Sonia Serravalli e nuovo progetto

DEPRESSIONE E RIVELAZIONI

IL PROGETTO DEL VERO AMORE

IL MONDO SOMMERSO DIETRO LA DEPRESSIONE

Quella che banalmente chiamiamo “depressione” è, se ascoltata, un mezzo sovrumano

  • di visione,
  • di conoscenza e
  • di espansione.

Sorpresa di essere ancora viva e pensante, oggi voglio condividere quel minimo che le parole possono trasmettere di quanto ho vissuto di recente in una sorta di depressione iniziatica. Certa che possa aiutare tante altre persone, soprattutto adesso, soprattutto in un cambio di Ere come questo.

Ad aiutarmi quando ero laggiù e non vedevo più futuro, mi sono arrivate un paio di frasi in sonno e nella veglia. Ne condivido una:

“Credevo che dentro di me ci fosse un animale da domare, invece era un’anima da assecondare.”

REPORTAGE DALLA DEPRESSIONE

I tanti conflitti nel mondo hanno luogo perché dentro di noi si verificano massacri.

Il più delle volte, viviamo anni coprendoli, anestetizzandoci e riuscendo anche a non sentirli. Ma là sotto, qualcosa pullula, fermenta e passa tutta la sua esistenza affinché noi gli diamo udienza.

Parliamo di “essere tutti Uno” quando non siamo ancora diventati Uno o Una con noi stessi, a parte pochissime eccezioni tra monaci buddisti, asceti, ricercatori, meditatori, maestri (e solo alcuni di loro).

Ogni volta che un animale maltrattato, in gabbia o alla catena ferisce il tuo sentire, non è che un tentativo di una parte di te di gridare che è là sotto, prigioniera o maltrattata (maltrattata da te).

Ogni volta che ti critichi per una svista o un danno, non è che la vergogna della bambina in fondo a te, costretta a una performance in pubblico a sei anni.

Ogni volta che vedi povertà nel mondo e nei tuoi guadagni e nella tua conduzione familiare o personale, è perché c’è qualche parte di te lasciata in fondo alle tue prigioni denutrita, impoverita, debilitata o convinta che non possa alzarsi in piedi senza perdere amore.

E, spesso, per migliaia o milioni di volte, ci manca il coraggio di scoperchiare la coltre di materia oscura che copre di calcinacci le parti di noi dimenticate. Ti accenderai una sigaretta o cercherai forsennatamente il cellulare per controllare le notifiche, casualmente ogni volta che ti avvicini a quella botola. Ti girerai dall’altra parte, raccontandoti che tutti vivono così. C’è l’aperitivo, la serie TV o il richiamo al lavoro a distrarti – o, peggio, a illuderti che stai sanando le tue ferite così.

So di cosa parlo. Ho scritto questo reportage da un non-luogo da cui pochi riportano.

Quanti secoli abbiamo vissuto a demonizzare questo non-luogo, a deformarlo con medicine, a demonizzare coloro che vi si calavano con le più diverse definizioni psichiatriche o, prima, superstiziose e popolari….

La depressione è un calo di pressione. Un calo di pressione che permette al tuo aereo di scendere e avvistare territori che finora erano rimasti al buio.

Una psicoterapia personale, intima e accelerata.

Nessuno la aspetta per assecondarla ed arrendersi alla sua volontà. Nessuno ha voglia di scendere. Ma lei ti spingerà comunque là in fondo, dove non vai mai o dove non vai da decenni.

 È il suo compito e la sua investitura, ne ha l’energia, la carica, la missione.

Quando arriva ti travolge. Tu non saprai fare di meglio che giudicarti ancora di più, anziché comprendere che una cosa più grande di te ti ha scelta, e che è un’opportunità che, se sprecata, condannerà diversi “bambini e animali in cattività” dentro di te a marcire nel buio anziché poter essere trovati, amati e liberati per poter condurre un’esistenza regale. (Leone)

La stessa che conferirebbero poi a te. Quando deciderai di lasciarti diventare Una.

Gran parte dell’umanità continua a scappare dalla depressione per i seguenti motivi.
1. Perché, non essendo soggetta alla vista, a regole o mappe, fa una paura terrorizzante;
2. Perché inizialmente paralizza e toglie ogni spiegazione;
3. Perché ancora viene stigmatizzata come una falla nel sistema. Improduttiva, nemica, un “male”.

E, così, continuano ad aumentare le guerre nel mondo.

Sono tanti gli “eroi” delle diverse mitologie che ci mostrano invece che la strada da percorrere è un’altra.

