archetipo del re

L’ARCHETIPO MASCHILE DEL RE

COSA SIGNIFICA ESSERE RE

Siamo nei giorni della rinascita del Dio Sole, e “Re” era uno degli appellativi a Lui riservati, così come uno degli appellativi riservati al Dio poi divenuto cristiano (“Re dei cieli”).

(Articolo sul Natale e sul Sol Invictus)

Per questo mi sembrava buona cosa condividere qualcosa sulla figura maschile del Re, presente nell’inconscio collettivo e motore di molta della ricerca femminile di un partner degno e capace, di un Maschile maturo (come dimostra, per esempio, questo post, diventato virale in poche ore).

Tratto dal libro “Il Maschile sacro – Il tuo massimo potenziale”, qui il mio pezzo dedicato all’archetipo del Re – come spiegato nel libro “King, Warrior, Magician, Lover – Rediscovering the archetypes of the Mature Masculine” di Robert Moore e Douglas Gillette (e come illustrato in inglese nei video di Connor Beaton).

 

Così come per ogni archetipo, consiglio di leggere questa descrizione tra le righe, ampliando le metafore alla vita quotidiana, magari collegandolo a uomini reali che abbiamo conosciuto nella nostra vita e che potrebbero rappresentare questa energia maschile specifica in più gradi, dalla sua quasi assenza al suo grado più sublime e compiuto.

Il Re rappresenta il massimo grado di sviluppo coscienziale e virile di un uomo e dell’energia maschile che porta avanti. Secondo questa teoria psicologica e mitica, esso contiene in sé tutti gli archetipi precedenti, attivi a sviluppati al loro massimo grado, fino al raggiungimento di questa energia regale: essi sono il Guerriero, l’Amante, il Mago e, ancora più dentro, il Bambino Divino.

“Il Re è la figura con cui la nostra società ha combattuto di più e che ha messo sotto attacco. È uno degli archetipi più importanti e se non vi poniamo la dovuta attenzione, nel nostro tempo esso rischia di crollare.

Anche qui, la nostra cultura ha manifestato spesso solo la sua ombra e continua a farlo. L’energia del Re in realtà, nella sua massima manifestazione, è la connessione tra il mondo mondano e il mondo divino. Permette di trascendere l’ego per avvicinarsi a incarnare il “padre universale”.  Non è difficile vedere il Dio del monoteismo sovrapporsi a questo archetipo (che è naturalmente più antico), soprattutto dal momento che si parla di “regno” dei cieli.

re dei cieli
Image by Henryk Niestrój

Le caratteristiche fondamentali di questo archetipo, e del tipo di uomo che lo incarna, sono:

equilibrio, risolutezza, carisma, leadership, autorevolezza, protezione, ispirazione e incoraggiamento degli altri, integrità, decisione, chiarezza di idee e di intenti, solidità, radicamento, forza interiore, resistenza, prosperosità, amor proprio, empatia verso gli altri, lealtà, paternità.

I compiti del Re come archetipo sono quelli di:

  • Provvedere all’ordine
  • Garantire fertilità e benedizione/benessere

La caratteristica di “fertilità” si è spostata dalla figura femminile della grande Madre dei tempi del matriarcato a quella maschile del Re nel patriarcato.

Questa energia rappresenta il nostro nucleo, il cuore del nostro essere. È alla base dell’ordine vitale, qualcosa che mi ricorda molto Shiva nell’Induismo. Colui che provvede alla vita. Da questo nucleo vitale, noi possiamo osservare e controllare tutto il nostro regno.  

Fuori dal regno del Re, impera il caos, la non vita. Forse, ciò che la scienza ha definito “materia oscura”. Il Re assicura la manifestazione dell’ordine divino nel mondo. Incarna i valori di casa, famiglia e rispetto per ciascun membro del suo regno (clan, tribù, famiglia, città o nazione), siano essi persone o parti di sé.

Non si colloca al di sopra degli altri, il Re stesso deve rispettare le stesse regole dei sudditi o il suo regno si disferebbe. La sua leadership prende forma esattamente all’interno di quest’ordine, che egli stesso rispetta e onora.

