non sei la tua paura

TU NON SEI LA TUA PAURA

LE PARTI CHE NON SEI TU

Quando arriva quella paura che conosci così bene, sì, proprio quella… La conosci così bene che ormai la dai per scontata. Ecco, quando arriva, ricordati che quella non sei tu e che non è una parte di te.

Quando arriva quella paura che ti dice che non ce la farai, o che ti ammalerai, o che lui/lei se ne andrà, che tuo marito o tua moglie ti sta tradendo, che i tuoi amici ti parlano alle spalle, che ti ruberanno la borsetta o che ti verranno i ladri in casa, inizia a convincerti che quella paura non sei tu e che non fa parte di te.

Non rientra in nessuna delle tue parti.

Quando arriva quella paura, ricordati che puoi guardarla come si guarda un parassita. È nella sua natura farti credere di essere parte di te!

Ma non lo è: ecco svelato il segreto della tua felicità e, soprattutto, della tua libertà. La libertà di essere te stesso, te stessa, nella tua essenza, ripulita dalle presenze scomode e indesiderate.

tu e le paure

Prova a pensare a quanto oseresti e a quello che potresti raggiungere nella vita se ti muovessi senza paure.

E cosa mi dici della paura di cadere?

Di non arrivare a fine mese o di non riuscire a tenere in piedi la tua impresa, o di non potere realizzare un sogno che hai in mente? E la paura del giudizio degli altri? Di rimanere senza benzina, senza pane, senza luce, senza amore…

Questa autoinvitata presenza-pensiero non sei tu: non fa neanche parte dei tuoi veri pensieri. Riconoscila appena puoi, guardala e, se puoi, diglielo apertamente: “Questa non sono io!” E dille pure di andarsene – ma fallo gentilmente.

Può succedere che la vedrai ritrarsi contrita. Ti potrebbe fare persino pena e potresti scoprire, con certi esercizi (per esempio con la visualizzazione guidata) quanto tu stessa/o non fossi disponibile a lasciarla andare per via di questo sentimento di co-dipendenza.

Quando arriva quella paura che ti dice che ti farai male, che perderai tutto e soprattutto le cose che ti stanno più a cuore. Che farai un incidente, che rovinerai la macchina che ti hanno prestato, che non passerai quell’esame o quel concorso, che i tuoi cari non ti capiranno e sarai tagliato fuori… ecco, allunga una mano aperta e diglielo, a voce alta o con il pensiero: “Tu non sei me! Io non sono questo. Cosa vuoi?”

tu e la paura
Foto di SamWilliamsPhoto

Tu lo sai benissimo, solo che continui a cadere nella malia di un virus, un parassita, un tranello che, giustamente, come tutti i tranelli, fa la sua parte: è fatto bene e inganna perfettamente.

Ma nonostante tutto questo, tu puoi saperlo ed esserne perfettamente consapevole: tu non sei quella paura, e quella paura non è neanche tua! Lasciala volare via. Scioglila come sai fare. Congedala. Se vuoi disegnala, per vederla meglio. Trovale una forma: è importante.

Sappi soltanto che l’antidoto più potente è vederla dall’esterno, stanarla, smascherarla, riconoscerla.

Non fa parte del tuo corpo né di alcun tuo corpo sottile, non fa parte della tua anima, non fa parte di quello che vuoi.

E non rimproverarti neanche, anzi, battiti una mano sulla spalla orgogliosa di te, perché l’hai ricordato e l’hai individuata! Anche se in ritardo: non preoccuparti mai di niente! Le paure sono astute e camaleontiche. È normale cadere nella trappola, anche mille volte.

Ma arriva poi una volta diversa, una volta in cui tutto cambia, perché ti rendi conto che qualcosa non torna. Che quella cosa che hai sempre pensato fare parte di te ti sta soltanto soggiogando, che non la vuoi più e che sei perfino liberissimo di dirglielo e di lasciarla andare.

Non devi temerlo, anzi semmai compatirlo, ma tieni quel mostro fuori dal tuo amore, dalle tue storie, dalle relazioni con le persone care, dal tuo lavoro, dalla tua salute e dai tuoi sogni. Tienila lontana dalla tua gioia e dalla tua spensieratezza, dalla tua voglia di vivere.

Adesso inizi a sapere cos’è: se la riconosci ogni volta che arriva (e quante volte al giorno e in quante forme ci prova!) non ti potrà davvero fare niente.

Ricordati che tu sei ALTRO. Che tu sei OLTRE.

Se te lo dimentichi, scrivitelo sulla parete davanti al letto, sul desktop del tuo computer, sulla copertina dell’agenda, sul tavolo dove mangi, sul portacenere dove soffochi te cercando di soffocare lei, perché non hai ancora capito come funziona…

Tieni quel vampiro fuori dalla tua casa, dai tuoi sentimenti, dai tuoi sogni. Non preoccuparti per i danni che possa avere fatto fino ad oggi: puoi davvero ripristinare tutto ogni volta e quando inizierai a vivere senza di lei ti renderai conto della crescita di cui sei capace.

Spiazzala e spaventala tu: ti renderai conto allora di come i tuoi rametti soffocati diventeranno quercia, e lo faranno brevissimo tempo!

Tutto sarà recuperato e non guarderai neanche più indietro.

Disorienta la tua paura come lei ha fatto con te per tutta la vita.

 E allora sarai davvero testimone di miracoli e comprenderai come essi siano possibili.

Visualizzazione-esempio: La nostra paura più grande


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