Tutte le persone che stimo di più al momento (Tesla, Federico Faggin, Salvatore Brizzi, Daniel Lumera, Chantal Dejean, Eckart Tolle, Fabio Guido Pea) hanno sondato la vertigine di quel non-luogo, sbalzati là per forza con l’enorme responsabilità di guardare e non poter scappare.

Molti di loro descrivono questo passaggio non come un “male”, ma come una grande iniziazione. I ricercatori e gli alchimisti la chiamano la notte oscura dell’anima.

In una civiltà consapevole, la depressione dovrebbe essere considerata come un momento di pesca grande.

Lo scopo non è avere chiaro il cammino in ogni momento: là sotto non si vede niente e ti dimenticherai perfino chi sei e come ti chiami. Il tuo sistema biofisico subirà sbalzi di umore, di ormoni, di energia, di cicli sonno-veglia, di presenza-assenza mentale.

Tutto traballerà: il tuo aereo sorvola monti e valli tra nebbia e tormente. Ma siccome in questa cultura positivista e solare inverno, vecchiaia, morte e buio sono stati separati dalla luce, demonizzati e condannati all’isolamento, scendere là è diventato un tabù, una malattia, e quindi ancora più devastante di ciò che era per sua natura.

Il vero scopo della depressione, così come di qualsiasi periodo di ritiro interiore, è, – quando arriverà un filo di corrente ascensionale – solo dopo che avrai attraversata e sarai giunto all’immenso “FAI DI ME CIO’ CHE VUOI” – ecco lo scopo è tornare al mondo di sopra con quanti più pesci e bottini possibili.

Le parti di te che non avevi mai visto. Le parti di te che languivano in cattività non viste, ora rese di nuovo degne. E liberate. Riabilitate. Integrate. Non lasciate mai più.

Le parti di te pacificate con te e con il mondo. I moti interiori e le dinamiche che non avevi mai visto, ammesso, riconosciuto, amato. Le parti di te che ora puoi amare in una grande alleanza. Un’alleanza che ti guiderà davvero.

In questo processo, che dal punto di vista del “mondo di sopra” può durare giorni, mesi o anni, i maestri esterni, ricercati o spontanei, possono apportare una boccata d’aria fresca, ma non si infiltreranno in nessun modo nella tua pesca grande, che ha luogo là sotto, là dentro, invisibile, nel tuo oceano personale.

Quello che però fanno, mentre tu a tratti li scambi per maestri o esempi, è farti da contenitore, e con la pressione dei loro castelli ben edificati rispingerti proprio là sotto, a costruire i tuoi.

Ogni singola volta in cui cadrai nell’invidia o nell’emulazione, verrai ributtato sul fondo, obbligato a pescare nel fango finché non tornerai a vedere la tua vera magnificenza. A trovare i tuoi visi respinti, a raccogliere i bottini che nascondevano.

Perché se tu aderissi davvero a te stessa e al tuo cuore, nessuno mai potrebbe forzarti ai mondi che non vuoi, né tantomeno contribuiresti ad essi. Non esisterebbero più scuse ma neanche malesseri o vite a metà.

(Leggi anche: LA DEPRESSIONE COME VIA DEL RISVEGLIO)

I TESORI CHE SI TROVANO LA’ SOTTO

Tra le cose che troverai in depressione o in un periodo di vero ritiro interiore, potrebbero esserci le seguenti.

  1. L’evidenza che le guerre nel mondo venivano generate dai tuoi massacri interiori. Che erano presenti e dinamici, anche per tutti gli anni in cui li avevi minimizzati come “normali”, li avevi ristretti, delimitati in teorie o nomi per rendere conto al “mondo di sopra”, e alla tua mente. Per raccontarti, sempre con la stessa veste.
    “Il mio segno è questo e io sono così”, “Io ho vissuto questo quindi non posso che essere così e reagire così”, “Mi descrivono così”, eccetera, eccetera.

2. L’evidenza, dopo mesi o anni a massacrarti di rimproveri, giudizi, la perenne convinzione di fondo di essere “diversa”, “difettosa”, “non appartenente”, “sradicato”, “insufficiente”, “sbagliato” rispetto al mondo di sopra, botte e condanne,  – l’evidenza, dicevo, che in realtà andavi benissimo.

Che il tuo sistema era calibrato a meraviglia. Che il tuo sentire era giusto. Che il tuo cuore aveva ragione. Che non c’era un bambino interiore che faceva i capricci, bensì c’era un bambino interiore che voleva richiamarti alla tua natura.

