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UNO DEI MALINTESI PIU’ PERICOLOSI TRA UOMO E DONNA

LA FRATTURA PERCETTIVA DAVANTI AI VETRI ROTTI

Esiste una frattura fondamentale tra uomo e donna, o comunque tra un maschile e un femminile, che continua, nonostante il progresso e tutta la nostra cultura, a creare caos e devastazioni nelle coppie e nelle famiglie.

Dato che sono una donna, parlerò dal punto di vista femminile, ossia di cosa succede quando la fiducia di una donna viene tradita dall’uomo. Per scrivere l’articolo complementare al maschile, spero ci penserà un uomo.

Ma oggi voglio trattare nel dettaglio questo tema perché, se non se ne capisce il punto nodale, le persone continueranno a farsi del male, a litigare, a giudicarsi e le relazioni anche migliori a sfaldarsi.

La fiducia di una persona in genere può venire spezzata in tanti modi. Per fare solo qualche esempio: tramite il tradimento con un’altra persona; abbandono; rifiuto; menzogna; dimenticanze; umiliazione in pubblico; tradimento di confidenze; assenza; eccetera.  

Poi, può capitare che la persona che ha (volontariamente o quasi sempre involontariamente) causato la rottura, desideri un’altra chance, riavvicinarsi, provare a ricucire, eccetera, eccetera. Ciò che descrivo avviene molto spesso nelle dinamiche di coppia, ma faccio presente che può valere benissimo anche nelle amicizie.

Gira in rete una vignetta molto significativa su questo che recita:

fiducia tradita

 

Ora, io ho sempre sostenuto che noi non siamo né piatti, né vasi, e che dunque il paragone non calzi. Anche se ci va molto vicino.

Credo che gli esseri umani, così come gli animali e gli alberi, abbiano una capacità di rigenerazione considerevole e a volte incalcolabile (naturalmente, se lo si vuole). Ma ciò varia da albero ad albero, e tra le persone vale lo stesso: dipende da indole, carattere, predisposizioni, capacità di sopportazione del corpo e del sistema nervoso, ferite o traumi pregressi, età, stato psicofisico, struttura emotiva, momento, volontà, capacità di resilienza, eccetera.

E qui veniamo al nodo di questo discorso: ciò che continua da sempre a creare fraintendimenti distruttivi tra donne e uomini.

Se un uomo vuole salvare una situazione andata in frantumi, si troverà di fronte a una donna che, inevitabilmente, gli farà la lista di ciò che di lui ha causato questa frattura (azioni e/o parole).

1) perché se n’è fatta carico lei (il polo più emotivo e, in questo caso, il polo che non ha tradito, che c’era);

2) perché il 99% delle volte lui sembra non comprendere l’enormità, la profondità e la gravità dell’esperienza;

3) per il quadretto che spiegherò qui di seguito.

E cosa succede puntualmente, qui?

crisi
Foto di Alp Cem

Ecco i due quadri – fate finta che siano proprio dipinti.

Lei sta guardando un vetro rotto, convinta, visto che lui è tornato, che lui stia facendo lo stesso con lei per porvi riparo. Per lei, le due persone stanno, insieme, davanti a un danno comune. Il Femminile è preoccupato, confuso, cerca in tutti i modi che può di enumerare i danni a lui, come dopo un temporale, con la smania di raccontare i momenti salienti vissuti. E si aspetta qui appoggio dal Maschile, ascolto, supporto, proposte, azione, presenza, vicinanza, forza.

Lui non si trova affatto nella stessa posizione. Lui sta vedendo una donna che lo rimprovera, che lo giudica, che lo sminuisce, che lo fa sentire insufficiente, che cerca di fare la vittima e di dipingerlo come carnefice. In questo Femminile, lui spesso inconsapevolmente vede propaggini della madre, della maestra di scuola, della ex con cui è finita male, e di qualunque altra donna nella sua vita lo abbia fatto sentire così.

IL PUNTO DEL SENTIRE

Avete guardato bene i due quadri? Vi sembrano lo stesso dipinto?

Nel primo caso le due persone sono due pari e la donna, rappresentando lei in gran parte il polo femminile, ricerca, per sua natura congenita, comprensione, condivisione, sostegno emotivo, presenza emotiva, sfogo delle tensioni accumulate e aiuto.

Nel secondo caso, vi è una figura che cerca di soverchiare l’altra, ed è sempre una figura femminile aggressiva, madre-matrigna, fagocitante, frustrante. “Ma sarà mai possibile che tutte le donne siano così?” Potrebbe chiedersi.

Come faranno mai due esseri del genere a capirsi su questa terra? A volte per me rimane ancora un mistero… sarà per questo che continuo a sviscerare, cercando di essere utile.