È la figura del Padre. Crea leggi e principi che proteggono lui e coloro che lui ama. Attorno a questo perno, tutto fiorisce e tutto è abbondanza.

Questo ordine è carente in molti uomini di oggi. Mancano della capacità di crearlo, manca una conoscenza dei propri limiti, delle proprie potenzialità e una connessione interiore. Si ritrovano così “depolarizzati”, alla ricerca di un baricentro esterno – nelle ideologie, in personaggi carismatici, in una persona con comportamenti tossici, eccetera. Nessuno ha aiutato questi uomini a comprendere il potenziale dell’archetipo del Re e come manifestarlo.

l'uomo re

Presiedere invece alla benedizione significa in termini moderni produrre benessere e abbondanza, per sé e per gli altri. L’energia del Re lo fa sottolineando e premiando le virtù degli abitanti del suo regno. I sudditi sono gli altri giocatori e membri del sistema. Ciascuno è necessario e apprezzato, come fosse una cellula dello stesso organismo. In un sistema sano, Re e sudditi si servono a vicenda. L’apprezzamento degli altri è la base delle buone relazioni e questa capacità viene dall’archetipo del Re.

Egli è inoltre generoso. E abbraccia la gioia di essere lui stesso servo di un bene più grande. Si inchina alle forze superiori, le conosce e le serve. Il suo ruolo regale di servo emana senso di integrità, interesse sincero e capacità di guarigione. Gli uomini che hanno perso di vista questo lato vivono sconnessi da se stessi, in una situazione di costante autocritica, auto-sabotaggio, auto-deprezzamento e mancanza di rispetto di sé. Questo è contrario all’energia del Re.

È esattamente questo tipo di atteggiamento negativo che rovina le famiglie, oppure che non permette a questi uomini di avere le relazioni che vorrebbero, né essi sanno come vivere in un sistema familiare. Perché se si tratta così se stessi, anche le relazioni con gli altri saranno basate su gerarchia, deprezzamento, mancanza di stima e di gratitudine e infine quindi mancanza di unità. Il Re, al contrario, stima e supporta gli altri, crea team, struttura, tiene unito il suo regno.

Come per tutti i lati di ombra, l’uomo che manca l’obiettivo dell’energia del Re in se stesso è il primo a rimetterci. Quest’uomo ha dimenticato l’arte della convalida altrui e dentro di sé.

Così come un Re sano è pronto a lodare i suoi sudditi e sa accettare le lodi senza inorgoglirsi, è altrettanto disponibile ai riscontri e alle critiche. Un uomo che incarni l’archetipo in maniera corretta, apprezza i pareri e le prospettive degli altri membri del suo regno, li accoglie con interesse. Perché sa che tutti hanno momenti di debolezza e tutti commettono errori, anche i Re, dunque questi feedback lo aiutano a mantenere la sua centratura, a correggere il tiro. Egli accoglie tutti questi pareri con grande rispetto e provvede a integrarli dentro di sé per rimanere allineato, forte e stabile, accordato con tutti e con tutto ciò che lo circonda. In unione.

Il Re agisce nel bene della collettività, oltre ogni ego. Comprende di essere solo un Re tra i Re e che il suo regno avrà una fine. Comprende e sente la differenza tra la sua personalità e l’energia del Re, che è superiore ed è soltanto uno strumento di cui servirsi per ottenere il bene di tutti, l’unione e l’abbondanza. È un uomo di alta moralità.

Il Re in realtà risiede in ciò che egli serve.

Le sue caratteristiche sono la paternità, la forza vitale, l’integrità, la calma, la struttura, l’unità, la centratura.

Questo tipo di archetipo è fondamentale affinché un uomo non ceda la propria energia a re esterni. Gli serve per non finire a idolatrare altri sistemi, creati da altri.

L’asservimento deve essere solo a se stessi

e al proprio regno.

È il concetto di autorità interiore, che trascende la mente razionale.

Tale autorità interiore (o connessione alla fonte superiore, o alla propria anima, o al vero Sé) ci permette anche di vedere e apprezzare la grandezza negli altri e anche di fidarci dei loro strumenti.