Che è il mondo che è stato rovesciato e tu gli hai creduto, tradendo la tua anima per tutto questo tempo. Credendo nello specchio e non nella TUA SOSTANZA. Credendo in un “dovere” che ti hanno sempre raccontato altri e che non hai mai generato tu dal tuo sentire, in nessuna sua forma.

3. L’evidenza che nessuno ha mai voluto punirti, né malattie, né mostri, né persone, né sistemi, né energie e né le dimensioni buie, bensì accompagnarti a liberarti, a cambiare frequenza, a raggiungere quello che meriti davvero, che è molto di più di quello in cui ti sei adagiata finora. Vivendo in un perenne compromesso. Convincendo le tue parti più vive che la vita sia questo.

4. L’evidenza che il mondo stesso aspetta quella frequenza e quella luce da te, ma non per aspettativa o pretesa, non per dovere morale o sfruttamento, bensì per equilibrio naturale, livellamento energetico, riconoscimento, rilascio, riassestamento giusto e sano, guaritore e rivelatore.

Lo scritto continua qui sotto, l’intero testo è stato pubblicato come video qui:

I PASSAGGI NELLA NEBBIA

Ora ti descrivo cosa potresti passare in un periodo di de-pressione iniziatica e trasformativa o di ritiro interiore.

Nel primo passaggio arrancherai ascoltando qualunque voce, cercando in tutti modi di riscappare in superficie. Cercherai di appigliarti a qualunque illusione, lamentela, sfogo, proposta altrui, visione esterna, ma non funzionerà niente. Sentirai che niente è tuo.

Nel secondo passaggio, cercherai esempi e maestri, ti sfogherai, butterai fuori tutto quello che puoi ma sempre cercando di scappare dal sentire in silenzio. Ti sembrerà che tutti siano al loro posto tranne te. Che tutti stiano seguendo un tacito copione e che a te non sia stato dato. Invidierai perfino chi sta svolgendo il lavoro più umile o la vita che consideravi più insignificante, ma almeno occupa una casella e tu nessuna. Guarderai il mondo da fuori e tu ti sentirai l’unico staccato, esterno e perso.

Nel terzo passaggio, inizierai a sentire un’allergia verso tutto e tutti. Esempi e maestri, insieme a tutto quello che credevi di sapere e a tutti i passi fatti, dentro e fuori, ti sembreranno vuoti, inutili, stantii. Allergeni da evitare. Rimbomberanno voci che non ti salveranno, eco che ti faranno solo girare la testa mentre crollano. Ma loro non c’entrano. Perfino gli sport, le camminate, i libri e i video motivazionali anziché essere guide o alimento si smaschereranno come pure forme di fuga tue.

Non avrai scampo da te stesso e dal tuo oceano interiore. Obbligato a questo pur di farsi sentire e vedere da te.

A questo punto, sarà forse il quarto passaggio, ma qui inizia a diventare difficile anche contare o sapere che giorno è. Sarà silenzio, vuoto, senso di inutilità, un tempo allargato e diverso; l’obbligo a vivere solo ora per ora, l’obbligo a stare nel presente, l’obbligo a ricorrere alla meditazione per non impazzire e l’obbligo ad iniziare ad amarti, se non vuoi morire.

AMARTI – L’unica via che le congiunge tutte

Questo iniziare ad amarti ti mostrerà svariate parti relegate dietro un cancello, rinnegate o chiuse in un manicomio a scrivere poesie che non ascoltavi o ridotte sui bassifondi del tempo.

Non sono per forza attività o sogni che non hai realizzato. Spesso sono parti più tenere e sottili, che fanno capo a uno o all’altro specifico sentire.

Un sentire che non hai rispettato, un altro sentire che hai minimizzato, un altro sentire che hai tradito o messo alla catena perché scomodo, perché nel mondo non può esserci posto per lui, sempre in nome del “mondo di sopra”. Di quello che ti raccontavano altri, di quello che ti hanno presentato davanti da bambino, di quello che “fanno tutti così” o “bisogna”, di quello che “è normale così” e quindi nega e bolla il sentire tuo.

Vedrai parti di te ferite e mai curate dietro un cancello chiuso. E tante versioni di te bambina, che tornavano nei frangenti quotidiani, ma tu sempre perso nell’ipnosi dell’ “è normale così”.

La rabbia, la malinconia, il senso di ingiustizia, la frustrazione, il non trovare mai la via di casa. Era tutto tranne che normale. Per te e per chiunque altro, anche quelli che ancora non lo sanno.

Arrivare davvero a vederle è una delle cose più dolorose ma è anche l’unico modo per morire, rinascere e porre fine a ogni guerra. Diventare una. Un regno coeso. Abitare la felicità anziché la sofferenza o la resistenza. Reincarnarti nella stessa vita, adesso. Senza perdere più la memoria.

E poi la scoperta che in questo non sei solo. Che è pieno il mondo di persone in conflitto dentro, pieni di cani e cavalli alla catena, sofferenti, emaciati, lividi, maltrattati. Pieni di bambini inascoltati e avatar feriti, rifiutati, allontanati, resi invisibili da un sacco di sforzo.

E la scoperta non concettuale ma sensibile che:

è questo che genera le guerre.

È questo che genera le malattie

È questo che genera un’umanità squilibrata, l’esiguo numero di persone realizzate, la povertà nel mondo

E’ questo che non ti permette mai di realizzarti davvero, in tutte le tue parti, e di vivere una vita piena e appagante (lavoro, relazioni, salute e sogni realizzati e da realizzare).
Ed

È questo che genera la violenza contro i propri simili, contro le altre specie che vivono con noi e contro noi stessi.

Non siamo bambini o esseri incapaci, con il dovere di sottostare a tutte le critiche che ci muoviamo. Vere e proprie sassaiole, ogni giorno.

“Lo vedi, tu non ci riesci”. “Ecco, devi di nuovo chiedere aiuto a chi ci è riuscito”. “Lo vedi, non sai provvedere a te stessa”. “Lo vedi, metti a rischio tutti con le tue idee”. “Lo vedi, avevano ragione a dire che ti manca qualcosa”. “E’ meglio che gli altri non sappiano a che livello stai”. “Tu non hai disciplina: così non ce la farai mai”…

E via mari di vergogna. Di accuse. Di rimostranze. Di ricatti. Di sabotaggi. Di salassi di energia. Di parole-scudo. Di ultimatum. Di condizioni per meritarti il tuo stesso amore.

Lo stesso coprifuoco è un sintomo esterno della causa interna di noi che mettiamo al muro parti di noi, parti ormai determinanti per rovesciare lo status quo che distrugge.

Ma la parte di te che portava idee sovversive, che non ha disciplina, che vuole andare dove ti pare poco logico o poco prudente, che è sofferente, che è mancante di qualcosa, che magari tacci di idealismo o di pigrizia, aveva ed ha ragione!

E’ lei che è giusta, è lei che sa, è lei che è calibrata bene e non il contrario. E per comportarsi così aveva ed ha sempre e infallibilmente almeno un motivo. Quello che non hai mai voluto ascoltare o sondare. Dando per scontato che “non si fa”. Prenderti in considerazione, anziché applicarti le voci della società, dei tuoi genitori, dei tuoi educatori e di tutti gli altri.

No, non siamo bambini o esseri incapaci a capo chino sotto l’astio dei nostri genitori interni.

Siamo esseri da allineare al cuore, esseri che devono riabilitarsi da zero all’amore per se stessi.

Esseri che devono comprendere che se il cuore vuole muoverci in quel modo ha sempre le sue ragioni e ha sempre ragione. Ha sempre avuto ragione, una voce ragionevole e sana e dei validissimi motivi, per cui anni o decenni di rimproveri silenziosi dentro di noi sono stati bombe sprecate, con un costo altissimo sia per la nostra vita che per il mondo.

Al passaggio successivo, quando avvertirai la prossima sottilissima spinta ascensionale, avrai imparato la preziosità di quello che si nasconde là sotto, che in uno stato di coscienza ordinario non potevi e non puoi vedere.

Quindi, se sarai abbastanza saggia e coraggiosa, cercherai di indulgere in quello che i sub chiamano “neutral buoyancy” (BOI-ən-si – galleggiamento neutro), per poter raccogliere e pescare quanti più pesci e tesori possibili prima di essere risparato su, prima di riemergere alla realtà ordinaria.

Non si sa mai che poi, come in un sogno o in una nuova nascita, dimentichi.

ATLANTIDE E LEMURIA

Atlantide e Lemuria non sono da ricercare nel mondo. Anche questa nuova tendenza non fa che coprire il fatto che sono dentro di noi.

