ghosting

GHOSTING: GLI ECLISSATI E IRREPERIBILI

IL FENOMENO DEL “GHOSTING”, LA MORTE RELAZIONALE

Chiamato in inglese “ghosting”, i dizionari lo traducono come “l’ignorare qualcuno” o “fare il fantasma”, nella cultura popolare si dice anche “farsi di nebbia”.

Io personalmente preferisco chiamarlo “improvvisa morte relazionale”, e, nel caso in cui vogliamo usarlo come verbo, “morire relazionalmente”, di punto in bianco.

Si tratta di un fenomeno disfunzionale e lesivo purtroppo in aumento nella relazione tra un uomo e una donna nella nostra società.

Complice il mondo virtuale, dicono, da cui puoi sparire con un tasto in un secondo; secondo me complice un’educazione vuota, incapace di dare alle persone gli strumenti adeguati a reggere il confronto – e un confronto vivo e sano – con un Uomo o con una Donna.

Stiamo parlando del comportamento che fa sì che, dopo aver aperto un qualsivoglia tipo di relazione con un’altra persona (scambio, dialogo, intimità, confidenza, condivisione), una persona sparisca completamente e improvvisamente, senza spiegazione.

Smettendo di rispondere a qualunque tentativo di raggiungerla. Interrompendo di botto qualunque tipo di interazione.

abbandono
Foto di Comfreak

Se hai vissuto questo, parto condividendo con te alcune verità importanti:

  1. Siamo una specie relazionale e vivere questa esperienza significa vivere una delle esperienze più devastanti previste nella gamma umana – quindi consolati, non sei pazza e non stai soffrendo in modo eccessivo. Sono, semmai, i tuoi cari e i tuoi amici che, da fuori, non si rendono conto della ferita interiore che il “ghosting”, o la “morte relazionale” comporta.
  2. No, il fatto che il tuo amico o confidente si è trasformato in un “eclissato” o “irreperibile”, con la modalità disumana tipica del “ghosting”, non ha niente a che fare con qualcosa di “sbagliato” in te: nulla che tu abbia detto, fatto o agito potrebbe giustificare questo tipo di comportamento disfunzionale – né potrebbe mai causarlo in un uomo o in una donna che sia capace di amore per se stesso/a e per gli altri e che abbia una sana relazione con il mondo. Qualunque sia la causa che lo sta allontanando da te.
  3. Il diventare a tutti gli effetti un “eclissato” rende questa persona la più forte delle due.
    In una relazione si deve essere in due, e quando ci si aggancia, il potere va a colui/colei che si sgancia.
    Si tratta di un “potere” fittizio, basato sulla mera soddisfazione di avere avuto il diritto e il controllo di far vivere certe cose o farle morire – e così dentro l’altra persona. Il potere di far vibrare in alta quota un altro da sé o di spedirlo direttamente all’inferno, nel modo più facile e più violento.
    Non parlo di un “potere” costruttivo. Ma dell’unico potere che certe persone, con carenze affettive, possono conoscere. Qualcosa che, a chi queste carenze non sono note, pare meschino, micidiale e disumano.

LE DOMANDE CHE CI FACCIAMO QUANDO UNA PERSONA SPARISCE SENZA SPIEGAZIONI

Avrò fatto o detto qualcosa di sbagliato?

– Non sono abbastanza (bella, piacevole, intelligente, interessante, sensibile, femminile/maschile, eccetera)?

– Gli si sarà rotto il cellulare?

– Ci saranno stati problemi tecnici con l’email / il telefono / la posta?

– Avrà avuto un incidente e sarà già morto?

– Era sposato/impegnato e non me l’aveva detto?

– È omosessuale (o eterosessuale per gli omosessuali) e non ha il coraggio di dirmelo?

– È gravemente malato e non vuole dirmelo?

– Starà pensando alla sua prossima mossa o raccogliendo il coraggio per dirmi qualcosa di grosso?

– È svenuto da qualche parte e nessuno se n’è ancora accorto?

– L’hanno arrestato?

– Ha battuto la testa e perso la memoria?

– È pazzo?