Secondo Umberto Galimberti l’abisso tra un uomo e una donna è addirittura incolmabile. Però, alla fine, anche lui se fa conferenze su questo significa che una qualche remota speranza di far capire il reciproco punto di vista ce l’ha.

E io non lo chiamo neanche più punto di vista, perché qui non è la vista ad essere coinvolta: è un punto del sentire.

crisi rapporto
Foto di Heather Plew

COME USCIRNE?

Premesso che la fiducia persa non sempre è recuperabile o ricostruibile e che, come nel mio paragone con gli alberi, la cosa dipende totalmente da caso a caso e da tante variabili, vediamo dunque di dare qualche consiglio agli uomini che si trovino in questa situazione (i consigli per le donne li aspetto da uomini, uomini consapevoli e che trattino queste cose).

Prima di tutto, consiglio vivamente questa conferenza di Umberto Galimberti perché spiega in maniera incredibilmente lucida il modo di sentire della donna (che, è evidente, a un uomo non arriva per empatia, ma forse tramite la conoscenza e il ragionamento – come stiamo facendo qui):

Poi, consiglio di chiudere gli occhi e immaginarsi il più a fondo possibile i due quadri descritti sopra. Ma proprio fino in tutti i dettagli della scena: luci, materiali, posizioni dei soggetti, ambiente.

Voi uomini empatizzate con il secondo: è molto probabile che vi troviate lì. Ma la vostra donna si trova nel primo.

La volete raggiungere per riparare quel vetro, o preferite continuare a pensare che lei sta infierendo su di voi? E spesso proprio su punti deboli che voi non avevate nessuna intenzione di scandagliare. Meglio dirsi che lei non ci accetta e non ci fa sentire bene, e prendere il largo. Se questa è l’ottica maschile (il punto del sentire maschile), è super comprensibile reagire così.

Fate attenzione: esiste anche qualche donna che fa così. O che è stata tentata di fare così. Io qui parlo sempre della tendenza generale, ma nel caso in cui sia la donna a incarnare l’energia maschile e l’uomo alla ricerca di vicinanza, condivisione e intimità, il quadro può capovolgersi. Ritengo comunque che ciò rappresenti una minoranza di casi.

Dunque, una relazione sana si basa, sì, sul non giudizio e su un lavoro di consapevolezza di entrambe le persone (e questo non finisce mai). Infatti, dedico tutti gli articoli di questo blog/bosco a donne e uomini che siano già in un percorso di consapevolezza/messa in gioco di sé.

Ma dovrete anche comprendere che quando ci sono scompensi energetici, da una parte o dall’altra, esistono turni, che il tutto non avviene sempre in contemporanea. È pura fisica!

E la persona la cui fiducia è stata tradita, se ci tenete, ha bisogno che vi mettiate dalla stessa parte del quadro e le diate, per rimediare una situazione di armonia e parità energetica, tempo, vicinanza, comprensione, spazio per la rabbia, spazio per le parole, ascolto vero, fatti, concretezza, protezione, e forza, tanta forza.

Non sarà così per sempre, ma in questa fase uno squilibrio energetico deve essere ribilanciato e non potete aspettarvi di trovarvi davanti la stessa donna che conoscevate quando la fiducia in voi era intatta (luminosa, gioiosa, propositiva, piena di vita, accogliente, eccetera).

Questo non significa che, in una fase successiva, non possiate essere voi al centro della scena, con le vostre ragioni e giustificazioni e con il quadro personale che avete vissuto voi. Ma non potete farlo (non fatelo!) in questa fase! È un consiglio spassionato, per il bene di entrambi.

Presto dedicherò un articolo al mio libro (romanzo) di qualche tempo fa su una mia esperienza (devastante) con un narcisista patologico. Io allora non sapevo neanche di cosa si trattasse.

Nel pieno di una relazione che sembrava battere tutte le altre quanto a dialogo, sessualità, spiritualità e intimità, lui mi tradì. A freddo. Pochi giorni prima di andare a vivere insieme. All’estero. E ci tenne a dirmelo, per liberarsi la coscienza lui (testuali parole).

C’è, come dico, un intero libro su questa storia, ma perché la menziono qui? Perché lui reagì come se si aspettasse totale comprensione. E immediata, anche. Non ci fu modo, per me, di elaborare il lutto e capire. Perché “se non accetti e se non riesci a capire questo, significa che non accetti me e che non mi ami”. E qualunque obiezione della donna in questa posizione viene letta come rimprovero.

Riesco a rendere l’idea? Qui ovviamente si trattava di un caso estremo, ma purtroppo in gradi più lievi la tendenza spesso è questa: l’uomo che non si sente “bravo abbastanza” o accettato se lei sta male per qualcosa di reale che è successo (e “reale” include spesso l’ambito delle questioni invisibili/emotive).