Continenti che lentamente riemergono e tornano visibili tra terremoti e tsunami che qualcuno ancora si illude di nascondere dietro una pastiglia, sfoghi vari, fatica a vuoto, azioni compulsive o corsa forzata ad un successo di immagine, sterile e vuoto. O, ancora, i tuoi infiniti rimproveri. Mentre Atlantide e Lemuria riemergono e ti chiederanno ragione. Come ha detto una mia amica, “ora siamo chiamati a rapporto.”

Se hai nostalgia di qualcosa di perduto, è perché è in fondo a te e non hai mai voluto o potuto andarci.

Se hai una voglia compulsiva di mangiare, è perché hai lasciato il tuo nutrimento in fondo al mare tanti anni fa e tornare giù richiede energia, distacco dagli altri, fiducia e il coraggio di affondare.

IL PASSAGGIO DIMENSIONALE

Una vita di preparazione e poi quando arriva il salto quantico hai paura di cadere? E quando arriva il salto dimentichi tutto? 

Non dubitare dei tuoi strumenti di percezione. Non sono mai stati loro a sbagliare. È ora di sdoganarli. Di riabilitarli. Di erigerli per loro, i monumenti.

Loro sono la guida, non il disturbo. Non il difetto.

Loro sono la causa di ogni cosa, non il sintomo da guarire.

Il sintomo eri tu! Loro sono gli ingredienti del tuo stesso cuore da reintegrare affinché tu possa realizzarti davvero.

Scomodi? Certo, una guida è per sua natura scomoda se ancora remi contro te stesso.

Eresia sarebbe coprire la de-pressione (de-com-pressione) con strategie chimiche che vadano ad alterare la connessione anima-corpo e anima-mente.

L’anima non assume farmaci. A lei non arrivano. E se non troverà più un modo per trascinarti in fondo al tuo oceano interiore affinché tu ti ripulisca da scorie e cristallizzazioni, affinché tu ti ritrovi nella tua magnificenza e verità e risplenda, e affinché tu sani il mondo e lo faccia risplendere, passerà a maniere ancora più pesanti. Che, inevitabilmente, vedremo proiettate nel mondo esterno e nei TG.

Non c’è modo per bloccare la forza propulsiva di un’anima inascoltata. L’avrà sempre vinta lei. Dovesse aspettare intere vite. E quel momento è adesso.

Non siamo mai “pronti” abbastanza per attraversare un’iniziazione. Non siamo mai “pronti” abbastanza per morire e rinascere. Quindi, il momento giusto è sempre adesso.

E mai come oggi è stato “giusto” ed è stato “adesso”.

IL MIO VERO NOME

Andare a monte. Tornare a valle.

È di questi mesi anche la piena comprensione del mio cognome, che ho ignorato fino a poco tempo fa.

Serravalli non significava “chiudere le valli” come avevo sempre pensato, ma serra ha il senso di sierra, monti, e le valli sono il loro complementare.

Monti e valli sono in realtà l’alchemico “come sopra, così sotto – come fuori, così dentro”. La croce dell’orizzontale e del verticale che collaborano.

LA RISALITA E IL MIO PROSSIMO PROGETTO

Dopo tutto questo e dopo la sorpresa di essere ancora viva, l’unica cosa che posso fare ora, è offrirti la possibilità di fare qualche passo insieme verso l’amore vero per te. Quello sentito, esperito, non quello fatto di belle parole. Camminare insieme nell’attivazione che solo il tuo oceano interiore può conferirti.

Dobbiamo disseppellire l’amore costante, l’amore pulsante che permea la vita. Portarlo in ogni momento quotidiano.

Voglio tenere laboratori nuovi. Affinchè ogni persona diventi una, inizi a trattarsi senza guerra, porti tutte le sue parti in allineamento e in un grande cerchio attorno al fuoco del cuore.

Le persone hanno bisogno di tornare a essere vere. Voglio portarvi corsi e laboratori mirati che modulino per gli altri, per te, per voi, quello che ho vissuto e visto.

Che aiutino ad effettuare una piena Incarnazione – affinché possiamo fare qualche passo insieme verso la tua, la nostra Affermazione, la liberazione di tutti gli esseri dentro di noi che meritano amore e realizzazione e la presa in carico della nostra naturale Inclinazione.

Il ricongiungimento con l’energia cristica che ci anima là in fondo, che in questa nuova era vuole emergere nel mondo e dalle nostre stesse cellule, chiedendo pace. Aprendola da sé, senza aspettare che ce la portino gli altri.   

.