– L’hanno rapito gli alieni?

il ghosting
Foto di John Hain

PERCHE’ L’IMPROVVISA MORTE RELAZIONALE CI FA COSI’ MALE

  • Perché di relazioni viviamo, siamo una specie sociale e la perdita di una relazione in maniera totalmente inspiegabile e inaspettata viene vissuta come un lutto e inconsciamente e bio-chimicamente come un pericolo per la nostra stessa esistenza.
  • Perché, per superare un lutto, la nostra mente ha bisogno di una spiegazione da cui partire.
    Il modo di elaborare questo lutto e il modo in cui ne usciremo cambia conformemente a seconda che veniamo a sapere, ad esempio, che la persona che si è eclissata avesse segretamente un’altra relazione, o se è morta, o se ci stava preservando da un pericolo, o se aveva avuto dei problemi tecnici, o se aveva paura, o se si tratta di un maleducato, o di un sadico, o di un bipolare, eccetera.
  • Nell’assenza totale di una spiegazione, la nostra mente annaspa e veniamo gettati in un dolorosissimo stato di confusione prolungata, che ci risucchia tutte le energie.
    Oltretutto sballottandoci in fasi diverse tra stati di ansia, stati di rabbia, senso di abbandono, stati di disperazione, stati di illusione, paura, impotenza, disillusione, autodenigrazione, autodistruzione, insonnia, inappetenza e tanto altro, tra centinaia di domande.

CARATTERISTICHE DELL’ECLISSATO (o “ghost” – fantasma)

Chi mette in atto questo tipo di comportamento:

  • È generalmente una persona che ha dei grossi problemi nel gestire il conflitto (emotivo), ma anche il confronto (emotivo), con un altro essere umano.
    Preferisce svignarsela ed evitarlo completamente. Non è in grado di reggerlo. Non vuole sentire.
  • Una persona che si è comportata così ha letteralmente il terrore del confronto e deve gestire una grande dose di malessere.
  • È una persona piena di carenze, con cui difficilmente – dopo questo gesto – potremo creare un rapporto sano, equilibrato, adulto e paritario.
  • Nel caso peggiore, potrebbe trattarsi di una persona abusante che utilizza questa strategia per saggiare e sentire il proprio potere, perché è l’unico modo che conosce per sentirsi padrone delle cose e in controllo degli eventi.

Ciò può avvenire, per esempio, nel caso di persone con tendenze narcisistiche, sadiche o d’altro tipo – in ogni caso in persone che hanno a loro volta, da molto piccoli, subito senso di inadeguatezza, non-accettazione e un’educazione incapace di instradarli verso la relazione con “il diverso” da sé.

Ciò non deve in alcun modo far scattare “l’istinto femminile della crocerossina” nelle donne che abbiano vissuto tale dolorosa esperienza: non c’è modo di sanare queste cose. O, certamente, non facendosi mezzo di guarigione per un altro essere umano adulto – né, tantomeno, per un “eclissato” (o “”fantasma”).

(Vedi anche: “Non voltare mai le spalle al tuo succo umano”)

psicologia del ghosting
Foto di Syaibatul Hamdi

COME USCIRNE E COSA POSSIAMO IMPARARE

  1. Sì, un tentativo di ricontatto è lecito e ti è dovuto. Ma deve essere solo uno.
    Viste le caratteristiche dell’eclissato, come descritte qui su, l’unico modo di chiedere spiegazioni è promettendo (e mantenendo a tutti i costi la promessa) che la spiegazione che ti verrà data non causerà patemi, inimicizie, scontro, drammi.
    Nella richiesta di spiegazioni, deve essere più che chiaro che l’accettazione e l’ascolto saranno totali, senza conseguenze. (Il che non significa, ovviamente, dover restare vicini a quella persona in futuro, significa semplicemente rispetto e comprensione).
    La richiesta deve essere chiara e genuina: l’unica cosa che puoi salvare in questo frangente (e l’unica cosa a cui miri veramente) è avere una spiegazione, non andare ad agire sulla causa di questo comportamento o a “curare”, “salvare” o correggere nessuno.
  2. Se questo scambio avverrà, avrai “la” risposta: la spiegazione che ti permetterà di uscire dal loop.
    Se non arriverà, invece, alcuna risposta, non contattare più questa persona. Non per messaggio, non con una telefonata, non con post sui social, non andando a casa sua, non per interposta persona.
  3. UNA LEZIONE DA IMPARARE.
    Devi renderti conto che la tua parte l’hai fatta. Il tuo messaggio era limpido e cristallino, più di così non puoi fare.
    Non puoi, in nessun caso, fare anche la parte dell’altra persona: a te spettava e spetta il 50%. Una relazione richiede due soggetti: non puoi, in nessun caso, prendere il sopravvento, agire, interferire o forzare i 50% che spetta all’altro.
  4. Detto questo, devi renderti conto che non hai niente, ma proprio niente, da recriminare a te stesso. Hai agito il tuo diritto e il tuo dovere, hai usato tutto il fiato e lo spazio che ti competeva. Il resto è “roba” d’altri: sono problemi altrui.
  5. A questo punto, arriva la fase in cui renderti conto che tu una spiegazione a questo comportamento (per te assurdo e inaccettabile) potresti non averla mai. Fino al giorno della tua scomparsa.
    E a questo punto, da sola o con una terapeuta, arriva il momento di chiederti: di fronte a questo fatto (e fato) e accettando questa realtà, come pensi di condurre da questo momento in avanti la tua vita?
  6. Infine, ora, metti da parte i momenti passati e concentrati sull’inspiegabile “eclisse” e poi chiediti: era davvero così il compagno o la compagna che stavi cercando? Senti davvero tutto il tuo essere gridare “sì!” verso una persona che ti ha fatto questo?
    Puoi ancora provare ammirazione e stima per una persona che si comporta così?
    Se l’universo ti chiede di accettare questo comportamento, per il resto della tua vita, senti genuinamente che era questo ciò che stavi sognando?
  7. Pensaci. Quel che ti sembra la più grande tragedia potrebbe essere invece la vita che ti ha appena fatto schivare un proiettile. 