Il Re è paterno e sensibile nei confronti di tutti i suoi sudditi, vede le loro battaglie e le loro paure. La sua è quel tipo di energia che comunica agli altri che va tutto bene. Il Re libera i sudditi dalla loro sofferenza. Protegge la pace anche in tempi di violenza o turbolenza.

Il Re è la voce centrale e profonda insita in ogni uomo, il suo nocciolo. Essa va sempre verso la pace. E comunica in maniera chiara e calma i diritti di tutti. Riafferma i diritti umani. Questa è la voce che gli uomini oggi devono riscoprire. Ed è un potenziale che risiede in loro.

Come si accede all’energia del Re?

Mettendosi in dubbio. Rendendosi disponibili ad ascoltare il parere degli altri su di noi.

Mettendo in dubbio gli pseudo-re che ci circondano nella nostra cultura, prendendo le distanze da questo o quel personaggio, quando ci rendiamo conto che ci stavamo solo appoggiando o che essi non incarnano le caratteristiche positive descritte.

Se questi maschili richiedono l’apprezzamento altrui, non stanno incarnando il Re. Il benessere del Re manifestato pienamente viene dalla connessione tra se stesso e gli altri e tra il proprio piano umano e il piano divino.

Una connessione che va dunque in verticale e in orizzontale – questo era uno dei significati profondi dell’antico simbolo della Croce, molto prima delle religioni monoteiste. Se il suo benessere fosse materiale, cosa che va benissimo, ma mancasse di questa connessione, quest’uomo rimarrebbe disgiunto dalla vita, dagli altri esseri umani e da se stesso. Motivo per cui la depressione e il suicidio esistono anche tra uomini ricchi, potenti o famosi.

L’OMBRA DEL RE

L’ombra del Re presenta una disfunzione bipolare.

  • Il polo attivo è il Tiranno,
  • il polo passivo è il Debole (in inglese chiamato “smidollato”)

Il Tiranno odia e teme terribilmente la nuova vita e qualsiasi forma di novità o innovazione.

Nel suo profondo la invidia, ma non può sopportarla: la vive come la sua più grande minaccia. Ciò è sempre stato visibile nella storia, perché abbiamo vissuto questa ombra in innumerevoli forme nella società. Ma questo lato in particolare oggi è riconoscibile nei poteri finanziari e nelle multinazionali – che guarda caso si oppongono alle energie rinnovabili – nelle società petrolifere, nei lager atroci degli allevamenti intensivi e nel capitalismo in genere.

Il Tiranno reagisce alle novità con estrema violenza. Dietro queste sue reazioni vi è l’altro polo dell’ombra: il Debole.

Il Tiranno cerca in questo modo di nascondere questa sua essenza di “smidollato”, che appunto manca completamente di struttura. Tenta così di salvare la propria immagine di grandiosità. Nel farlo, arriva a fingere di essere il “salvatore” del popolo. Naturalmente, sfruttandolo nel proprio interesse. Negli ultimi anni, l’abbiamo visto in diversi dittatori nordafricani, militari o monarchici, solo per fare un esempio.

Il Tiranno userà, abuserà e continuerà a creare polarità caotica contro tutto ciò che è vita, forza, bellezza. Per lui ciò rappresenta un assalto alla sua insicurezza. Le novità o i contributi altrui lo rendono paranoico, irrazionale, fuori controllo e lo spingono ad abusare degli altri. Naturalmente, il Tiranno giustifica i propri abusi come “giustizia”.

La sua priorità è se stesso. In questi casi, l’ego di un uomo si infiamma incanalando l’energia dell’archetipo Re, anziché servirsene per mettere da parte il proprio ego e connettersi agli altri e anziché diventare un servo di questa energia superiore.

Ha un bisogno estremo dell’apprezzamento altrui, di essere visto, ammirato, idolatrato, ne va della sua identità. Perché si è identificato con il Re, anziché servirsene per vivere e per creare abbondanza e unità.

Di più nel

VIDEO: L’ARCHETIPO MASCHILE DEL RE


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