Quello che offrirò da oggi in poi saranno incontri e laboratori che ti portano il denominatore comune di tutte le strade sapienziali, i coaching e i percorsi terapeutici del mondo: ossia la riabilitazione dell’amore per se stessi, come molti non l’hanno mai sentito o concepito.

Arricchita da tutti i bottini della mia “pesca grande”, voglio accompagnare anche te a costruire la tua alleanza interiore. Ad aderire a te, a diventare una, o uno.

Voglio portare l’amore per se stessi negli ambiti che seguono, con laboratori diversi per ciascuna di queste aree e quelle che verranno:

amore per se stessi e realizzazione di sé nel mondo,

amore per se stessi e l’energia femminile,

amore per se stessi e relazioni,

amore per se stesse in adolescenza,

amore per se stesse in menopausa,

amore per se stessi in depressione,

amore per se stessi – pubblico e social,

amore per se stessi nel discorso delle fiamme gemelle.

Nel tempo valuterò collaborazioni: potremo creare moduli in cui chi contribuisce ha fatto esperienze che mancano a me, per esempio:

amore per se stessi e maternità

amore per se stessi e paternità

amore per se stessi in malattia

e quello che servirà.

Non ti accompagnerò nei classici esercizi verticali ragionati, quelli che vanno dalla mente al cuore, ma ricercando esperienze orizzontali, che mettano il cuore, il SENTIRE al primo posto e che irradino dal cuore alle altre parti di te e degli altri.

Non saranno singoli seminari, anche se potrai certamente partecipare a una singola esperienza con me

Quello che voglio creare è un prisma di eventi in presenza che hanno come fulcro l’amare se stessi, non più basato su concetti o parole, ma sul darci forza insieme, sull’ascolto, sulla dolcezza dell’energia vitale che emerge e possibilmente su un momento conviviale dopo il lavoro svolto insieme, perché il cuore ha bisogno di gioia. Un’accademia interiore, una struttura a più facce e rami, in cui farò confluire tutto il raccolto di una vita di viaggi ed esperienze, e loro diramazioni.

Tra i rami di un mio laboratorio, per esempio. potrò suggerirti altri colleghi o pratiche, o luoghi energetici, location di bellezza, libri utili, video centrali o reti di persone già costituite in cui trovare i tuoi simili, in base a ciò che cerchi.

A seconda dei festival e delle location che mi inviteranno, degli spazi che troverò e delle date che proporrò io stessa, potremo incontrarci in luoghi che meritano di avere più visibilità e di essere conosciuti. E vivere insieme una di queste esperienze sul provare AMORE PER SE STESSI.

Ti accompagnerò alla riscoperta dei continenti sommersi che ti porti dentro e che è ora di pacificare, perché o sono in guerra, o sono privi di respiro.

Andremo a toccare la frustrazione, il senso di vuoto o svuotamento, il dolore verso gli animali, il senso di pena verso gli altri e verso noi stessi. Riporteremo luce e gioia alle parti di noi che hanno voglia di vivere. L’energia che sta emergendo in questo periodo agevolerà notevolmente i nostri lavori e propositi.

Una cosa è certa: le guerre nel mondo e i conflitti della vita possono cessare solo se le disinneschiamo dentro di noi, tra le nostre parti, letteralmente.

Spero di avere trasmesso almeno in parte la portata di questa cosa.

.

Per chi non mi conoscesse, sono Sonia Serravalli, scrittrice e ricercatrice spirituale fin da ragazzina, e autrice del blog ilboscofemmina.com.

Puoi contattarmi in caso di interesse a partecipare ad uno dei miei laboratori, ESCLUSIVAMENTE DAL VIVO, sul tema AMARSI.

Sto preparando una forma micro – per passare 2 ore insieme; mini: 4 ore; 1 giornata o 3 giorni), Puoi contattarmi anche se hai uno spazio, piccolo o grande; sia se vuoi che insieme facciamo conoscere un luogo di pace e bellezza che hai creato tu, sia se ti interessa che porti una di queste esperienze ad un tuo festival.

Posso già annunciarti che sabato 20 giugno sarò presente al MAITRI FESTIVAL di Tamara, in provincia di Ferrara, nel parco privato IL POSTO GIUSTO, con un laboratorio micro di 2 ore sull’amore per se stessi chiamato “SPECCHIO DELLE MIE BRAME”, in cui ti verranno già dati strumenti utili per abbracciare te stessa e tornare a ricordarti di te.

Invece il primo laboratorio di un giorno insieme sarà questo, telefona subito per saperne di più:

AMARE SE STESSI

SITO PERSONALE

Sonia Serravalli
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