Una donna ferita ha bisogno di tempo, di calore, di elaborare, di buttare fuori, di rigenerarsi, e anche di capire se può farlo. Un albero capitozzato ha bisogno di tempo, di luce, di calore per rigenerarsi. Noi e gli alberi non ci mettiamo due giorni.

Ci possiamo mettere anche un’ora per innamorarci di qualcuno, sì, succede. Per cambiare vita, anche questo, noi lo facciamo. Per lasciare un lavoro. Per scegliere di cambiare strada, totalmente, se questo corrisponde al nostro sentire.

Ma non valgono questi tempi dopo una ferita (o chiamatela frattura, mancanza d’alimentazione, come si desideri). Perché, in questo caso, alla donna è stata tolta la sua sacra bussola. Il sentire.

ferite emotive
Foto di Christine Engelhardt

Sepolto sotto strati di macerie (rabbia, perplessità, confusione, stupore, dolore, senso d’ingiustizia, eccetera). E una donna che, per ibernazione da difesa, si ritrova disconnessa dal proprio sentire, è una donna che non sa più dove andare né cosa fare. Galimberti lo spiega in modo magistrale.

E, quasi di certo, non è capace di amore: sta guardando il vetro rotto.

Congelata: quando il dolore è stato troppo, il suo sistema di difesa l’ha gettata in uno stato di anestesia. Che solo una fuoriuscita della rabbia può sciogliere.

Per questo, bisognerebbe spiegare al Maschile che non è questa la fase in cui richiedere di stare al centro, come il sole, dando per scontato che sia il Femminile ad adeguarsi attorno a lui. A volte è necessaria un’eclissi e allora, forse solo allora, le due parti potranno vedere i reciproci quadri e capirsi.

Ricordate che esistono turni. E che la precedenza ce l’ha, sempre, chi è stato più ferito. Come in guerra. Colei (o colui) che è stato/a lasciato/a lì a tenere su il peso del vetro rotto da solo/a. Dopo, si penserà a medicare tutto il resto, a tornare a guardare il Sole; ma la donna senza la bussola al suo posto non potrà essere di alcun aiuto nel farlo, volente o nolente.

E chi vi ha fatto credere di farlo agevolmente sta soltanto applicando un antichissimo segreto femminile – che io peraltro non condivido. Eh no, non credo che possiate immaginarlo 😊 Ma questo sarà materiale per un prossimo articolo.


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2 Comments

  1. Ciao Sonia…è sempre una bella cosa leggere i tuoi articoli e ne salto qualcuno perché a 55 anni non ho più voglia di perdere tempo con gli uomini. Ormai non li sostengo più. Sono più preoccupata per la situazione mondiale di questa “pandemia” ma preferisco chiamarla emergenza, e di conseguenza questa volontà di vaccinare tutti che mi pare più grave di tutto…tu di questo non scrivi nulla o mi sono persa qualcosa..? Lo so che magari non è la sede eppure, io vorrei leggere un tuo articolo su queste situazioni mondiali che stanno emergendo e che sono frutto marcio di errori dell’uomo.
    Per me, se fossero state le donne nei secoli a dirigere il mondo, non saremmo ora a questo.
    Ciao

    1. Grazie Antonella del tuo commento.
      Il mondo umano è in totale trasformazione e in un’epoca così bisogna operare delle scelte su dove metterci al servizio. Ho scelto il mondo che va dalla psicologia alla spiritualità, il Maschile e il Femminile universali, perché affine al mio sentire e alla mia ricerca, staccandomi da politica e “affari di uomini” – che sono stati il mio interesse nella fase precedente (9 anni in Sinai, Medio Oriente, le rivoluzioni della Primavera Araba – puoi trovare tutti i miei libri su quel pertiodo e forse ti darebbero qualche risposta).
      Ora non credo più che siano la rabbia e la separazione le soluzioni. E, credimi, le ho provate tutte. Bisogna fare tabula rasa tutti e ripartire. Condono. Perdono. Com-prensione. Gioire della vita. Ridere, molto di più. Avere massima cura delle relazioni personali, punto. Scusami se sono breve, ma è difficile trasmettere questo con le parole. Credo che il tutto sia stato spiegato in maniera pressocché perfetta da VADIM ZELAND e le sue teorie sul Reality Transurfing (che consiglio a tutti – ne ho scritto in alcuni articoli, es. “Cambiamo sistema”). Quelle funzionano (le ho testate, come testo tutto). E non è poi certo il primo a teorizzare che focalizzarci su ciò che combattiamo dà energia proprio a ciò che stiamo combattendo… ma l’ha fatto meglio.
      Il resto, può solo risucchiarci energia 🙂 e non credo sia quello che vuoi.
      In Sinai, dopo mille reazioni, durante la rivoluzione, avevo scritto:
      “Se qualcuno distrugge, tu costruisci qualcosa.”
      E’ diventato il mio mantra, per me non esiste altra via.
      Un abbraccio!!!

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