Inseguire un fantasma rende te stesso fantasma verso gli altri, oppure una larva di essere umano.

Si tratta di esperienze che ci consumano.

Parliamo tanto di vampiri e fantasmi come si trattasse di esseri di fantasia, oppure sovrumani o extrasensoriali. Ma tutto ciò che si è creato nella mitologia e nella fiaba viene esattamente dal nostro vissuto interiore: reale, intenso, estatico o infernale, eccelso o dolorosissimo.

Oggi abbiamo visto la vera essenza del fantasma e come, se ne incontriamo uno, esso possa interagire con la nostra vita e sconvolgerla, a livello energetico, psichico-emotivo e fisico.

Quanto ai vampiri energetici, ti rimando al mio video sulla relazione con un narcisista.

Resto disponibile per ulteriori delucidazioni se avessi bisogno e, ricorda, regola N. 1:

lascia i fantasmi alla loro dimensione e, dopo avere fatto ciò che era in tuo potere e che rientrava nel tuo personale spazio, mai sporgerti nel loro e non inseguirli.  

Per nessun motivo. Non arriveresti mai a ciò che stai cercando.

E ora ti lascio con queste bellissime parole di Carla Babudri:

“Cara, questa è una trappola, il bambino mutilato non guarirà e l’uomo violento non si trasformerà in bravo uomo solo perché lo ami.

Gli uomini devono lavorare per liberarsi dalla morsa possente del Patriarcato, liberando la loro disabilità emotiva e il bisogno di dominare, anelando a tutti i costi a trovare una remissiva compagna-madre-cameriera, ormai, non regge più!

Questi sono “Uomini Fantasma”, programmati da un patriarcato sterile.

Amore mio, meriti un compagno che sa amarsi, che ascolta le sue emozioni e non le vomita addosso; un compagno che entra nel dolore e ne esce rinnovato, un uomo che si spinge oltre l’emozione, l’imbarazzo, la paura perché sa che dopo ritroverà un altro se stesso.”


Se vuoi sostenere la mia opera di divulgazione gratuita con un paio di caffè al mese, vai a vedere QUI il mio profilo su Tipeee

⇒ ⇒ ⇒ I MIEI LIBRI: (Femminile e Maschile; Fiamme gemelle, viaggi per il mondo, spiritualità, poesie, romanzi, downshifting…)

Per aiutarti: ARMONIZZAZIONE DELL’ANIMA

Il mio canale YouTube

(video su crescita personale, psicologia dell’inconscio, Femminile, Maschile)

—–> SITO: www.soniaserravalli.com

 

 

4 Comments

  1. Bellisismo articolo. Concordo nel fatto che bisogna rimanere ognuno nella propria dimensione. “Loro” hanno bisogno di noi, spesso entrano in questa dimensione e ci affascinano, ma dobbiamo essere certi della nostra volontà e rimanere centrati e stabili nella nostra dimensione

  2. Devo dire onestamente, che non mi è mai capitato un evento simile nelle relazioni sentimentali. Al contrario, nelle cosiddette relazioni “normali” (traduci, amichevoli), mi è capitato diverse volte.
    A caldo, sono rimasto un po’ perplesso e mi sono fatto delle domande ed, in rare occasioni, ho anche tentato una delicata strategìa di riconnessione.
    In ogni caso, avendo una ragionevole conoscenza di me stesso (magari da approfondire, perché no), non ne ho mai fatto un dramma, concedendo all’interlocutore, resosi fantasma, la massima libertà.
    In ogni caso, una certezza rimane ed è la convinzione che chi mette in atto certi comportamenti, ha bisogno di aiuto per sciogliere nodi ben nascosti 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *