QUANDO DIVENTA ABBASTANZA?
LA CADUTA DEI VELI
Quanto forte deve urlare la vita perché tu la senta?
E quante sveglie ti servono per capire che non sei tenuto, che sei libero, che non hai sospesi, che sei vivo?
Sono stati degli eroi i primi. I primi che hanno iniziato ad entrare nelle nostre menti con dei paradigmi diversi e a modellarle, con la pazienza dell’acqua sulla roccia, per decenni, per prepararle ad oggi.
Per esempio… Quando sentii Alessandro Bergonzoni mettersi in prima linea per la chiusura delle carceri, mi parve un’idea inconcepibile, finché ascoltandolo non mi svegliai.
Allora, l’idea non solo diventa concepibile, ma capisci che ti avevano drogata di un sistema che era folle, indegno di un essere umano, insano, inaccettabile. Ma tu lo prendevi per giusto, per la “legge”, per l’unica strada percorribile. Pensa te.

Lo stesso mi successe quando, vent’anni fa, un mio conoscente autodeterminato si batteva contro gli assistenti sociali perché faceva crescere i figli a contatto con il bosco, impartendo loro un’educazione parentale e tanta esperienza diretta con la natura, e loro, dei perfetti sconosciuti, glieli volevano portare via.
Lo consideravamo uno “strano”, balzano, paranoico – nel caso migliore, “esagerato”. Poi, quando mi sono svegliata ho dovuto ammettere che anche lui aveva ragione. Non solo, aveva capito molto prima di noi. Oggi, davanti all’evidenza, tutti dobbiamo ammettere che aveva ragione. E come lui, altri che ci vedevano bene.
E quando ti svegli, a costo di sembrare pazzo agli altri, non puoi più tornare indietro. Quando ci vedi bene, è impossibile fingere a questi livelli e non ammettere, non testimoniare, non informare.
Non importa poi chi coglierà e chi non ci crederà, giudicherà, non riuscirà a uscire dal grande Condizionamento comune e per questo cercherà pure di farti del male, unendosi agli Aguzzini certificati.

È così. Quando ce lo dicevano i primi, li prendevamo per “complottisti”, spesso per svitati. È stato decenni fa. Ma tutto quello che dicevano si è avverato.
Ci hai fatto caso, almeno? Quante prove ti servono ancora?
Quello che credevi “Stato”, istituzione, organizzazione al tuo servizio, o addirittura SCELTA, trova le scuse per legiferare sulla tua casa, intervenire sulla tua casa, disporre della tua casa. Trova le scuse per usufruire del tuo corpo, intervenire sul tuo corpo, disporre del tuo corpo. Trova le scuse per multarti se appoggi un cartone fuori dal contenitore della carta, ma con le tue tasse di una vita ci fa le guerre uccidendo anche infermi e bambini. Trova le scuse per giudicare se sei o no un bravo genitore; trova perfino le scuse per prelevare i bambini dalle loro madri e portarteli via. Trova le scuse per avvelenare l’aria, la terra, il cibo che ti offre come fosse un genitore al tuo servizio. A qualsiasi età.
Ah, ma sono motivazioni giuridiche, quindi va tutto bene così, vero? Quando avevamo iniziato, era questo che ti immaginavi come “Stato”, come “legge”, come “democrazia”?
E qualunque gesto tu faccia per sottolineare l’ingiustizia, l’illogicità e l’innaturalità del “provvedimento”, ricaduto su di te o addirittura su bambini o anziani (un tempo venerati), ti porta ad essere vessato di più in tempo, denaro ed energie vitali o a essere chiaramente punito. Anche pubblicamente punito. Che tu sia da esempio per tutti gli altri, che, terrorizzati, per ostentare la loro obbedienza di bravi bambini, ti lanceranno insulti a difesa del Padre Padrone di turno.
