dall’articolo Shiva e Shakti:

Shiva e Shakti riunione
Flowering Shakti di Peter Hengelhardt

Shiva è la forza creatrice di tutti gli elementi: il Creatore. È anche la presenza, la consapevolezza, il contenimento, la direzione.

Shakti è il movimento, il caos creativo, l’ispirazione, il necessario lato dinamico che muove la creazione e i suoi componenti – rendendoli vivi.

Lei è, in qualche modo, l’aspetto immanente del divino. Il canale che collega una dimensione all’altra.

La direzione della natura di Shiva va verso la trascendenza, quella di Shakti verso l’incontrollabile forza vitale.

Inutile dire, guarda un po’, che un elemento non esiste senza l’altro – in altri piani come Uno; nel piano che conosciamo come due funzioni opposte e complementari.”

 

Dall’articolo Il Maschile Sacro:

“Quando il Sacro Maschile viene combinato con il Sacro Femminile dentro ciascuno di noi, creiamo il matrimonio sacro di passione e compassione dentro noi stessi.”– Matthew Fox

“L’età della mascolinità corazzata è superata e sta morendo ai nostri piedi. È un groviglio insanguinato di armi e di ego gonfiati incollati insieme da una miope gara al rialzo e rabbia congelata.” – Matthew Fox

Mentre il Femminile Sacro è stato schiacciato per millenni, sia nella natura stessa delle donne che dentro ogni singolo uomo, lo squilibrio si è impossessato delle singole persone e della società, spostando la lancetta verso un “maschile” trasmutato da “sacro” a “maschilista”.

È come se avessimo tolto un ingrediente fondamentale nella preparazione della nostra torta. È come togliere lievito al pane.
Il Femminile Sacro era – ed è – il lievito che permette al maschile di ascendere, di creare vita. E intendo sempre in senso lato: sul piano fisico, sul piano energetico e sul piano spirituale.

Un Maschile privato del Femminile diventa violento.

Un Femminile privato del Maschile diventa arido.

Jung li chiamava Animus e Anima. Si tratta di archetipi, dell’individuazione originaria, dei pilastri alle origini di Tutto.

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Nell’articolo Gli Errori Commessi Dalle Donne puoi trovare l’importantissimo video di Hanna Milling (5 minuti) con la comunicazione delle donne rivolte agli uomini “From women to men”.

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Dall’articolo Il Femminile Nell’Uomo:

dalle parole della psicologa Sibilla Ulivi:

“Un uomo con forti tratti femminili può essere virile al pari di uno pienamente identificato alla mascolinità, se non addirittura risultare un maschio più completo rispetto al “tutto maschio”. Stessa cosa per la donna: quella dal carattere più forte può esaltare la sensibilità femminile fino alle vette più alte. Il che significa perciò una cosa sola: il possesso di particolarità appartenenti al principio opposto non diminuisce quelle considerate congruenti con il sesso biologico ma può, quando non prende il sopravvento, addirittura esaltarle e arricchirle attraverso la convivenza dei contrari. Viceversa, l’adesione senza scarti a ruoli predefiniti implica impoverimento e ripetizione di stereotipi.”

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Dall’articolo La Coppia Sacra:

coppia sacra

“Il fatto è che la nostra società, e non solo la nostra, ha preso una deriva che ci ha allontanati parecchio dalle reali potenzialità dell’unione di un uomo e di una donna e dal reale potere dell’incontro tra maschile e femminile.

Ciò ha potuto avvenire, da una parte, riducendo la coppia alla procreazione di vita ma senza aver creato le basi di una vera connessione tra queste due forze ancestrali e sacre, attraverso l’incontro di un uomo e di una donna. Quando non come strumento di controllo e illusione di possesso dell’altr*.”

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Il mio invito è quello di aprire uno a uno gli articoli che vi ho menzionato e linkato.

Credo di poter dire che ciò che scrivo in questo “bosco” e ciò che stano portando avanti tante persone come me sia ben lontano da qualunque logica sessista o separatista di alcun tipo. Lavoriamo, piuttosto, per l’individuo, la coppia e la comunità del futuro, che saranno quelli in cui solo l’abbandono del conflitto tra le parti e solo l’inclusione potrà farci evolvere.

Attendo commenti e condivisioni qui sotto e sui social e ti ringrazio nuovamente per essere qui con me!


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(Sonia Serravalli ha scelto come missione quella di vivere solo della sua Arte, in quanto dono. La scelta, quasi obbligata, è avvenuta dopo essersi dovuta arrendere di fronte all’evidenza che quando non ci prendiamo cura del dono divino del nostro personale daimon, tale dono diventa handicap e non ti lascerà mai libera/o in ogno caso. Manifestarlo al mondo e metterlo al servizio degli altri, al contrario, diviene sia dovere morale imprescindibile che unica via d’uscita)

 

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