medicina ufficiale e medicina alternativa

IL DOTTORE E LA STREGA

UNA CURA PER TUTTI

Ciao e tutti e ben ritrovati!

Ho deciso di aprire l’anno nuovo con un tema che nella nostra epoca è molto scottante.

Medico o strega?

Farmacia o erborista?

Medicina ufficiale o medicina cinese, o omeopatica, o ayurvedica, o naturopatia, o altro?

Prima che qualcuno di voi scappi, premetto che se scrivo a questo riguardo è per unire, non per separare. Quindi mettiti comodo/a cinque minuti perché qui dentro c’è qualcosa che ci riguarda tutti.

intuito e ragione
Image by Barroa Artworks

Mi piaceva anzi l’idea di scrivere qualcosa che superasse l’annosa dualità, in seguito ad infinite quanto sterili polemiche a cui ho assistito spesso sui social network al riguardo.

Premesso che, visto il titolo, dico chiaramente che nella mia umile esperienza personale io sono stata spesso “la strega”, che volente o nolente si è ritrovata ad assistere a guarigioni proprie o altrui attraverso pratiche che invece, dall’altra parte, spesso “il dottore” non conosceva o ri-conosceva neanche – prima che si accenda il solito dibattito umano su chi sta di qua e chi sta di là, dovremmo prima di tutto accettare il fatto che ciascuno di noi vive in un suo universo o, come la chiama la PNL, in una propria mappa del mondo.

Oltre al fatto, come se non bastasse, che anche ognuno dei nostri corpi è unico e sui generis, e reagisce a cure e stimoli diversi a seconda di mille variabili, mai realmente riproducibili uguali in un altro corpo.

Tutto ciò significa che ciò che ognuno sceglie (affidarsi del tutto alla chimica, o all’agopuntura, o all’autoguarigione o quant’altro) dovrebbe essere prima di tutto rispettato in quanto “scelto” dal soggetto stesso e diretto interessato che, dando fiducia a una pratica piuttosto che a un’altra, partecipa in automatico attivamente alla propria terapia.

È infatti risaputo che, senza una partecipazione attiva della propria sfera emotiva alla propria cura (ad esempio attraverso la fiducia nella persona o nella pratica che si sceglie), sarà molto difficile che si possa parlare di guarigione.

Mi riallaccio a questo per condividere con voi una riflessione importante, che mi è sovvenuta dopo aver tanto letto e tanto vissuto presso culture diverse dalla nostra (es. Messico ed Egitto). Ritengo cioè che alla base di tutte le nostre polemiche vi sia un fraintendimento fondante.

Ossia: nella nostra mentalità occidentale, ci aspettiamo che ci venga data una soluzione dall’esterno e questo fatto è talmente assodato che lo diamo per scontato come se fosse l’unico modello possibile. E allora ricorriamo ai medici e alla medicina convenzionale – anche se funziona anch’essa solo in una percentuale di casi, ma ci dà l’idea che qualche autorità esperta in camice bianco risolva i problemi per noi.

Al camice bianco viene attribuito tutto un bagaglio di immaginario in realtà molto antico e molto radicato dentro di noi – parte esso stesso della terapia, e qui basta leggere un po’ di antropologia. L’autorità esterna, il salvatore, la figura bianca-angelica a cui affidarsi anima e corpo.

In altre mentalità, invece, si presuppone da sempre una messa in campo diretta del soggetto nella propria guarigione, una presa in carico della propria vita, un’assunzione della responsabilità della propria cura – unica e sui generis in quanto unico e sui generis è ciascun universo soggettivo umano.

medicina ufficiale e medicina alternativa
Image by Prawny

In altre culture hanno concepito che se non ti rendi disponibile ad attivare risorse interne che vadano ad attivare quelle esterne creando il ponte, non esiste speranza… Allora diventa veramente possibile prendersi la responsabilità del proprio benessere e guarire.

E questo tipo di responsabilità di se stessi e del proprio vissuto, pochi occidentali sono disposti a prendersela. Siamo stati educati alla passività mentale e fisica, in attesa di un fantomatico “salvatore” (sempre esterno), come se ancora credessimo di poter stare bene davvero senza affrontare il “conosci te stesso”.

Bene, quando tante persone si scagliano, anche senza averle studiate, contro determinate possibilità di terapia, che peraltro funzionano spesso per chi le sceglie e giustamente mai funzionerebbero su chi non si fida, ritengo che stiamo discutendo totalmente a vuoto, perché manca proprio questa premessa fondamentale.

Ritengo cioè che solo ed esclusivamente nell’ottica descritta qui sopra – in cui il soggetto entri nella dinamica-cura come co-protagonista – si possa usufruire delle terapie cosiddette “alternative” – tra cui figurano anche autorevoli mondi di scienza medica antichi di quattromila anni.