Che continui a disporre delle nostre vite perché sono convinti che di questo abbiamo bisogno. Che da soli, noi del “popolo del mondo”, non siamo in grado di vivere una vita adulta, responsabile, degna, con le nostre forze e le nostre intelligenze, con la nostra morale, con i nostri studi e tutte le nostre capacità, con i nostri talenti e le nostre condivisioni, con la nostra voglia di un mondo pulito e sano, con i nostri orti naturali, con le nostre amicizie, tecnologie, invenzioni e con tutti gli elementi dalla nostra parte.
Quanti bambini ancora devono vivere nell’incubo di una guerra, di un rapimento dai propri genitori (un tempo bandito, oggi anche istituzionalizzato) o di sevizie ad opera di mostri al potere mantenuti dai TUOI sacrifici di una vita?

Quanti anziani devono ritrovarsi senza casa perché le spese della dittatura condominiale sono insostenibili, perché la matematica non torna, perché qualche sconosciuto in qualche divisa deve disporre del suo corpo con ancora nuovi obblighi, veleni, “liberatorie” obbligatorie (un ossimoro tra le centinaia), imposizioni dall’alto?
Ma il “sistema” lo fa per il tuo bene e per il bene comune, giusto? E tu ci credi. Ancora. Dopo tutto quello che hai visto e vissuto. A volte mi chiedo se saresti disposto a morire pur di non dire il tuo primo no.
Credi che da solo con la tua comunità non riusciresti a stare in piedi, nonostante lo hai visto benissimo che i folli e i mostri sono pochissimi rispetto alle brave persone che salvano situazioni estreme o rendono ancora bello il mondo che resta.
È un dogma: chi lo tocca? Che tanto domani torni in ufficio o in fabbrica a ripetere la solita recita nonostante la nausea che ti dà. E c’è qualcosa dentro di te che non vuoi ascoltare: lo senti che sei sempre meno convinto.
Ti lamenti. Ma non muovi un dito per liberarti. Trovi la scusa che sei stanco. Ti sei affezionato al tuo salottino col telecomando e i comandi vocali, anche se è l’unico che resta in piedi in un mondo che crolla pezzi.
Quante guerre ancora ti servono perché tu cambi la tua percezione dell’autorità, della “legge”, dello stato di cose che ti hanno presentato?
Cosa deve succedere ancora perché tu prenda in mano la tua vita e ti renda conto che sei nato libero, che sei un essere naturale, che sei terreno e in quanto tale hai diritto (innato) alla terra, all’aria e all’acqua in forma gratuita e pura, per il tuo uso personale, senza chiedere il permesso a nessuno, così come non lo devi chiedere per respirare o andare in bagno?
Quante urla ancora e quante rivoluzioni perché tu capisca che quella descritta da tanto non era paranoia, e che quella che ti sto descrivendo non è un’utopia, ma solo, come per qualunque cane, bue, uccello o pesce, tuo diritto di nascita, sacrosanto, inalienabile e incontestabile?
Cos’è, esattamente, che ancora non vuoi ammettere?
QUANDO DIVENTA ABBASTANZA per te?
Cos’è, esattamente, che non ti è chiaro; cos’altro devono fare perché tu la smetta di chiamare il Crimine la tua legge?
Non hai il sospetto, ancora, di stare sostenendo un mondo capovolto, di stare sostenendo, da tanto, proprio tutto quello che non vuoi, che non avresti mai voluto, né per te, né per i tuoi cari?
Non sei tenuto a vivere così.
La verità è che ti meriti di respirare appieno, di impossessarti del tuo tempo, di capire che il tuo tempo è la tua unica vita.
Ti meriti di svegliarti sentendo dentro la serenità e l’entusiasmo per quello che ti aspetta nella giornata.
Ti meriti di mettere la tua vita al servizio della tua passione più grande e da essa creare qualcosa per gli altri.
Ti meriti di realizzarti come singolo individuo, perché tu possa portare la grandezza della Legge Naturale che ti accende nel disegno comunitario della grande famiglia umana.
(Leggi anche: “Vivere in campagna – Pro e vantaggi”)
Ti meriti terra pulita. Alberi che ti regalino frutta non avvelenata e ombra per l’estate. Ti meriti cieli intoccati e stellate di notte.
Ti meriti aria naturale, quella che non provocava tumori, quella che carica di energia, ti permette qualunque impresa, ti fa dormire bene e riaccende gli appetiti.
Ti meriti cibo nutriente e sano, quello che non richiedeva ricette e spese per integratori, quello che non deve essere “integrato” da niente.
Ti meriti una famiglia – di qualunque genere e specie – che si prenda il tempo di vivere le cose semplici, il gioco, l’amore, la condivisione.
Un’educazione naturale e non punitiva, indirizzata ma non impositiva, focalizzata ma mai frustrante. Un’educazione sensoriale, giocosa, accrescitiva, arricchente, che esalti le inclinazioni naturali e che sia evolutiva per tutte le parti in gioco.
Ti meriti di uscire completamente dalla logica delle punizioni, delle vendette, dai circoli della rabbia, che, come mulinelli di schiuma chimica, stanno inquinando il giornalismo, l’informazione, l’intero inter-net.
Non cascarci. Ricorda cos’è che vuole un bambino o qualunque cucciolo, prima del Condizionamento, e cosa volevi tu, e ripristinalo!
La Legge di Natura è inscindibilmente marchiata in te ed è quella la guida per il buon senso e per la felicità, per la tua piena salute.
Seguendola, ti meriti di uscire da tutte le tue dipendenze e tossicodipendenze che ti sono servite fino adesso per rimanere vivo davanti a quello che non volevi ammettere ma che vedi sotto i tuoi occhi.
Se ritorni a te, non ne avrai più bisogno e il potere della tua vita sarà tutto tuo e nelle tue mani. Sarà solo la Natura a guidarti. E la natura è divina, non è figlia di leggi arbitrarie e controproducenti per tutti.
Ti meriti e hai il pieno diritto di curarti come meglio credi: il corpo è tuo e solo tu puoi sapere di cosa ha bisogno e quando scegliere la medicina naturale di tipo chimico, quando di tipo omeopatico, frequenziale/energetico, quando di tipo spirituale e quando riuscire a combinare queste sfere nell’unicum delle diverse densità di cui si compongono.
Ti meriti di smetterla di lasciarti vessare, punire, sgridare, riprendere, soggiogare, comandare. NON SEI un bambino. E NON SEI neanche un delinquente. Anche se né un bambino né un delinquente si meriterebbero mai, in un mondo sano e naturale, le modalità elencate qui.
Ti meriti di risvegliarti a quello che c’è di più semplice e naturale, alla spontaneità della vita in questo paradiso che ti stanno distruggendo sotto gli occhi con il tuo consenso, con i tuoi soldi, con i tuoi sacrifici, con le tue firme, con la tua obbedienza, con il tuo sonno profondo, con la tua paura.
Il mondo “parallelo” con tutti i servizi e i talenti di cui abbiamo bisogno è già pronto. Ciascuno di noi ne ha creato un pezzetto nei decenni, la rete è vastissima ed è mondiale e non esistono più capi o vertici, esiste la circolarità. Esiste il fluire con la vita. Il vivere, nel rispetto di tutti e di una natura che, lasciata fare, è inesauribile e inesauribili – e gratis – sono le sue risorse.
Sai quante volte ho vissuto reti così, nei tanti posti in cui ho vissuto? Non solo non è utopia: È LA NORMALITA’! E in un mondo non condizionato, è la cosa più spontanea e semplice che possiamo organizzare.
Cosa c’è di peggio di quello che vedi? Ma non hai voglia di stare finalmente bene?
Quanto ancora vuoi aspettare? Non hai padroni. Non hai mentori. Non hai capi. Non sei debitore. Non sei malato. Non sei fallito. E non sei minorenne.
SVEGLIATI.
Video per rispondere a qualche vostra domanda:
Il Bosco Femmina, Sonia Serravalli
Chi sono
La donna che scrive nel bosco
(Libri qui)