Ma ciò può funzionare soltanto in una mentalità che sia essa stessa olistica, altrimenti è anche inutile intraprendere una discussione su questo.

Se si ritiene che le malattie ci colpiscano per caso e che non abbiano nessuna inerenza con il modo in cui abbiamo vissuto noi stessi e il mondo e nessuna correlazione con il nostro mondo emotivo, bene, allora è davvero consigliabile continuare ad affidarsi al medico, senza nemmeno tante pretese di capirci qualcosa, così come si farebbe con un meccanico o un idraulico.

È lecito e giusto per quell’individuo, quella forma mentis e quelle aspettative. Nessuno avrà il diritto di criticare questa scelta personale, né quella di chi al contrario studia le proprie potenzialità di autoguarigione o si affida all’EFT o alla cristalloterapia o ai fiori di Bach.

Ciascuno sa cosa è meglio per sé e non è questionabile.

yin e yang

A questo punto, c’è davvero posto per tutti.

L’unico lato che dovremmo arrivare a smussare è la nostra terribile tentazione di sporgerci nella realtà altrui e pretendere di poterla giudicare, come se cambiare l’idea altrui (cosa non fattibile e non certo in questo modo) potesse preservarci dal furto di qualcosa di nostro!

Ma da dove deriva questa paura cieca e atavica, laddove ognuno di noi ha il diritto di scelta? (Vaccini a parte). Da quale terra proviene quella paura di perdere il controllo che ci fa attaccare i portatori di idee diverse dalle nostre, dal vivo e soprattutto sui social?

C’è davvero bisogno di tanta aggressività per stare bene?

Ma non possiamo, se vogliamo un futuro diverso, per una volta fare lo sforzo di unire anziché dividere e di integrare ciò che manca a una parte con l’altra, e viceversa?

È indubbio che la chirurgia abbia compiuto passi da gigante. È indubbio che oggi nessuno muoia tra dolori atroci, ma che abbiamo i mezzi per viverci qualsiasi passaggio quantomeno annullando il dolore fisico.

È indubbio che esistano ovunque persone coscienziose, tra gli sciamani così come tra i medici, gli infermieri e i farmacisti, che desiderano seriamente il bene altrui, così come è indubbio che anche tra i medici, così come tra i nuovi guru, vi siano annidati personaggi che si sono identificati con Dio ed esercitano le loro manie di potenza su persone bisognose, spennandole e trattandole come una serie tutta uguale di pezzi di auto.

È indubbio che la ricerca abbia fatto progressi da leone, così come è indubbio che in tutta la mia vita non ne abbiano mai azzeccata una e che io abbia scampato ben due operazioni inutili solo perché il mio corpo ci ha pensato da solo.

Tante cose sono indubbie, solo che ciascuno di noi ne vive di diverse e sarebbe auspicabile semplicemente dare un po’ più di credito alla persona, alla persona, perché è la persona che ci si trova davanti che fa la differenza, non tanto lo strumento adottato…

Infine, per tutti coloro che affermano: “E’ solo suggestione” o “E’ stato l’effetto placebo”, vorrei fare presente che non stanno facendo altro che ammettere il potere della mente nel processo di autoguarigione.

la strega
Image by WILLGARD

Concludo con una semplice chicca, per chi di voi ancora non ne fosse a conoscenza, nonostante passeggiate per un blog che si chiama “Il Bosco Femmina” gestito da una scrittrice esperta di Femminile sacro che parla con gli animali e con le piante…

La demonizzazione delle donne erboriste a partire dal Medioevo (le altresì dette “streghe”), con il conseguente massacro di milioni di donne e loro colleghi “eretici” che ne è seguito, ha avuto inizio con l’apertura delle prime Università di Medicina e con la costituzione della “casta” dei medici.

Ora, io ringrazio con un inchino la medicina ufficiale e il farmaco di sintesi per le volte in cui mi ha permesso di evitare forti dolori fisici o problemi maggiori.

Ma non aspettatevi che la Strega si innamori del Dottore.

La caccia alle streghe verso coloro che portano avanti studi non convenzionali non è mai finita, sapete, sta semplicemente continuando sui mass media e sui social.

(Qui un articolo sulla donna strega in senso moderno).

Facciamo almeno uno sforzo nel concepire un benessere comune, per iniziare a fidarci gli uni degli altri e dare credito a chi opera per il bene comune, senza mai infangare un’intera categoria.

Il futuro è figlio di chi cucirà per sempre lo strappo voluto in tutti i campi dal “divide et impera”.

Noi non vogliamo più un mondo in cui sia la competizione a regnare. Noi vogliamo tutti il benessere psicofisico, che non può prescindere dall’amore per sé e per gli altri.

Tanta salute, abbondanza in tutti i campi e benessere a tutte le anime che sono passate per il mio Bosco.

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